Alla scoperta di ICOM – International Council of Museums

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Alla scoperta di ICOM – International Council of Museums

Lo scorso mese, la città di Milano, ha ospitato la 24ª Conferenza generale Icom.

ICOM milano-2016Ma cosa è ICOM? L’International Council of Museums è l’associazione mondiale dei musei e dei professionisti museali che comprende 35mila membri e 172 comitati nazionali e internazionali. La conferenza 2016, il cui tema era quello dei Musei e dei paesaggi culturali, è stata un’importante opportunità di incontro e dibattito per la comunità museale internazionale, nonché un’occasione per confrontare idee e prospettive. È stata anche la possibilità per i musei di tutto il mondo di dialogare e discutere di progetti e obiettivi futuri.

La mission dell’nternational Council of Museums è quella di preservare e valorizzare il patrimonio culturale e naturale mondiale, attuale e futuro, materiale e immateriale. Fondata nel 1946, ICOM è un’organizzazione senza fini di lucro, associata all’UNESCO, che gode dello status di organismo consultivo presso il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite.

Il Comitato Nazionale Italiano di ICOM è la principale associazione professionale del settore museale in Italia e si occupa di tutti i problemi strettamente connessi allo sviluppo e alla difesa della professione.

Franceschini ICOM (1)
Franceschini alla Conferenza generale ICOM

La domanda che sorge spontanea è quindi: Chi, come e perché diventare socio ICOM? Possono fare richiesta per diventare soci tutti coloro i quali operano professionalmente nei o per gli istituti museali, i professionisti museali in pensione e tutti gli studenti iscritti a corsi di laurea che abbiano inerenza con l’ambito museale. I vantaggi per chi è socio, sono diversi: si può entrare gratuitamente o a prezzo ridotto in quasi tutti i musei del mondo, prendere parte alla vita e alle attività del Comitato nazionale e alle Commissioni tematiche, entrando nel vivo del dibattito sulla museologia italiana ed essere costantemente aggiornati sulle attività e gli eventi organizzati sul territorio nazionale in ambito museale. Per diventare soci bisogna compilare una domanda di richiesta online che deve essere approvata dal Consiglio Direttivo ICOM Italia e dal Segretariato centrale di Parigi. Una volta accettata la richiesta, bisogna pagare la quota annuale che varia per ogni categoria.

Tremila i partecipanti da 130 paesi del mondo si sono riuniti a Milano dal 3 al 9 luglio. Ad aprire la Conferenza generale è stato il ministro per i Beni e le Attività culturali e il Turismo, Dario Franceschini, che ha diffuso incoraggianti dati di crescita dei musei italiani: nei primi quattro mesi del 2016 il numero dei visitatori è cresciuto del 9,3%.

Nel primo quadrimestre del 2016, i musei dello Stato, hanno fatto un milione di visitatori in più rispetto all’anno scorso, e sono in gran parte cittadini, quindi sta funzionando questo investimento sui musei non soltanto rivolti ai turisti, ma rivolti ai cittadini italiani che vadano a scoprire il patrimonio delle loro città.

Importante anche il discorso del Ministro per quanto riguarda i servizi che i musei offrono.

Parlo di servizi aggiuntivi, parlo di supporto per i turisti e per i cittadini, perché oggi chi va in un museo non si accontenta più di vedere una bella collezione di opere d’arte o di reperti come la vedeva 50 o 60 anni fa, ma vuole nel museo vivere un’esperienza.

L’esperienza del visitatore diventa ormai ragione essenziale della mission di tutti i musei del mondo. Nelle giornate di meeting sono saliti sul palco anche grandi personalità, come l’artista bulgaro Christo che ha parlato della sua straordinaria opera The Floating Piers:

Io amo fare un’arte che è totalmente inutile totalmente irrazionale, irresponsabile, senza giustificazione. Il mondo potrebbe andare avanti benissimo senza questi progetti. Per questo l’arte è qualcosa che solo gli esseri umani possono fare e io la voglio fare fino alla fine della mia vita.

Christo alla Conferenza generale ICOM
Christo alla Conferenza generale ICOM

È intervenuto anche il premio nobel per la Letteratura turco Orhan Pamuk, con un lungo videomessaggio, nel quale ha sottolineato la stretta relazione tra i musei e il suo essere diventato romanziere. Il nuovo sindaco di Milano, Giuseppe Sala durante gli incontri ha inoltre evidenziato che la sfida per la città è quella di portare i musei anche nelle periferie, per estendere lo spazio culturale a tutto il territorio. La cultura infatti rappresenta la forza di una città e del suo territorio.

La settimana milanese ci insegna a riconoscere il valore spirituale e culturale del museo ben aldilà dell’arte. L’istituzione non si limita più ad appendere quadri alle pareti. Luogo di dialogo e di conoscenza, di abbattimento delle barriere, di riscatto sociale, di ridefinizione dello spazio urbano, di progettazione del futuro, i musei devono essere coraggiosi e avventurosi, devono rischiare la tensione sociale. Questo è il messaggio che deve passare alla cittadinanza.

Claudia Pecoraro, Artribune

Uno dei termini che più è stato utilizzato, durante le giornate della conferenza, è stato Overwhelming (travolgente, straripante). I musei oggi infatti devono essere i propulsori di sviluppo e di cambiamento sociale. Musei come luoghi di conoscenza, di dialogo, di partecipazione e di esperienza. Devono rispettare e difendere le differenze culturali, preservare e promuovere l’eredità culturale in un contesto globale. «A tutti i musei fa bene aprirsi al paesaggio – sostiene Daniele Jalla, presidente di ICOM Italia – anche per vedersi da fuori». “Apertura” è stata infatti l’altra parola chiave del summit. Tutti i musei, a prescindere dalla loro grandezza, dalla loro specificità e missione, devono aprirsi alla gente, alla comunità, al patrimonio perché questo significa aprirsi al presente.

Laura Cometa per MIfacciodiCultura

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