Robin Williams: sesso, droga e risate

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Robin Williams: sesso, droga e risate

patchadams_g-640x300 (1)È superfluo, forse inutile, parlare di Robin Williams (Chicago, 21 luglio 1951 – Paradise Cay, 11 agosto 2014) e dei suoi film leggendari. Non perché non siano belli, anzi, le pellicole sono entrate nell’immaginario collettivo mondiale grazie alla loro totale mancanza di banalità. Analizziamo piuttosto i personaggi: John Keating (L’attimo fuggente, 1989) è un amato professore rivoluzionario, capace di appassionare i suoi studenti con i suoi metodi anticonformisti, al suo entusiasmo e al suo spirito goliardico; Adrian Cronauer (Good morning, Vietnam, 1987) è un disc jockey in grado, durante la guerra del Vietnam, di regalare sorrisi ai soldati; Hunter Adams (Patch Adams, 1998), grazie alle sue trovate geniali e comiche, riesce a infondere buonumore nei panni di un clown all’interno dell’ospedale.

La copertina de Weapons of Self Destruction (1)In questo articolo però non voglio soffermarmi sui film. Con questo umile ammasso di parole voglio raccontare una parte diversa di Robin Williams, la sua (come l’avrebbero chiamata i Pink Floyd) Dark Side Of the Moon. Un lato oscuro dove compaiono elementi come cocaina, droga e depressione. Un lato che, per quanto orribile, è stato protagonista dei suoi spettacoli di stand-up comedy. Sui palchi d’oltreoceano ha impressionato per il modo in cui trattava questi argomenti così intimi e oscuri che lo porteranno l’11 agosto 2014 al suicidio. Robin discute con il pubblico dei suoi problemi di alcolista, racconta le sue avventure durante serate di eccessi. Tatuaggi mai voluti, approcci con ragazze occasionali e risvegli traumatici sono i protagonisti dei suoi show. Il pubblico ride ma comprende come in realtà Robin non stia inventando e tutte quelle avventure e quei momenti passati nelle cliniche per disintossicarsi sono stati realmente vissuti sulla sua pelle. Nello spettacolo del 2009 Weapons of Self Destruction colpisce con la sua ironia tagliente Obama, Hillary e Bill Clinton, Bush ma soprattutto se stesso.

La cocaina non lo ha mai abbandonato, come ha spesso raccontato al suo amico Letterman. Robin ha dichiarato che essa rappresentava un luogo dove nascondersi: la gente di solito la usa per tirarsi su, per eccitarsi, per lui invece è sempre stata un calmante.
Williams è stato un uomo vulnerabile e sensibile, soprattutto sui set dove veniva trovato in condizioni disperate ogni volta che veniva tormentato dall’ansia da prestazione. L’unico modo per potersi liberare da questo demone ed esorcizzarlo era parlarne al pubblico, famosa la sua autocritica frase «La cocaina è il modo che usa Dio per dirti che stai facendo troppi soldi». Egli era presente nella fatidica sera in cui perse la vita l’attore John Belushi, dopo un speedball di coca e eroina.

una frase storica di williams (1)Nei suoi spettacoli parlava notevolmente inoltre di tematiche erotiche. Al David Letterman Show ha raccontato come un gruppo di spettatori irlandesi criticasse il fatto che al Metropolitan ci fossero state sia la sua esibizione piena di volgarità sia l’esibizione di Pavarotti. Un altro aneddoto molto particolare durante la sua intervista fu il seguente: un giorno a San Francisco entrò in un sexy shop vestito da Mrs. Doubtfire per chiedere, con la sua voce originale, un vibratore a due teste e dei lubrificanti. Infine, sempre nello spettacolo Weapons of Self Destruction, racconta come secondo lui siano stati progettati gli organi genitali maschili e femminili (Questo è il divertentissimo video sottotitolato).

Robin Williams è considerato come uno dei personaggi più poliedrici di Hollywood, capace di raccogliere successi sia nel mondo del cinema, sia nel mondo del doppiaggio che in quello del teatro. Dopo la tragedia del suo suicidio, molti hanno preferito dimenticare i suoi difetti e le sue dipendenze, citandolo solo per le sue favolose interpretazioni. Troppi scordano che sono proprio i difetti a fare l’uomo, così come sono importanti le esperienze negative. Anche perché una luna senza parte oscura non esisterebbe. La divina follia di Robin Williams non turberà più la tristezza del mondo.

Marco Gobbi per MIfacciodiCultura

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