La luce e il colore di Paul Signac

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La luce e il colore di Paul Signac

Paul SignacMusée d’Orsay, Museum of Modern Art, Metropolitan Museum of Art, Dallas Museum of Art, Musée de l’Annonciade, Museum Boijmans Van Beuningen, Kröller Müller Museum, Worcester Art Museum, Amos Anderson Art Museum… questi solo alcuni dei musei che custodiscono le opere del grande pittore francese Paul Signac, di cui oggi ricorre l’anniversario. Morì il 15 agosto del 1935 nella sua amata e odiata casa natale, Parigi, dove vi nacque l’11 novembre 1863.

Una delle scelte fondamentali, che influenza senza dubbio la sua intera esistenza, è quella di abbandonare gli studi di architettura nel 1882 e di dedicarsi alla pittura, formandosi da autodidatta. In quel periodo entra in contatto con gli impressionisti e in particolare con Camille Pissarro. Data significativa il 1884, anno in cui è tra i fondatori della Société des artistes indépendants (di cui è presidente nel 1908) e dove espone per la prima volta le sue opere; in quella occasione conosce Georges Seuratcon il quale avvia un’intensa collaborazione che porta all’elaborazione del Neoimpressionismo. Interessante, per capire meglio il pittore e la sua poetica, è andare alla scoperta dei caratteri di questo movimento pittorico, che vennero codificati da Félix Fénéon, editorialista che ne coniò il termine, e confermati da Signac sul suo Journal e da Seurat in una lettera a Maurice Beaubourg del 1890:

  • massima luminosità coloristica in ogni quadro, secondo l’idea impressionista;
  • per ottenere la massima luminosità di cui sopra, si procede alla giustapposizione sistematica e alla mescolanza ottica dei toni, delle tinte e dei pigmenti unici puri; la mescolanza dei colori sulla tavolozza, invece, va nettamente rifiutata;
  • i diversi elementi vanno equilibrati fra loro secondo le leggi dell’irradiamento, del contrasto e della degradazione;
  • la dimensione del quadro determina anche la scelta del tocco;
  • i vari elementi del dipinto (toni, linee, tinte complementari etc.) devono essere in armonia tra loro;
  • il pittore deve puntare all’emozione ottica e non a quella soggettiva.
Société des artistes indépendants, 1926
Société des artistes indépendants, 1926

Dall’incontro tra Signac e Seurat nasce una forte amicizia e, nonostante le differenze stilistiche, condividono le stesse ricerche cromatiche e ottiche e l’ambizione di essere sempre all’avanguardia. Nei primi quadri Signac, dipinge interni domestici realizzati nel suo studio d’artista, con grande bravura e tecnica, mentre più avanti il pittore francese, comincia a dipingere scene en plain air con colori forti e che sprigionano una luce intensa. Esprime attraverso il colore e la luce i sentimenti che i suoi paesaggi evocano, utilizzando delle brevi pennellate: dei tratti prima, dei punti dopo. Diede vita, infatti assieme a Georges Seurat, al Puntinismo e alla tecnica del Divisionismo. Tra le sue opere più importanti ricordiamo: Les Andelys (1886), Femme lisant (1887), Château de Comblat (1887), La bouée rouge (1895), L’orage, (1895), Les Démolisseurs, (1896), Le phare d’Antibes, (1909), Le château des Papes à Avignon, (1900), Port de La Rochelle (1921).

Signac_-_Portrait_de_Félix_Fénéon, Moma (puntinismo) (1)
Ritratto di Félix Fénéon, 1890

Dopo la morte nel 1891 del suo grande amico Georges-Pierre Seurat, Signac fugge da Parigi e, a bordo del suo yacht L’Olympia, scopre un piccolo porto di pescatori: Saint-Tropez. Alla ricerca di pace e di serenità, accetta infatti l’invito del pittore Henri-Edmond Cross. «Come invidio la vostra esistenza – scrive Siqnac a Cross – dignitoso, semplice, lontano da Parigi e dalla sua merda intellettuale». È proprio Cross che gli fa conoscere e gli parla di Saint-Tropez, che Signac conosceva già per averne letto la descrizione nei Sur l’eau, i racconti di viaggio di un altro celebre navigatore, Guy de Maupassant. Nel maggio 1892, il pittore entra a Saint-Tropez, dove rimane affascinato dalla grazia e dalla bellezza di questo piccolo porto, e dove si stabilisce per 20 anni.

Signac in quegli anni dipinge molte vedute di Saint-Tropez, della sua baia, del faro alla fine del molo e dei sentieri circostanti. Una delle opere più significative di quel periodo è La Bouée Rouge, quadro custodito al Museo d’Orsay. L’attenzione è attirata, al centro della composizione, da una di quelle boe alle quali sono ormeggiate le barche a vela. Con il neoimpressionismo, un impressionismo di tipo scientifico, non occorre più rendere la spontaneità della prima impressione. Signac non lavora direttamente dal vero ma in bottega sulla base di studi realizzati sul posto. Nella tela La boa rossa la tecnica resta divisionista, l’artista, però, prende le distanze dal neoimpressionismo propriamente detto. Queste le parole di Thadée Natanson, redattore di La Revue Blanche, parlando di questo splendido quadro.

L’artista raggiunge un’intensità di colori luminosi e vibranti, un’ingegnosità di composizione tale da portare a compimento un quadro e lasciare a bocca aperta dallo stupore; egli emana serenità.

La Bouée Rouge, Museo d’Orsey (1)
La Bouée Rouge, 1895

È questa la particolarità delle opere del pittore francese, riuscire attraverso l’uso del colore e della luce a stupire ed emozionare lo spettatore. Durante la sua vita infatti Paul Signac ha una grande evoluzione artistica, passa dai primi dipinti impressionisti, agli ultimi acquerelli della serie dei Porti di Francia, passando per gli anni eroici del neoimpressionismo, il fulgore di Saint-Tropez, le immagini scintillanti di Venezia, Rotterdam e Costantinopoli. Durante questa evoluzione inoltre abbraccia diverse tecniche: la foga impressionista degli esordi si contrappone alle limpide policromie del divisionismo, il giapponismo audace degli acquerelli contrasta con la libertà dei fogli dipinti en plein air, mentre i grandi disegni preparatori a inchiostro di china diluito ci rivelano i segreti di composizioni serene, a lungo meditate in studio. Una poetica pittorica complessa che abbraccia quindi diversi momenti e diverse tecniche che rendono le opere di Signac dei capolavori senza tempo.

La meravigliosa arte di Paul Signac è protagonista di una grande retrospettiva che dopo essere stata ospitata a Losanna, da settembre troverà dimora a Lugano: un’occasione unica per conoscere da vicino la grandezza di questo artista.

Laura Cometa per MIfacciodiCultura

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