Marc Chagall colora il Forte di Bard

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Marc Chagall colora il Forte di Bard

Forte_di_Bard[1]A Marc Chagall (Vitebsk, 1887 – Saint-Paul-de-Vence, 1985) sarebbe sicuramente piaciuto un viaggio in Valle d’Aosta, luogo magico ideale per liberare la mente e la sua insaziabile fantasia. È in questi luoghi che dal 25 giugno sono approdate le sue tele inaugurando la mostra Marc Chagall. La Vie, presso il meraviglioso complesso arroccato del Forte di Bard, che durerà fino al 13 novembre. Negli ultimi due anni si sono susseguite per l’Italia diverse mostre del pittore bielorusso che hanno analizzato le tematiche principali della produzione di Chagall. Bard è pronta adesso a colorarsi con un percorso espositivo che ruota attorno all’opera La Vie (1964), visibile eccezionalmente grazie alla Fondation Marguerite et Aimé Maeght di Saint-Paul-de-Vence. L’opera è, infatti, legata “gelosamente” ad un episodio di vita di Aimé – mercante e gallerista di Parigi -, quando al momento della creazione della Fondazione chiese a Chagall un’opera identificativa per la camera che avrebbe accolto la sua produzione. Per l’occasione il pittore realizza proprio questa tela di grandi dimensioni che raccoglie, in un moto vorticoso e dinamico, tutti gli eventi della sua vita e i sogni che lo hanno costantemente accompagnato.

Chagall_news[1]Attraverso il suo linguaggio poetico e i colori fiabeschi, Chagall ci introduce nella sua anima e negli episodi che hanno determinato tutta la sua produzione artistica. Nulla è lasciato al caso.  Come in un sogno, appaiono immagini degli anni vissuti prima in Russia poi a Parigi, il matrimonio con la sua amata Bella, la nascita della figlia Ida, gli acrobati, i musicisti e il sole. La presenza costante dei fiori e degli animali unisce la tradizione ebraica a quella russa, in un ideale universo in cui tutti gli esseri viventi convivono pacificamente. L’amore e la meraviglia che sente nei confronti della natura inviolata si materializzano nella presenza di pesci, mucche e capre, che idealmente rappresentano la maternità.  A conclusione del sogno appare lui stesso, ritratto con la sua tavolozza che contempla queste immagini, abbracciato e protetto da Vava, una donna di 25 anni più giovane che resterà al fianco di Marc tutta la vita, dopo la morte prematura di sua moglie Bella.

Bella e Vava sono state il grande amore di Chagall, senza un riferimento ad esse è impossibile comprendere le sue opere nelle quali ritornano in mille forme differenti, sempre felici e amorevoli. Chagall si esprime con libertà, esternando con un linguaggio quasi infantile, i suoi sentimenti. Il cielo è sempre stellato, blu, bellissimo. È il cielo della redenzione, del sogno comparendo come una fiaba per bambini.

Se creo qualcosa usando il cuore, molto facilmente funzionerà, se uso la testa sarà molto difficile.

Chagall[1]La bellezza di Chagall risiede proprio nel significato della sua arte: l’amore immenso che bisogna nutrire per la vita, anche a fronte delle sofferenze e di tutte le difficoltà che lui stesso ha affrontato. Non importa lo stile, il mezzo, l’importante è esprimere l’amore e la gratitudine. Chagall lo faceva in molti campi, nella mostra saranno visibili non solo dipinti, ma anche acquerelli, sculture, incisioni e ceramiche dell’artista, in un ambiente straordinario. Il Forte di Bard rappresenta un luogo a contatto con la natura incontaminata, tra il verde e l’aria pura, proprio come amava Chagall.

Alejandra Schettino per MIfacciodiCultura

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