Dal Divisionismo al Futurismo: «Verso la luce, l’aria e la verità»

0 2.118

Dal Divisionismo al Futurismo: «Verso la luce, l’aria e la verità»

Dal Divisionismo al Futurismo
Gaetano Previati, Maternità, 1891

Dal Divisionismo al Futurismo è un grande programma internazionale che ruota attorno a un preciso periodo storico e a un nucleo di capolavori italiani. Il progetto si concretizza in due mostre diverse: la prima alla Fundación MAPFRE di Madrid, appena conclusasi, e la seconda al Mart di Rovereto, dal 25 giugno al 9 ottobre.

Due tappe di uno stesso viaggio, due mostre che raccontano l’arte dei maestri italiani che vissero tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX. Furono questi i pittori che introdussero il rivoluzionario cambiamento di mentalità su cui poggiano le proprie basi le avanguardie del ’900, in particolare il Futurismo.

Così è presentata nel comunicato stampa la mostra trentina I Pittori della Luce – Dal Divisionismo al Futurismo curata da Beatrice Avanzi e Daniela Ferrari che presenta oltre 80 opere narranti la nascita e la crescita del Divisionismo ed il suo rapporto con la diffusione del futurismo.
L’esposizione è suddivisa in sei sezioni, ovvero Il Divisionismo tra vero e simbolo; La luce della natura; La declinazione simbolista. Una “pittura di idee”; La declinazione realista. L’impegno sociale; Verso il futurismo e La pittura futurista con lo scopo di accompagnare il visitatore all’interno di un percorso luminoso e articolato verso la comprensione di una delle avanguardie più importanti del panorama italiano.

Segantini ' le due madri'
Giovanni Segantini, Le due madri, 1889

Ma quando nacque il del Divisionismo? 
Questo movimento artistico italiano vide la luce in contemporanea al Neoimpressionismo Francese e con esso condivise la teoria ottica sulla quale si basarono entrambi però dandone un’interpretazione più libera ed empirica. Il movimento si affermò nel 1891 alla Triennale di Brera mediante la prima presentazione al panorama artistico di un gruppo di giovani pittori tra i quali: Giovanni Segantini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Angelo Morbelli, Emilio Longoni.
Il Divisionismo, la cui indagine principale è la rappresentazione della luce, si alimenta di tradizioni pittoriche quali le ricerche luministiche e atmosferiche della Scapigliatura lombarda ed il Naturalismo dei macchiaioli toscani e molte volte viene accostato in modo errato al movimento artistico francese del Pointillisme. Quest’ultimo nato dal pennello e dal cervello di Seurat, prevede la scomposizione dell’immagine in punti: i colori non sono mischiati bensì accostati l’uno all’altro. Il Divisionismo italiano diverge parecchio da questi aspetti: il colore su tela non è rappresentato attraverso puntini accostati ma da filamenti irregolari che si accostano o si sovrappongono. Questa tecnica chiamata “frammentazione a filamento” consente di cogliere la struttura segreta della realtà per poi restituirla trasfigurata e smaterializzata, questi dipinti divisionisti appaiono quindi come delle epifanie.
Un altro aspetto differente è che rispetto alla ricerca puntinista francese, tutta orientata al rigore tecnico, quella divisionista si arricchì di nuovi contenuti: le immagini naturalistiche, come gli interni, sono talvolta pervase da un profondo senso di spiritualità o intrise di suggestioni simboliste, mentre si moltiplicano i quadri che affrontano temi sociali.

930b1c435948450bb0bf83265f474a85-5_medium
Umberto Boccioni, Nudo di spalle (controluce), 1909

Il pittore che più segue questi temi nonché il capostipite di questo movimento è Giovanni Segantini (Arco, 15 gennaio 1858 – monte Schafberg, 28 settembre 1899). Nel far questo, applicò con rigore la tecnica divisionista e come scrisse lui stesso:

… E incomincio a tempestare la mia tela di pennellate sottili, secche e grasse, lasciandovi sempre fra una pennellata e l’altra uno spazio interstizio che riempio coi colori complementari, possibilmente quando il colore fondamentale è ancora fresco, acciocché il dipinto resti più fuso. Il mescolare i colori sulla tavolozza è una strada che conduce verso il nero; più puri saranno i colori che getteremo sulla tela, meglio condurremo il nostro dipinto verso la luce, l’aria e la verità.

Segantini si avvicinò al Divisionismo gradualmente: la sua adesione accade solamente nel 1886 quando lasciò l’Italia per trasferirsi a Savognin, nel cantone Grigioni.
La ricerca della luce e la diffusione di essa è percepibile in tutta l’opera pittorica di Segantini, il suo cammino artistico è concentrato sul tema di una natura incontaminata ed è influenzata da metafore simboliste nordiche. All’interno della sua produzione il tema centrale è quello della figura femminile ed in particolare il soggetto di gran lunga più ricorrente è quello della maternità (causata sicuramente dalla perdita in età giovane della madre). Questi soggetti in realtà sono ricorrenti all’interno di tutta la poetica segantiniana, sia nei dipinti a carattere simbolista che nei dipinti a carattere naturalista.

1911-Carra-Cio-che-mi-ha-detto-il-tram-What-the-tram-told-me
Carlo Carrà, Ciò che mi ha detto il tram (1911)

Partendo da questi presupposti, il paesaggio, rivisitato nell’unione di uomo e natura, diviene il genere pittorico che unisce le diverse anime del movimento, come il percorso della mostra ben sottolinea, fino a sfociare in una dimensione collettiva e politica lontana dal pietismo della pittura di genere dei decenni precedenti. È da qui che scaturisce dopo pochi anni il Futurismo, sviluppatosi intorno alle idee di Marinetti, espresse nel Manifesto Futurista pubblicato a Parigi nel 1909. Una chiamata alla quale aderiranno Boccioni, Balla, Carlo Carrà, Russolo e Severini, tutti concordi che «non può sussistere pittura senza Divisionismo», divenuto così il substrato di partenza del movimento futurista.

I Pittori della Luce – Dal Divisionismo al Futurismo è una bellissima e preziosa occasione per immergersi in un mare di luce e per poter coglierne ogni significato di cui esso è intriso.

Gianmaria Turco per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.