Il pARTicolare. Hieronymus Bosch

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Il pARTicolare. Hieronymus Bosch

500 anni fa moriva Hieronymus Bosch (Jeroen Anthoniszoon van Aken, ‘s-Hertogenbosch, 2 ottobre 1453 – ‘s-Hertogenbosch, 9 agosto 1516). Ecco il mio omaggio al geniale e visionario artista rinascimentale.

Mi fido molto delle mie prime impressioni  guardando un’opera. Il cosiddetto “colpo d’occhio”.

Osservando il Trittico delle delizie di Bosch (1480-90 ca.), in particolare il pannello centrale, ho subito notato un dettaglio.

Hieronymus Bosch, Cristo Portacroce
Hieronymus Bosch, Cristo Portacroce, 1510-16

L’impostazione della scena, ha qualcosa di sacro. Di religioso. La geometria, la simmetria delle parti ricorda immediatamente la scena di un Giudizio Universale. Nonostante qui l’artista rappresenti le gioie e le delizie della lussuria e dei vizi umani.

Al posto del Cristo, una immensa ampolla, ai lati, simmetricamente altri due oggetti volanti, dove di solito vi sono rappresentati i santi e Maria.

E poi la divisione del quadro. Parte alta e parte bassa, cielo mare e terra. Sembra davvero la divisione dal corpo ideale e celeste alla terra dell’umano. Salvi e dannati, tutti insieme.

Tutti felici, sembrano. Tutti dannati, sono.

Bosch, amante e studioso dell’alchimia, dei libri più nascosti e misteriosi del tempo, inventa un mondo fantastico e terribile, in ogni sua opera.

E il religioso, il sacro, è perennemente unito all’umano, al terribile. Al peccato.

Ricordiamo i vizi capitali, la rappresentazione della cacciata dal paradiso. E anche questo Trittico delle Delizie, non a caso, proprio un trittico, tipica “costruzione” artistica delle pale religiose.

Allora mi sono imbattuta in un’altra sua opera che in un certo qual modo mi ha svelato il mistero.

Il Cristo porta croce (1510-16), descrive in modo orribile  e diretto la bruttezza umana. Non vi sono più animali strani, figure inesistenti, creazioni della fantasia dell’artista. Vi sono solo gli uomini. Nella loro crudezza e nel loro volto trasformato dalla cattiveria. Quei volti che verranno ripresi, tra l’altro, dai pittori tedeschi come Otto Dix e George Grosz nel Novecento.

Ma un pARTicolare. La Veronica. L’unico volto triste, insieme a quello del Cristo. Tiene tra le mani la sacra Sindone. Il volto di Cristo, ancora.

Ma il suo capo è legato al capo di un altro uomo. Una testa sola, sembra.  Tristezza e cattiveria, in una testa sola. Due facce della stessa medaglia.

La natura umana per Bosch è ritratta in questo pARTicolare: legame tra bruttezza e pensiero, tra umano e religioso, tra terrestre e immaginifico. Tra reale e misterioso (La Sindone).

Tutti i misteri insieme nelle opere di questo genio dei Paesi Bassi.

L’artista che ha portato nel Rinascimento quel sentore di Altro e Oltre, ripreso dalla cultura medievale.

Ripreso nei meandri più nascosti, ed eterni, della coscienza umana.

Federica Maria Marrella per MIfacciodiCultura

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