Milano vs. Torino: una sfida all’ultimo… Salone del libro

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Milano vs. Torino: una sfida all’ultimo… Salone del libro

Torino
Torino

Tra gli appuntamenti annuali del mese di maggio ricorre puntuale uno degli eventi più importanti per l’editoria italiana: dal 1988 la città di Torino fa da cornice al Salone Internazionale del Libro. La manifestazione, da quasi vent’anni, vede alternarsi e incontrarsi giovani autori, editori emergenti, librai, bibliotecari, agenti, traduttori, illustratori che presentano le proprie idee e lavori e mirano ad ampliare i proprio orizzonti.
Per una settimana il centro congressi Lingotto Fiere si anima di incontri culturali, di presentazioni editoriali, di convegni, di dibattiti e di attività specifiche per ogni età e gusto, seguendo il filo conduttore rappresentato dal tema scelto di anno in anno.

Proprio il Salone Internazionale del Libro è stato al centro di dibattiti nelle ultime settimane: più che l’evento in sé, ha suscitato clamore la proposta, appoggiata dall’Associazione Italiana Editori (Aie), di creare una manifestazione analoga nella città di Milano.

booksLa proposta non è passata inosservata e ha provocato le polemiche immediate del ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini, insieme ai vertici politici piemontesi: la neo-sindaca di Torino Chiara Appendino e il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino. Franceschini, ben prima dell’incontro con il Presidente dell’Aie Federico Motta, ha dichiarato la ferma volontà del Governo di mantenere stabile il festival nella capitale sabauda, sottolineando il saldo legame che il mondo dell’editoria ha intessuto negli anni con la città, e di investire maggiormente per una sua crescita.

Di contro, il Comune di Milano fa leva sul più ampio respiro e visibilità che la città potrebbe offrire all’editoria e alla letteratura italiane. Filippo del Corno, assessore alla cultura, ha proprio sottolineato il ruolo strategico di Milano e i benefici che un evento culturale di tale portata potrebbe ottenere.

Opinioni contrapposte si registrano anche tra i protagonisti del festival, ovvero gli editori. Da un lato c’è chi, come Elisabetta Sgarbi, direttrice de La nave di Teseo, approverebbe un festival anche a Milano nell’ottica di poter avere simili iniziative lungo tutto l’anno e non solo nel mese di maggio. Dall’altro lato c’è chi, come Sadro Ferri, editore delle Edizioni e/o, sostiene che spostare il festival a Milano significherebbe favorire una città già forte nel mondo editoriale, a discapito di altre realtà più deboli.

Milano
Milano

In attesa di decisioni ufficiali ci si interroga su pro e contro di entrambe le scelte: creare occasioni di incontro tra lettori, scrittori ed editori per aumentare l’offerta culturale italiana è di sicuro un nobile intento. Tuttavia, considerando la varietà artistica e la ricchezza culturale che caratterizza l’Italia, perché concentrare l’ennesimo evento a Milano come se fosse l’unica opzione disponibile? Non si potrebbe pensare di cavalcare la fama del Salone Internazionale del Libro per valorizzare, attraverso iniziative simili, altre città e altre realtà editoriali italiane?

Spetterà all’Associazione Italiana Editori pronunciarsi in merito alla spinosa questione: l’Assemblea dei Soci è prevista per la fine di luglio. Nel mentre, resta aperta la sfida tra Milano e Torino.

Lisa di Iasio per MIfacciodiCultura

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