Claude Debussy, la musica tra immaginazione e sogno

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Claude Debussy, la musica tra immaginazione e sogno

Penso che la musica contenga una libertà, più di qualsiasi altra arte, non limitandosi solo alla riproduzione esatta della natura, ma ai legami misteriosi tra la natura e l’immaginazione.

Claude DebussyClaude Debussy (22 agosto 1862 – 25 marzo 1918) è considerato uno dei più grandi compositori e musicisti francesi, nonché precursore della musica moderna. Egli ha espresso in modo sublime il clima poetico, elegante e decadente della Belle Époque, periodo culturale e artistico sviluppatosi verso la fine dell’Ottocento e terminato con la Prima Guerra mondiale. Amatissimo in patria, oggi è ricordato come una vera e propria leggenda della musica classica grazie alla sua vena compositiva unica e fuori dagli schemi, che ha ispirato nel corso del Novecento numerosi musicisti. Sonorità che si tingono di nuovi colori e percorrono diversi orizzonti che fanno di Claude Debussy la figura principale in campo musicale di quelle correnti impressioniste e poi simboliste che hanno abbracciato arte, letteratura e poesia nel corso del XIX secolo.
Turbolenta e ricca di passioni fugaci è stata la sua vita privata e sentimentale. Le sue relazioni infatti sono spesso state instabili, di breve durata e clandestine, anche se dalla storia più importante con Emma Bardac, ebbe la sua unica figlia, Claude-Emma.

Nato a St. Germain-en-Laye nei pressi di Parigi da una famiglia benestante successivamente divenuta povera, già in età precoce ha una dote innata per il pianoforte, che lo porta all’età di 11 anni a frequentare il prestigioso Conservatorio della capitale francese. Oltre allo strumento qui studia composizione e all’età di 22 anni vince il Prix de Rome, premio che gli dà la possibilità di poter studiare a Roma per due anni, affinare le proprie capacità compositive e interessarsi alle opere di Wagner, da cui verrà influenzato in alcuni suoi lavori seguenti.
Nel 1887 torna a Parigi e durante l’Esposizione mondiale, ascoltando un ensemble musicale composto da una varietà di strumenti inusuali per l’epoca, quali campanelli, gong e xilofoni, rimane affascinato da tali suoni, tanto che negli anni a venire li introdurrà nelle proprie composizioni.
La musica scritta in questo periodo rappresenta sicuramente i primi capolavori del musicista francese. Opere famose e indimenticabili quali La damoiselle Elue (1888), Ariettes oubliees (1888), Cinq poemes de Baudelaire (1889), Prelude a l’apres-midi d’un faune (1892), i Notturni (1893) e il Quartetto d’archi (1893) ritraggono nuovi e affascinanti paesaggi sonori ricchi di colori estranei a quei tempi, che prendono spunto dai poemi dell’amico Verlaine, oltre che Mallarmé e Baudelaire.

Debussy_1893Nei successivi anni e con l’inizio del Novecento egli diviene protagonista assoluto della musica francese grazie a suggestive composizioni quali La Mer (1905) Images (1905), la Suite Bergamasque dello stesso anno, divisa in quattro parti: Prelude, Menuet, Clair de Lune, il brano più famoso di Debussy, e Passepied. Claude Debussy, appagato dal successo e apprezzato dai suoi concittadini, passa l’ultimo periodo della sua vita scrivendo come critico musicale, senza mai smettere di comporre ed esibirsi in tutta Europa. Nel 1915 è costretto a subire un intervento a causa di un tumore intestinale, e il 25 marzo 1918, mentre Parigi viene bombardata dalla squadra aerea tedesca, il grande e innovativo compositore muore all’età di 55 anni, proprio in corrispondenza della fine di quella Belle Époque di cui egli è stato personaggio principale. Egli venne sepolto nel cimitero di Passy nei pressi di Parigi, senza ricevere gli onori di un funerale di Stato e celebrazioni a causa del clima bellico che imperava in Europa e soprattutto nella Francia del periodo.

 

Ivano Segheloni per MIfacciodiCultura

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