Ultimatum dell’UNESCO: salvate Venezia!

0 822

Ultimatum dell’UNESCO: salvate Venezia!

Traffico acqueoAllarme rosso per Venezia e questa volta la colpa non è dell’alta marea bensì di problematiche molto più pericolose e distruttive: il traffico acqueo, le grandi navi e il turismo di massa divenuto incontrollabile.
L’allerta è stata lanciata dall’UNESCO e se non si correrà presto ai ripari Venezia rischierà non solo di non essere più tra i siti italiani patrimonio dell’umanità (ne fa parte dal 1987), ma addirittura di essere inserita nella “danger list”, ovvero la lista dei luoghi “in pericolo” al pari di quelli minacciati dalle guerre.

Ma è veramente possibile che si sia potuti arrivare ad una situazione al limite come questa? Cos’è stato a far scattare questo meccanismo di autodistruzione in una delle città più uniche al mondo? Venezia è concretamente in pericolo e a dirlo è addirittura un organismo delle Nazioni Unite.

VeneziaNella risoluzione del problema studiata dall’UNESCO e presentata lo scorso 14 luglio a Istanbul durante la 40° sessione relativa al sito Venice and its Lagoon, si chiede allo Stato italiano di presentare entro il 1 febbraio 2017 un rapporto dettagliato sullo stato di conservazione della città e della sua laguna, e allo stesso tempo di mettere in atto delle misure protezionistiche urgenti volte a ridurre il traffico acqueo, con un documento legale che vieti il passaggio e l’entrata delle grandi navi in città e in laguna, lo stop a qualsiasi nuovo progetto infrastrutturale e l’introduzione di una strategia efficace per un turismo sostenibile.
Una vittoria per Italia Nostra, associazione nazionale per la difesa del patrimonio storico, culturale ed ambientale del paese, che aveva denunciato la situazione veneziana scrivendo all’UNESCO già tre volte e che finalmente si è sentita ascoltata.

Ogni anno Venezia viene visitata da quasi 30 milioni di turisti provenienti da tutto il mondo, migliaia di questi arrivano e partono a bordo di gigantesche navi da crociera. Certo partire per una vacanza e avere l’opportunità di passare per la laguna non ha eguali, ma il prezzo di questo passaggio non lo paga certo quel turista che a bordo della nave saluta felice chi è rimasto a terra, e nemmeno l’altro turista che dalla riva fotografa estasiato il passaggio del colosso. Il prezzo più caro lo pagano la città ed i suoi abitanti. La Laguna non ha la profondità adatta ad ospitare nelle sue acque un eccessivo traffico acqueo, figuriamoci il continuo passaggio di enormi navi da crociera.

turistiVenezia rischia di morire e con lei anche le sue tradizioni e la sua cultura. Bisogna correre ai ripari, riparando quella corda che è stata tirata troppo a lungo e che ora si è spezzata.  Quello che ci si augura con questo ultimatum lanciato dall’UNESCO è che lo Stato italiano apra gli occhi: Venezia non è un parco divertimenti per turisti, non apre al mattino e chiude la sera, ed i suoi residenti non sono delle comparse; è una città vera, ricca di storia e cultura e come tale deve essere amata e soprattutto rispettata. Bisogna intervenire subito per salvaguardare non solo la città e l’ambiente che la circonda, ma anche la sua popolazione, la sua tradizione. Investire di più nelle attività tradizionali legate alla città ed ai suoi residenti piuttosto che in attività legate solo ed esclusivamente al turismo. I tradizionali negozi di alimentari, le pasticcerie di una volta, non possono essere tutti sostituiti da negozi di souvenir e maschere da pochi euro e non è concepibile che il vecchio cinema storico sia trasformato in un hotel 4 stelle.
Dal 1951 al 2013 il numero di residenti nel centro storico di Venezia è calato da 175 mila abitanti a 55 mila. Gli abitanti non devono “scappare” dalla città, devono essere incentivati a rimanere perché una città senza abitanti è una città senza futuro e non è certo la fine che merita un luogo unico e meraviglioso come Venezia.

Maria Cristina Merlo per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.