Giorgio Vasari, il primo storico dell’arte

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Giorgio Vasari, il primo storico dell’arte

Michelangelo lettera a Vasari«Messer Giorgio amico caro…» scriveva Michelangelo a Giorgio Vasari, l’artista che rese Firenze uno scrigno di tesori. Quel Vasari (Arezzo, 30 luglio 1511 – Firenze, 27 giugno 1574) che fu una delle personalità più influenti di tutta l’età moderna: pittore, architetto, studioso, autore de Le Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori, e architettori , amico dei Farnese e fedelissimo dei Medici.

Il Vasari viaggiò moltissimo per tutta la penisola italiana e conobbe le eccellenze dell’arte a lui contemporanee come Andrea del Sarto e Baccio Bandinelli, Michelangelo, Rosso Fiorentino, Leonardo Salviati e Lorenzo Ghiberti. Nel 1554 fu chiamato a Firenze da Cosimo I de’ Medici, dando inizio a decenni di confronto, crescita culturale e fedele amicizia che legherà Giorgio Vasari anche al figlio Francesco I.
Nel 1560 per volere di Cosimo progettò la fabbrica degli Uffizi, allora sede degli uffici delle magistrature fiorentine, concependo l’edificio “in sul fiume e quasi in aria” come raccordo tra il Lungarno e il Palazzo della Signoria. Sua anche la progettazione del “Corridoio Vasariano”, costruito solo cinque anni più tardi, che unisce attraverso gli Uffizi, Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti, passando su Ponte Vecchio fino a raggiungere il Giardino di Boboli.

Risalgono agli stessi anni le lettere – restaurate e digitalizzate in questi ultimi anni – inviate da Michelangelo, che risiedeva a Roma, all’amico caro a Firenze. Buonarroti ormai anziano, prossimo alla morte, si confronta con Giorgio Vasari sugli affetti e la vita passata, donando all’amico e a noi le ultime profonde riflessioni sull’arte e l’architettura.
Presso il Palazzo Medici Riccardi sono state esposte fino allo scorso 26 luglio alcune delle lettere dal valore inestimabile – provenienti dall’Archivio di Casa Vasari di Arezzo – scritte tra il 1550 e il 1557 che documentano anche  il rapporto privilegiato che Giorgio Vasari intrattenne con il suo principale committente Cosimo I de’ Medici e  con letterati come Paolo Giovio, Vincenzo Borghini, Cosimo Bartoli, Pietro Bembo e Pietro Aretino. La collaborazione con Vincenzo Borghini fu fondamentale per la progettazione di un vero scrigno di tesori nella splendida Firenze: lo Studiolo di Francesco I de’ Medici.

Guardaroba di cose rare et pretiose et per valuta et per arte,
come sarebbe a dire gioie, medaglie, pietre intagliate,
cristalli lavorati et vasi, ingegni et simil cose, non di troppa grandezza,
riposte nei propri armadi, ciascuna nel suo genere.

Corridoio Vasariano
Corridoio Vasariano

Fu costruito tra il 1570 e il 1575 come un piccolo ambiente riservato dal quale si accedeva solo dalla camera da letto del committente. Secondo l’invenzione di Borghini, ogni lato dello Studiolo era dedicato a uno dei quattro Elementi della natura e raggruppava gli oggetti ritenuti appartenenti a quella categoria.

Gli ultimi anni della vita del Vasari furono intensi e videro la conclusione della decorazione del Salone dei Cinquecento presso Palazzo Vecchio a Firenze, e della Sala Regia a Roma per volere di Papa Gregorio XIII.
Nel 1573 mentre lavora agli affreschi romani iniziò a progettare la decorazione ad affresco per la Cupola del Duomo di Firenze. La morte sopraggiunta il 27 giugno 1574 farà di quei disegni l’ultimo testamento di un artista geniale e di incontenibile talento e intelligenza.

Ma a Giorgio Vasari dobbiamo più di ogni altra cosa la nascita dello studio della Storia dell’Arte: le sue Vite sono uno dei primi esempi di raccolta di informazioni su artisti e pittori. Vasari effettuò un mastodontico lavoro di ricerca e approfondimento circa vita e stile artistico di molti personaggi eccellenti a partire dal Cimabue, che tutt’oggi risulta l’unica fonte circa alcuni artisti meno noti. La prima versione risale al 1550 mentre la seconda, detta giuntina, risale al 1568: seppure alcuni degli aneddoti raccontati risultino pure leggende o dicerie, va riconosciuto il grande merito a quest’uomo di aver iniziato una disciplina e di averci donato una mole di conoscenza preziosissima.

Felicia Guida per MIfacciodiCultura 

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