Back toDay. 3 agosto

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La scrittrice francese Colette (1873-1954) – morta sessantadue anni fa – godeva di un privilegio particolare nella società parigina: era abilitata a scandalizzare il pubblico, sia che mandasse in avanguardia il suo personaggio più celebre, la disinibita Claudine, sia che si mostrasse in prima persona (preferibilmente nuda) a chi assisteva alle sue esibizioni nel genere del music-hall.

Colette fece esordire Claudine nel 1900, con il romanzo “Claudine va a scuola”. Per le sue inclinazioni sessuali eclettiche, la sua spontaneità e il suo modo diretto di interagire con i personaggi maliziosi che le si affiancano, Claudine è stata descritta come “una tahitiana prima dell’avvento dei missionari”, che si trova senza malizia laddove il pubblico ne trova in quantità industriali. Sul personaggio fu costruita una saga che durò per quattro romanzi, poi Colette se ne sbarazzò – nel 1904 – per affrancarsi dal suo astuto marito editore, Henri Gauthier-Villars, il cui pseudonimo era Willy, nome con cui furono firmati i romanzi, e che aveva suggerito di mettere un po’ di pepe nelle faccende di Claudine. Scaricato il marito, Colette si diede alle avventure lesbiche, ma nel frattempo continuò a sposarsi. Nel 1952 l’altrettanto mitico fotografo Henri Cartier-Bresson (1908-2004) – morto dodici anni fa – la ritrasse quasi-ottantenne a fianco di una infermiera/compagna: a dispetto dell’artrosi e dell’età avanzata Colette riusciva a mantenere uno sguardo decisamente insinuante.

Per concludere, quando John Landis – nato il 3 agosto di sessantasei anni fa – diresse “Animal House” (1979) assistette alla nascita di un altro “tahitiano prima dell’avvento dei missionari”: il rozzo e ingordo “Bluto” Blutarsky, interpretato da John Belushi. Ma, più che un tahitiano, lo si potrebbe definire come un “homo erectus” prima dell’avvento dell’“homo sapiens”.

 

Spremendosi le guance / il cibo inghiotte e eietta

e nulla a parte il ventre / considera o rispetta.

 

Andrea Meroni per MIfacciodiCultura

 

 

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