Mogol: l’uomo al centro del foglio

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Mogol: l’uomo al centro del foglio

mogol2 (1)Mogol, inutile dirlo, in Italia è diventato il paroliere per antonomasia, il suo stesso nome crea in noi l’immediata associazione con la musica diventandone quasi un sinonimo. Giulio Rapetti, questo il suo vero nome, è per la nostra storia musicale un uomo rivoluzionario e di altissima levatura, che ha cambiato per sempre il volto della canzone nostrana, conferendole il prestigio e le basi per costruirsi una propria strada per il futuro.
Il 17 agosto 1936 il grande artista nasce a Milano da Mariano Rapetti che, essendo un dirigente dell’iconica casa editrice musicale Ricordi ed essendo egli stesso un paroliere di discreto successo, suscitò nel figlio l’interesse per questo mondo straordinario che si cela dietro le quinte di ogni buona canzone.

Mogol iniziò la propria carriera nel ‘45 guidato dalla mano esperta del proprio padre come addetto alla pubblicizzazione delle edizioni nella Ricordi Radio Record. Dieci anni dopo decise di spingersi oltre e seguire le orme del padre come paroliere. Il primo grande successo arrivò nel 1961 quando la canzone da lui scritta con Carlo Donida, Al di là, e interpretata da Luciano Tajoli e Betty Curtis vinse il Festival di Sanremo. Da allora Mogol si prestò alla collaborazione con svariati artisti d’oro della musica italiana e alla traduzione di testi di Bob Dylan e David Bowie.

Ciò che rese questo autore di testi indimenticabile e scolpito nella nostra storia comune fu più di tutto la collaborazione con Lucio Battisti. Tra i due si instaurò, professionalmente parlando, un rapporto molto prolifico e fruttuoso, e, umanamente parlando, un legame profondissimo. Due artisti unici, segnati da caratteristiche innovative, inedite, che insieme avrebbero cambiato per sempre la nostra musica donandoci emozioni straordinarie e canzoni di razza. La collaborazione tra Battisti e Mogol si consolidò alla fine degli anni ’60, periodo di grande fioritura per la musica italiana. Questo fu il momento in cui nacquero i più grandi successi della nostra storia come Una donna per amico, Ancora tu, Il mio canto libero, Emozioni.

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Battisti – Mogol

Il connubio dei due artisti fu un passo fondamentale non solo per loro come individui, ma anche per il ruolo nuovo che da quel momento assunse la figura dell’autore di testi. La professione del paroliere è sempre stata fondamentale per la musica leggera sebbene si muovesse dietro le quinte, senza prendere troppi applausi. Mogol invece, si rese protagonista di questo ruolo, assumendo un’importanza pari a quella dell’artista che avrebbe dato voce ai suoi testi. Prova di questa nuova veste del paroliere, è il cofanetto di dischi uscito nel 2004 chiamato Le avventure di Lucio Battisti e Mogol che raccoglie i successi più belli del loro lavoro. Per la prima volta il nome di un autore compare sulla copertina di un album con grandezza e importanza identica a quella del cantante.

Mogol non si è limitato al suo ruolo di autore, ma ha posto questo mestiere al centro della sua vita facendone qualcosa di davvero grande. Ci e si racconta attraverso i suoi testi come se volesse intrattenere col suo pubblico una conversazione intima, come se volesse parlare delle nudità del suo animo come si fa con gli amici veri. Mogol, il rivoluzionario che è uscito dal retro del foglio ponendosi al centro.

Ecco i Giardini di Marzo, toccante canzone del 1972 magistralmente interpretata da Lucio Battisti, il cui testo parla della giovinezza di Mogol nell’immediato dopoguerra tra povertà e difficoltà.

Isabella Poretti per MIfacciodiCultura

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