E-motion Pictures – Oliver Hardy

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E-motion Pictures – Oliver Hardy

_hardyCi sono certe cose che diventano abitudini senza che tu riesca ad accorgertene. Una poltrona per due a Natale, ad esempio, La spada nella roccia la sera della Vigilia. Gli sketch di Stanlio e Ollio nelle lunghe ore post cena con i parenti. Ricordo distintamente come, ancora intontito dal cibo, steso sul divano a casa di mia nonna a fare zapping con il telecomando, spesso finissi per guardare, all’inizio controvoglia, poi sempre un po’ più divertito, i film in bianco e nero del duo comico più famoso di sempre.

Ollio, al secolo Oliver Hardy (Harlem, 18 gennaio 1892 – North Hollywood, 7 agosto 1957), fu la metà barbuta e saccente della coppia che dalla fine degli anni Venti fino alla metà degli anni Cinquanta ha fatto ridere prima tutta l’America e poi tutto il mondo.
In un trentennio Stanlio e Ollio hanno sfornato oltre cento film, sono sopravvissuti al passaggio, per molti dannoso, al sonoro e hanno macinato successi su successi, sbancando botteghini e diventano una delle coppie più amate dello schermo. I loro sketch sono stati definiti intelligentissimi, capaci di aggiungere sfumature su sfumature a gesti semplicissimi da cui spesso deflagravano catastrofi, incomprensioni, equivoci potenzialmente disastrosi e non privi di bitorzoli e bernoccoli vari.

Nella comicità di Laurel & Hardy c’era qualcosa di più della semplice risata facile dello slapstick. Anzi, c’è chi si è azzardato a definire Laurel il più grande comico mai vissuto, persino più di Charlie Chaplin, persino più di Buster Keaton. Perché sì, il vero cervello dietro le gag di Stanlio & Ollio era proprio Stanlio, il bonaccione, con qualche rotella in meno, l’ingenuo spesso menato per il naso dal ben più corpulento e affettato Ollio. Ma Stan Laurel fu colui che inventava, scriveva, dirigeva film e cortometraggi – vinsero un Oscar nel 1927 per The music box – ma è praticamente impossibile prevedere se le idee di Laurel avrebbero avuto lo stesso successo senza un grande partner di scena come era Hardy. Spesso sul set, a chi gli chiedeva come e cosa fare del e sul set, lui rispondeva con un laconico chiedete a Laurel, ma quando le cineprese cominciavano a registrare, il grande affiatamento della coppia esplodeva in tutta la sua divertentissima complicità, nonostante vivessero vite distanti, fuori dai teatri di prosa. Mentre Laurel era un gran lavoratore che montava, scriveva e dirigeva, sempre dedito ai suoi film e sempre pronto a buttare giù qualche idea, Hardy era un gran uomo di mondo appassionato di golf e di cavalli.

Ollio-stanEbbero tantissimo successo, promossero i loro film anche in Europa dove Hardy conobbe uno dei suoi tanti doppiatori, un giovanissimo Alberto Sordi che si impegnò a conservare quello strano italiano che Hardy per primo aveva usato nel girare i suoi film. Il doppiaggio, nel ’29, non era ancora stato inventato e i pasticci con le lingue straniere dei due accrebbero moltissimo la loro popolarità e la presa delle loro battute.

Tuttavia Hardy non arrivò subito a questo successo: era nato in una famiglia non povera – discendeva, in fondo, da un famoso capitano della guerra secessionista americana – ma suo padre morì quando Oliver aveva appena due anni. Crebbe in modo turbolento, fu mandato in una scuola militare e si rifiutò di laurearsi in legge; ebbe invece modo di affinare il suo canto e si interessò al teatro di conseguenza. Si esibì prima nei cabaret, poi fece comparsate, la spalla a comici più famosi e a imitatori già affermati. Fu proprio in questo periodo che Laurel & Hardy cominciarono a sfiorarsi senza mai incontrarsi: per un motivo o per l’altro rischiarono di essere colleghi ben prima del 1927, anno di uscita del loro primo film insieme, Duck Soup, ma finirono sempre per collaborare con altri attori e, ça va sans dire, senza mai lo stesso successo.

La sua vita privata fu sempre meno rosea di quella professionale: due matrimoni naufragarono, uno dei quali a causa dell’alcolismo della moglie, e solo all’alba dei quarantasette trovò una compagna, Virginia Jones, che gli resto accanto fino alla fine: prima fu colpito da un infarto – che gli fece perdere una sua caratteristica rinomata, la pancia e la fame – restò semiparalizzato da in ictus e infine fu aggredito da un cancro che lo fece dimagrire ancora di più. Morirà il 7 agosto 1957. Sulla sua lapide i suoi compagni massoni scrissero:

Oliver Hardy 1892 – 1957, un genio della comicità – il suo talento portò gioia e risate in tutto il mondo.

Giulio Scollo per MIfacciodiCultura

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