Il marmo leggiadro di Antonio Canova al Mag di Spoleto

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Il marmo leggiadro di Antonio Canova al Mag di Spoleto

canova-grazie-e-bellezza (1)Canova. Grazia e bellezza e il titolo dell’esposizione inaugurata lo scorso 25 giugno presso il Mag di Spoleto, in provincia di Perugia, in concomitanza con il Festival dei due mondi.

La struttura museale MAG MetaMorfosi Art Galler sappiamo essere di recentissima apertura, tanto che questa esposizione è solo la seconda dopo il grande successo di quella dedicata a Giorgio de Chirico. Perché proprio Antonio Canova (Possagno, 1º novembre 1757 – Venezia, 13 ottobre 1822) è stato scelto come protagonista per un’importante retrospettiva? Perché il suo legame con l’Umbria e in particolare con Spoleto fu molto intenso, ma andiamo con ordine.

Ecco cosa ha dichiarato Pietro Folena, Presidente di MetaMorfosi:

Dopo il successo di critica e di pubblico ottenuto dalla mostra dedicata a De Chirico il MAG MetaMorfosi Art Gallery torna ad animare la straordinaria piazza del Duomo con una mostra di profonda bellezza, che attinge al Classicismo e alla testimonianza di uno dei più grandi artisti italiani. Siamo davvero lieti che – dopo anni in cui le mostre erano diventate assai omologate e talvolta molto superficiali –, sia possibile , grazie a MetaMorfosi, proporre esposizioni in grado di coniugare un prezzo contenuto ad una fruibilità accessibile anche ai non addetti ai lavori, da gustare in spazi raccolti: com’è la sede del MAG, al primo piano di un palazzo seicentesco che domina la meravigliosa Piazza del Duomo, proponendo così un’esperienza culturale ed emozionale intensa e importante.

È proprio così: la mostra è decisamente unica nel suo genere poiché non porta in scena (purtroppo) le iconiche statue del Canova, bensì gli studi e i numerosi schizzi dell’artista, disegnati per prepararsi a scolpire nel miglior modo possibile il marmo. Quelli presenti in questa mostra sono stati selezionati tra 1876 disegni, contenuti in 10 album e 8 taccuini, oggi conservati presso il Museo Civico di Bassano del Grappa al quale vennero donati dal fratellastro del grande artista, Giovan Battista Sartori Canova, a metà Ottocento.

canovaa-2 (1)I 31 pezzi in mostra tra gessi, incisioni, monocromi e disegni ci raccontano quali fossero le “ossessioni” di Canova, massimo esponente del Neoclassicismo, quali i protagonisti della sua perenne indagine: come suggerisce il titolo stesso della mostra, erano la grazia e la bellezza i suoi interessi principali. Vediamo esposti infatti una serie di schizzi preparatori di teste femminili e corpi fermi e in movimento che porteranno alla creazione delle teste di una bellezza idealizzata, ma soprattutto delle Tre Grazie, massimo capolavoro dello scultore e manifesto del suo ideale di bellezza e perfezione, leggiadro agglomerato di marmo quasi tenero e caldo, che ci permette di dimenticate per un secondo che ciò che abbiamo di fronte ai nostri occhi è solo fredda pietra.

Altro tema indagato dallo scultore veneto fu quello della memoria attraverso il monumento funerario, del quale ricerca la composizione ideale e perfetta, come si può notare dai tanti studi.

A concludere Canova. Grazia e bellezza ė la “prova” del profondo legame a cui accennavamo prima, tra l’artista e il territorio umbro: in mostra troviamo l’intenso scambio epistolare tra Canova e le personalità del luogo, in particolare Pietro Fontana (Spoleto 1775-1854), politico appassionato di storia dell’arte al quale raccontava il procedere delle sue opere e i suoi nuovi progetti. Undici di queste lettere provengono dal museo bassanese, mentre le altre dalla Biblioteca Civica di Spoleto, città in cui Canova giunse più volte: egli amava l’Umbria, tanto che decise di edificare una villa per la villeggiatura a San Gemini, oggi provincia di Terni.

downloadFabrizio Cardarelli, sindaco di Spoleto, ha così spiegato l’onore di ospitare l’arte di un così grande artista conosciuto in tutto il mondo, affezionato a Spoleto e ai suoi dintorni:

A un altro protagonista assoluto dell’arte italiana, Antonio Canova, esponente tra i massimi del neoclassicismo viene reso omaggio con una mostra al MAG MetaMorfosi Art Gallery, un nuovo spazio della città, che il Comune di Spoleto e l’Associazione MetaMorfosi hanno pensato come veicolo per dar vita a mostre e occasioni culturali di raccolta ma intensa atmosfera e suggestione. La mostra presenta per noi umbri anche un altro e non secondario motivo di interesse: l’antologia di lettere che fa parte dell’esposizione dimostra il legame forte e speciale tra il Nostro e l’Umbria, terra in cui Canova risiedeva nei suoi soggiorni estivi e in cui aveva potuto coltivare amicizie importanti, non solo con artisti ed eruditi del luogo ma anche con personaggi e personalità del mondo politico e religioso del tempo. Queste missive ci raccontano quindi aspetti significativi della vicenda biografica dell’artista, permettendoci di penetrare nel privato o negli aspetti più quotidiani di quello che amici e conoscenti chiamavano il “Fidia d’Italia”.

Questa mostra dunque vuole essere un’indagine non solo sull’estetica di Canova, ma anche sull’artista e sulla sua vita, sulle sue ispirazioni e gusti, ideali estetici e artistici. Un’occasione per scoprire cosa si cela dietro la creazione di capolavori dell’arte senza tempo come le Tre Grazie e Amore e Psiche, cosa si nasconde nella mente di un grande artista.

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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