“And now the good news”, il giornale nell’arte da Picasso a Kentridge

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And now the good news, il giornale nell’arte da Picasso a Kentridge

Picasso
Picasso

Il MASI di Lugano ha appena inaugurato la mostra And now the good news che sarà ospitata nel museo svizzero fino al 15 agosto. Mostra apparentemente atipica, in realtà vuole parlare dell’ultimo secolo dell’arte a livello mondiale concentrandosi su un medium artistico tratto dal quotidiano e che, passando a volte inosservato, è stato dominante nei lavori di molti artisti. Sto parlando del giornale.

Partendo dal primo collage cubista di Picasso, passando per l’opera simbolo della pop art di Richard Hamilton e arrivando ad artisti nostri contemporanei come William Kentridge si può cogliere un filo rosso che vede la carta stampata protagonista.

Carlo Carrà giornale
Carlo Carrà

Il giornale probabilmente è stato da subito amato da questi artisti in qualità di simbolo della vita moderna, di elemento presente nella vita di ogni giorno, per le sue qualità formali e simboliche e per le infinite possibilità speculative sulla relazione tra immagine e parola scritta.

Non è un caso se proprio il giornale è stato ampiamente utilizzato nell’ambito del dadaismo e in particolare in Germania. Un animo provocatorio e ribelle anima i collage di questi artisti che spesso coniugano un importante componente tecnica sperimentale alla tradizionale pratica del collage.

Aleksandr Rodcenko
Aleksandr Rodčenko

Spesso è la stessa grafica giornalistica a venir ripresa, ma in chiave pungente e satirica. Raul Hausmann e John Heartfield si inseriscono perfettamente in questo filone con i propri collage e primordiali fotoritocchi indirizzati a una borghesia insofferente ai cambiamenti e nettamente schierati contro la politica hitleriana. Per parlare della contemporaneità viene quindi scelto il medium più contemporaneo esistente, calato nel quotidiano, nei suoi piccoli avvenimenti che il giorno dopo verranno scordati e nelle grandi vicende che entreranno nei libri di storia.

Hannah Hoch, esponente sempre del dadaismo tedesco e legata agli altri artisti del movimento dalla vena critica ed irriverente, utilizza invece le patinate pagine delle riviste di moda abilmente ritagliate e combinate per realizzare opere dal carattere vagamente surrealista e che vanno a tratteggiare la società e gli usi e costumi di quegli anni.

La carta stampata per le sue intrinseche caratteristiche è stata scelta dalle più diverse correnti artistiche come mezzo di espressione. Futuristi italiani e costruttivisti russi si avvolgono del medium del giornale per le loro opere, celebri i collage di Rodčenko contro le assurdità della guerra e quelli di Carrà in cui la carta di giornale si integra totalmente con la tecnica pittorica diventando essa stessa linea del vorticoso movimento futurista.

Hannah Hoch 2
Hannah Hoch

Discorsi sociali e politici vengono spesso introdotti da artisti anche nella contemporaneità impiegando questo medium nato di per sé come indagine della realtà; le possibilità espressive sono infinite e lo dimostrano le oltre 1500 opere raccolte nel corso dell’ultimo quarto di secolo dai coniugi Nobel, proprietari della collezione in mostra.

Si presenta come una mostra attenta al dettaglio e che fa immergere lo spettatore nel clima culturale del momento in cui le opere sono state create e i giornali impiegati stampati e subito dimenticati.

Simbolicamente l’esposizione si chiude con una sezione dedicata allo scorrere del tempo e alla natura effimera del quotidiano, protagonista per pochi attimi quotidiani e rituali della vita di tutti i giorni e poi sostituito nel giro di 24 ore da un’altra copia destinata alla stessa sorte.

Elisa Pizzamiglio per MIfacciodiCultura

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