Louis Armstrong, storia e musica di rara bellezza

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Louis Armstrong, storia e musica di rara bellezza

UnknownNasceva 115 anni fa a New Orleans, città all’epoca profondamente segnata dalle discriminazioni razziali, Louis Armstrong (New Orleans, 4 agosto 1901 – New York, 6 luglio 1971). La sua è una storia di rara bellezza come, d’altronde, la sua musica, vero e proprio perno della sua vita.
Nasce in una famiglia poverissima, nipote di schiavi, quando il padre abbandona la famiglia la madre lo affida temporaneamente alle cure della nonna. Si aggiunga che finì in riformatorio da giovanissimo, ma nonostante tutto ciò, durante un’intervista, affermò: «Ogni volta che chiudo gli occhi per soffiare nella mia tromba, guardo nel cuore della buona vecchia New Orleans… Mi ha dato qualcosa per cui vivere».

Il giovane Louis non poteva immaginare che sarebbe diventato una vera e propria icona della musica del XX secolo, uno dei trombettisti più famosi e, di sicuro, non poteva immaginare che le sue innovazioni interpretative avrebbero contribuito ad espandere a dismisura la popolarità di un genere come il jazz.
D’altronde nel 1901 non esisteva ancora il termine “Jazz”, ma solo “Ragtime”.

Gli esordi lo vedono protagonista in una Home Band del New Orleans con la sua cornetta: è l’inizio dell’ascesa. Nel 1922 prese parte alla migrazione di massa verso Chicago, Illinois, città straordinariamente dinamica, ma la qualità delle sue esecuzioni mutò sensibilmente già prima dell’arrivo nella Windy City. A vent’anni era perfettamente in grado di leggere un pentagramma, cosa quanto mai rara nei jazzisti dell’epoca, che, tuttavia, non gli impedì di creare negli assoli di tromba uno stile unico ed inconfondibile.

Dopo una miriade di registrazioni studio e tournée con varie formazioni bandistiche, nel 1964 registrò uno dei suoi singoli più celebri Hello, Dolly! che riuscì a soffiare ai Beatles la vetta della Billboard Hot 100 e che lo consacrò al successo internazionale, soprattutto nel vecchio continente.

“Pops”, così lo chiamavano gli amici, era, oltre che uno splendido musicista, una persona generosa ed attenta alle problematiche sociali, soprattutto della popolazione afroamericana: finanziò gente del calibro di Martin Luther King, ma sempre da dietro le quinte non amando il clamore. Per questo motivo fece molto scalpore l’annullamento di una tournée in Unione Sovietica, asserendo che non avrebbe potuto rappresentare un governo che era in lotta contro la gente di colore.

Quella di Louis Armstrong è una storia incredibile testimoniata abbondantemente dall’enorme influenza che ebbe nella storia del Jazz prima e della musica tutta poi. Attraverso il suo mix di razionalità ed intuito, di tecnica ed interpretazione, la tromba diventò uno strumento solista d’eccellenza nel jazz. Tuttavia non sono solo i suoi assoli di tromba ad esser stati consegnati alla storia: notevole, per bellezza ed eleganza, era anche il suo stile vocale, tanto da ispirare mostri sacri della musica, uno su tutti Frank Sinatra.

Piccola curiosità, la sua canzone West End Blues del 1928, venne inserita nella Rock and Roll Hall of Fame tra le 500 canzoni più importanti per la nascita del rock: la bellezza trascende i limiti imposti dai generi musicali.

Quando suono, penso a quei momenti del passato e dentro di me nasce una visione. Una città, una ragazza lontani nella memoria, un vecchio senza nome incontrato in un posto che non ricordo. I suoni che escono dalla tromba di un uomo, sono parte di lui.

Donato Carmine Gioiosa per MIfacciodiCultura

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