Takashi Murakami alla galleria Deodato: non solo Pop

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Takashi Murakami alla galleria Deodato: non solo Pop

Takashi Murakami
Un’opera di Takashi Murakami con alle spalle una di Tomoko Nagao, altra artista Pop giapponese

Takashi Murakami arriva a Milano e la galleria Deodato è il luogo ideale in cui potersi confrontare con il  fantastico mondo animato dell’artista. Una mostra questa milanese curata da Christian Gancitano e dedicata al grande maestro pop giapponese, visitabile sino al 30 settembre presso la sede della galleria di via Santa Marta 6.

Takashi Murakami: un Otaku Superdeep è il titolo che accompagna una selezione delle migliori litografie e stampe a tecnica mista realizzate dall’artista ed esposte al piano inferiore della galleria. Si tratta di circa 30 opere realizzate da Murakami nel corso dell’ultimo decennio, dalle meno iconiche a quelle più riconoscibili che lo hanno reso celebre nel mondo dell’arte contemporanea, come i famosi Flowers, fiori psichedelici che animano le tele e che si trasformano in una sorta di smile del tutto simili a quelli tecnologici che siamo abituati ad utilizzare nelle nostre chat. In alcuni casi queste faccine diventano le protagoniste assolute delle sue tele, attaccate quasi morbosamente tra loro, iper-colorate e riprodotte in serie, altre volte si mescolano  insieme a personaggi che sembrano tratti da anime, costituendo l’elemento portante di quella che viene definita cultura Otaku.

An Homage to Mono Pink 1960 B
An Homage to Mono Pink 1960

Murakami (Tokyo, 1962) è quel genere di artista facile da ricondurre ad un’estetica pop per i suoi soggetti super-colorati e il riferimento implicito al mondo delle merci: non bisogna però fermarsi al primo impatto, onde evitare supposizioni superficiali, infatti oltre ai colori fluo e ai riferimenti culturali relativi ad un certo consumismo, c’è molto di più, c’è un’indagine sull’arte in quanto tale.
Infatti, possiamo incontrare le sue opere nei musei più prestigiosi del mondo così come nella vetrina di un negozio perché l’arte di Takashi Murakami non è pensata per essere definita come tale in un unico settore ma propone una visione nuova fatta di emoticon poliedriche. Alcune di queste balzano addirittura fuori dal quadro per andarsi a incollare sulla stampa di costosissime Louis Vuitton o trasformarsi in gadget da quattro soldi venduti nei negozi di giocattoli.

È pop il modo di quest’artista di presentare la cultura giapponese attraverso richiami a manga, anime ed estetica superflat, un’estetica piatta proprio come i supporti tecnologici che oggi accompagnano la nostra esistenza, questo senza dubbio, ma a differenza di altri artisti “canonicamente” pop e del loro papà Warhol, le sue opere sono davvero alla portata di tutti. Rendere democratica l’arte e plasmarla conferendole forme differenti (gli oggetti ideati per le case di moda o i giocattoli ne sono un esempio) è una prima grande e reale differenza: le opere di Takashi Murakami possono trovarsi in un museo e valere milioni di euro o possono essere acquistate per pochi soldi attraverso oggetti destinati al consumo di tutti, dimostrando una versatilità e un’adattabilità al contesto davvero inedita per l’arte. Vedere, anzi, comprare per credere.

Flavia Annechini per MIfacciodiCultura

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