Wim Wenders, il maestro di Düsseldorf

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Wim Wenders, il maestro di Düsseldorf

Esponente del Nuovo Cinema tedesco, Wim Wenders è nato a Düsseldorf il 14 agosto del 1945.

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La lettera scarlatta

Nonostante la sua affermata carriera nel mondo del cinema, non si avvicinò in gioventù in maniera determinata e lineare alla settima arte: prima si iscrisse a medicina, poi passò a filosofia e infine si dedicò alla pittura. Il suo amore per il cinema si palesa nel 1966 quando frequenta l’Institut des hautes études cinématographiques di Parigi per poi passare all’Accademia del cinema appena tornato a Monaco.
Lo stile dei suoi lavori d’esordio può essere paragonato allo quello dei registi della Nouvelle Vague: inizia realizzando dei cortometraggi e contemporaneamente scrive per un rivista al fine di diffondere le sue idee e le sue tecniche insieme ad altri suoi colleghi. Dal movimento francese, i cineasti tedeschi prendono spunto per formare il Nuovo Cinema tedesco, movimento basato sui bassi costi di produzione e incentrato sul racconto della realtà quotidiana e dell’Io nascosto delle persone comuni.

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Alice nelle città

Estate in città (1970) è il suo primo lungometraggio, seguito poi da La paura del portiere prima del calcio di rigore (1972). Quest’ultimo è la storia di un omicidio pressoché inspiegabile di una ragazza che lavora in un cinema, compiuto da un giovane che, senza preoccuparsi dei pericoli del folle gesto, si allontana dalla città noncurante delle conseguenze e del suo futuro. Un film che ebbe grande successo fu sicuramente La lettera scarlatta (1971), ambientato nell’America puritana del 1600, tratto dall’omonimo romanzo di Nathaniel Hawthorne del 1850. Si racconta di una donna rimasta incinta mentre il marito è lontano da tempo dalla città e per questo costretta a portare sul petto la “A” di adultera. Nessuno però conosce la vera identità del padre del bambino, anche se si pensa sia un giovane predicatore, fino a quando il marito di lei, tornato in paese, decide di indagare sotto falso nome.

La Trilogia della strada invece racconta di una tematica molto importante per Wim Wenders: il viaggio come strumento di purificazione, ricerca di se stessi e mezzo per arrivare alla piena coscienza di sé. Alice nelle città (1973) è probabilmente uno dei film più famosi del maestro e che ha varcato i confini d’Oltreoceano grazie alla sua trama semplice ma accattivante. Falso movimento (1975) e Nel corso del tempo (1976) sono le altre due pellicole che compongono il trittico: in tutti e tre i film si vede come protagonista l’attore Rüdiger Vogler, grande ed affezionato collaboratore di Wenders.

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L’amico americano

Esplorando la sua filmografia, incontriamo veri e propri capisaldi della cinematografia europea. Per esempio, L’amico americano (1977) è forse il capolavoro di Wim Wenders, infatti ha attirato l’attenzione del grande regista Francis Ford Coppola. È un thriller esistenziale con protagonista Dennis Hopper (colonna della New Hollywood con alle spalle maestose interpretazioni in Gioventù Bruciata e soprattutto Easy Rider). Un corniciaio, per una serie di sfortunati eventi, dovrà vedersela con la malavita, la quale inciderà sul suo futuro e sul suo destino. La vita viene vista come un enigma di difficile comprensione, quasi impossibile da risolvere per gli uomini comuni (siano essi buoni o cattivi). Il cielo sopra Berlino (1987), uno dei film che ha riscosso maggior successo, ripercorre le vicende di una coppia di angeli, il cui compito è quello di analizzare e preservare la realtà di una Berlino in continua trasformazione, dove passato e futuro hanno un legame profondo e tormentato. Fino alla fine del mondo, pellicola del 1991, racchiude tutto il suo interesse per la tematica del viaggio, unita di fatto al progresso tecnologico che sta avendo il mondo negli ultimi anni. Oltre che per la bella storia, il film è famoso per le colonna sonora alla quale hanno collaborato artisti come gli U2 e Lou Reed. Negli anni duemila sono da segnalare Buena Vista Social Club, film armonioso sulla musica cubana e Palermo Shooting, incentrato sempre sulle tematiche del viaggio, sull’inquietudine e la scoperta di sé.

Benché poco noto al grande pubblico, Wim Wenders è riuscito ad entrare nella storia della settima arte con il suo cinema non ad alto budget. Le sue tematiche e ricerche sule sfaccettature insite nell’animo umano, hanno toccato i cuori di molti. Wenders ha capito ed interpretato una delle più grandi preoccupazioni del mondo moderno: la paura del futuro. Un futuro a noi oscuro che solo grazie alle esperienze possiamo schiarire e trasformare in qualcosa di meraviglioso.

Marco Gobbi per MIfacciodiCultura

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