Giorgio Strehler, l’anti-astrattista

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Giorgio Strehler, l’anti-astrattista

Leggere di teatro mi fa morire di noia, non perché non mi piaccia, anzi, ma si legge la parola teatro un po’ dappertutto, infilata in mezzo a tante altre in modo da farla sembrare eccitante, promettente, inspirante. “La bellezza del Teatro” o “La Forza del Teatro” oppure “La Magia del Teatro” (l’ultima credo di averla scritta anch’io) sono parole banali, e quando una cosa diventa banale ne perde di sostanzialità e per definizione diventa astratta.

piccoloSi parla dell’attore o del bel teatro in centro in questa o quella città, oppure di quale capoccione sia andato alla prima. Almeno in Italia il teatro come lo faceva la generazione di Strelher è in declino, la stessa cosa che accadde al teatro europeo più o meno dal ‘700 fino agli anni 50. In quel periodo assistere ad una produzione era divenuto puro svago e la classe povera rimaneva ignorante e oppressa. Sono state persone come Giorgio Strehler (Trieste, 14 agosto 1921 – Lugano, 25 dicembre 1997) che dopo la Seconda Guerra Mondiale hanno ritrasformato il teatro e gli hanno ridato il suo scopo originale.

Strehler, Nina Vinchi e Paolo Grassi fondarono Il Piccolo Teatro di Milano nel 1947. Mettevano in scena temi fortemente socialisti, recite dal teatro russo, francese e italiano, ed hanno contribuito a dare importanza a corporazioni teatranti, riuscendo a far riconoscere figure professionali del campo che oggi diamo per scontate, come ad esempio il ruolo di regista.

Giorgio Strehler considerava ogni aspetto della produzione e praticava con grande successo il Total Theatre, forma che mette tutti gli elementi a disposizione (effetti luce, musica, scenografia e attori) sullo stesso piano di importanza e li usa per elevare il messaggio.
Si certo, adesso potrebbe sembrarci una cosa normale, ma sono persone come lui che l’hanno resa tale. Questo modo di fare spettacolo è ormai da tempo impiegato nei concerti e film: laser, effetti speciali, musica e scenografia vengono in mente quando si parla di un concerto dei Pink Floyd oppure di un film di fantascienza come scopo decorativo o per rendere il tutto ancora più spettacolare, ma nel teatro, quando questi artifici vengono utilizzati bene, possono rinforzare la storia e meglio trasmettere il tema o la morale.

Forse mi sono perso qualcosa? Effetti speciali? stiamo parlando di Grease e Moulin Rouge giusto?

Non proprio, quelli sono musical, qui si parla di teatro nello specifico, recite e opere che abbiano un messaggio. Quindi allora spiegami, cos’è il Teatro? E a che cosa serve?

Giorgio-Strehler-0.jpg.aspxBeh, il teatro è una scuola dopo la scuola, è la continua ricerca dell empatia, è l’avvicinare le persone ai personaggi per poter mettere a confronto i loro problemi e le loro paure. Non solo, quello lo fanno anche i film e telefilm con grande successo, ma c’è dell’altro. Il teatro è soprattutto l’autocritica della società, e in questo aspetto nessuna altra forma d’arte riesce ad essere così efficace.
Perché? Il teatro è semplicemente un medium diverso, c’è più impatto quando gli attori rompono il quarto muro e si rivolgono direttamente al pubblico, oppure quando la scenografia non è in stile naturalistico. Non a caso i primi film usavano questi vari modi per rappresentare le loro idee. Quando Strehler era giovane aveva infatti intenzione di intraprendere una carriera nel mondo del cinema, un’industria che cominciava a cambiare e a distanziarsi dal simbolismo  e espressionismo. Ma lui capì quanto fossero importanti gli stili per esprimere un messaggio e si diede al palco. A lui non interessava un’arte astratta fine solo a se stessa, ma voleva rendere tangibili ed inequivocabili le sue idee.

Questo è il testamento di Giorgio Strehler, lui ha fatto per l’Italia ciò che tanti altri si sono presi l’impegno di fare nel resto del mondo, e cioè invitare le persone a farsi domande e riprendersi la propria dignità. Lui si inspirava a figure come Brecht e Artaud (due dei miei cultori di teatro preferiti), ci hanno fatto capire come stessimo sprecando il palco, ci hanno mostrato e dimostrato che usavamo La Monnalisa come bersaglio per freccette.
Sapiente e coscienzioso individuo che ha riportato il teatro alle sue antiche origini greche, quando si faceva teatro per insegnare un comportamento civile, non solo alla popolazione comune, ma ai dirigenti e governanti. (Fantascienza giusto? Eppure era così)

Dopo una vita coronata anche da riconoscimenti importanti e cariche politiche, morì a Lugano nella notte di Natale del 1997.

Giorgio Strehler fu un uomo che emanava umiltà ma non aveva paura di esporsi ed esprimere la propria opinione non solo attraverso la sua arte. Egli è sicuramente una delle figure artistiche più riconosciute nel mondo che la nostra nazione abbia mai avuto.

Davide Frasca per MIfacciodiCultura

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