Italia nascosta – Case Cantoniere

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Italia nascosta – Case Cantoniere

Case cantoniereDisseminate lungo le strade statali storiche si trovano le case cantoniere, ossia degli edifici che ospitavano il cantoniere o più semplicemente l’operaio addetto alla manutenzione della strade assieme alla sua famiglia.

La figura del cantoniere nacque il 13 aprile 1830 tramite regio decreto del re di Sardegna Carlo Felice, suo compito era provvedere alla sorveglianza e alla manutenzione di una porzione di strada di circa 3 o 4 chilometri e quindi abitare in situ era un requisito fondamentale.

ANAS possiede oggi ben 1244 case di questo tipo, ma solo 594 sono ancora in uso.
La figura del cantoniere con gli anni e con le innovazione tecnologiche si è aggiornata e ora la necessità di avere un uomo atto al controllo stradale ogni 5 chilometri neanche non c’è più, inoltre mantenere così tanti immobili aveva un costo immane e così dagli anni ’80 iniziarono a venir dismessi spesso senza che una nuova funzione gli venisse assegnata.
Con il 2001 e il declassamento di molte strade statali altre case cantoniere sono state chiuse, ma è ora arrivato il momento di ridare valore a queste caratteristiche architetture.

Le case cantoniere si distinguono per la loro architettura semplice e per il colore rosso pompeiano che è impossibile non notare ai lati di molte delle strade italiane, solo piccole variabili stilistiche dipendenti dal luogo in cui si trovano ne influenzano il volume puro. Capita quindi che in montagna abbiano il tipico tetto da baita oppure che nelle zone soleggiate abbiano arcate che le aprono verso l’esterno o ancora che in altri luoghi i profili siano sottolineati da bugnato.

La questione artistica di questi edifici è insomma decisamente secondaria, è importante salvarli essenzialmente perché occupano le nostra strade da più di 180 anni e perchè sono un elemento caratteristico appartenente alla tradizione che non andrebbe abbandonato. Va inoltre sottolineato che buona parte di queste case si trovano in zone turistiche e culturalmente rilevanti.
ANAS si è reso conto del grande potenziale delle case cantoniere ormai dismesse e, non è mai troppo tardi, ha dato il via al progetto pilota che coinvolge 30 di questi edifici e che vedrà la loro totale riqualificazione.

Progetto di riqualifica di una delle case
Progetto di riqualifica di una delle case

Le case cantoniere verranno date in concessione in modo che possano essere restaurate e riconvertite a nuove funzioni che vanno da punti informazioni per i turisti, ristoranti, ostelli, agriturismi e rifugi. Particolare attenzione verrà data alla sostenibilità energetica e alle questioni ambientali, il progetto si presenta veramente curato nel dettaglio. La diffusione capillare delle case cantoniere sul nostro territorio e le loro collocazioni spesso suggestive infatti non potranno che valorizzare e dare maggiore evidenza a luoghi ancora nell’ombra.

Le prime 30 case inserite nel progetto si trovano in Valle d’Aosta (presso Saint Rhemy en Bosses, Pré Saint Didier, La Thuile e Verres), Veneto (presso Cortina d’Ampezzo), Piemonte (presso Exilles e Claviere), Lombardia (presso Dervio, Campodolcino, Spinone al Lago, Ponte di Legno, Salò, Toscolano Maderno e Limone sul Garda), Emilia Romagna (presso Berceto e Fornovo di Taro), Toscana (presso San Vincenzo, Castagneto Carducci e Rapolano Terme), Lazio (presso Cisterna di Latiuna e Terracina) e infine due in Puglia (presso Bari e Altamura).
Il patrimonio locale non potrà che giovarne!

Elisa Pizzamiglio per MIfacciodiCultura

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