Cariperugia apre i suoi caveau: 400 anni di arte umbra in mostra

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Cariperugia apre i suoi caveau: 400 anni di arte umbra in mostra

Montanini - Paesaggio con san Girolamo penitente
Montanini – Paesaggio con san Girolamo penitente

L’arte umbra dal Trecento al Settecento si aggiudica il ruolo da protagonista a Perugia, fino al prossimo 20 novembre. Ciò è stato reso possibile dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, che dà la possibilità di ammirare gratuitamente oltre 50 quadri che ha accumulato in vent’anni dalla sua nascita.

La mostra, alla quale si aggiungono anche dipinti del Caravaggio appartenenti a collezioni private, si intitola I Tesori della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e il caravaggismo nelle collezioni di Perugia. La location è d’eccezione e si adatta perfettamente alla bellezza delle tele esposte: si tratta infatti del Palazzo Lippi Alessandri, edificio in pieno centro storico, fatto costruire nel XVII secolo dalla nobile famiglia dei Lippi Alessandri. Venne ceduto alla fondazione nel 1909 che lo riaprì dopo numerosi interventi di recupero e di restauro.

Martirio di Santa caterina da Alessandria
Martirio di Santa caterina da Alessandria

L’esposizione è stata suddivisa in sette sezioni dal curatore Francesco Federico Mancini, professore ordinario di Storia dell’Arte nell’Università di Perugia. Si parte con una serie di paesaggi e di nature morte scaturite dai pennelli di Pietro Montanini, di Alessio De Machis e di Nicola Giuli, artisti molto attivi a Perugia. Entriamo subito nel vivo della mostra con la seconda sezione, nella quale sono ammirabili le opere più prestigiose e note della Fondazione: per fare alcuni esempi, troviamo una Madonna con il Bambino di Pietro Perugino e un eccellente Santo Stefano lapidato di Luca Signorelli. Prosegue con una parte interamente dedicata a Gian Domenico Cerrini, il Cavalier Perugino, esponente di spicco dell’esperienza barocca italiana, del quale sono presentate sette opere che ripercorrono il suo percorso pittorico. Seguono alcune pregiate pale d’altare, tra i più apprezzati pezzi della collezione: è sicuramente degno di nota il Martirio di Santa Caterina da Alessandria, appartenente alla famiglia Zuccari.
La quinta e la sesta sezione espongono quadri di recente acquisizione, come la preziosissima croce opistografica (dipinta da entrambi i lati), databile al primo Cinquecento, del siciliano Pietro Ruzzolone e si trova nella Sala Lippi, restaurata di recente, dove una volta si svolgevano le operazioni bancarie dell’associazione. Si conclude la mostra con un piccolo spazio dedicato all’iconografia di san Francesco, tipica della regione.

Il fil rouge della collezione è l’influsso dell’arte umbra sui dipinti esposti: è infatti una caratteristica comune quella di derivare da contatti con questi ambienti fertili e ricchi d’ispirazione artistica, in particolare durante il Rinascimento. L’esposizione assume, perciò, una rilevanza internazionale, ed è una fantastica occasione per ammirare dipinti normalmente inaccessibili al pubblico.

Alice Di Bella per MIfacciodiCultura

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