La Belle Époque arriva a Pechino: Giovanni Boldini in mostra

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La Belle Époque arriva a Pechino: Giovanni Boldini in mostra

Cnx_r1WWcAA6c8b (1)Michelangelo, Caravaggio, Leonardo, Modigliani: nessuno di questi artisti celeberrimi è protagonista della mostra appena inaugurata al World Art Museum di Pechino, che invece ospita una ricca retrospettiva di un altro eccellente italiano, Giovanni Boldini.
La scelta è quanto mai originale, ma il maestro ferrarese negli ultimi anni sta vivendo una “riscoperta” da parte di organizzatori museali e soprattutto pubblico, attratto dalle testimonianze di un’epoca tanto affascinante come può essere la Belle Époque parigina.

La mostra, intitolata per l’appunto Boldini, maestro della Belle Époque, è stata inaugurata il 19 luglio al cospetto del ministro dei Beni Culturali italiano Dario Fransceschini: quest’ultimo è giunto in Cina per incontrare Li Jinzao, ministro del turismo cinese, per discutere e presentare China friendly, programma pensato per adattare l’offerta culturale italiane alle esigenze del popolo cinese, intensificando i rapporti turistico-culturali.

Con l’inaugurazione della mostra antologica su Boldini e il suo tempo, il China World Art Museum si propone come il palcoscenico ideale in cui inserire il nucleo costitutivo delle oltre 40 opere provenienti dalla Galleria d’Arte Moderna di Ferrara, offrendo una grande occasione per promuovere presso il pubblico cinese quel patrimonio diffuso che rende l’Italia unica e meritevole di essere conosciuta e visitata a fondo

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Autoritratto a Montorsoli,1892, Firenze, Galleria degli Uffizi

Il ministro ha poi aggiunto:

Nel 1931, quando Boldini morì a Parigi, una delegazione da Ferrara partì per partecipare ai funerali. Di quella delegazione faceva parte anche mio nonno.

Le 54 opere di Giovanni Boldini, di cui 37 opere provengono dalla Galleria di Arte Moderna e contemporanea di Ferrara-Museo Boldini, saranno visibili fino al 9 ottobre e fra queste vi è anche presente l’autoritratto dell’artista conservato presso gli Uffizi, a dimostrazione del prestigio della mostra. Oltre al protagonista e alla sua evoluzione artistica, saranno esposte anche opere di coevi dell’artista ferrarese che scelsero Parigi come luogo dove vivere e creare, su tutti Giuseppe de Nittis a Federico Zandomeneghi, ma anche Paolo Troubetzkoy a Vittorio Corcos.

Ovviamente l’esposizione è stata accolta con grande entusiasmo e interesse in Cina, a partire dalla direttrice del museo Wang Limei, che ha espresso entusiasmo anche per il rafforzamento dei rapporti tra i due paesi.

Boldini, maestro della Belle Époque pare dunque un ottimo metodo per consolidare la relazione Italia-Cina, offrendo al pubblico cinese una proposta diversa dai soliti canonici esponenti di spicco della cultura italia: certo, siamo celebri per il Rinascimento, ma sia prima che dopo di esso la nostra produzione è stata ricca e fervida in tutte le epoche, compresa quella in cui l’arte francese dominava la scena internazionale.

princess_radziwill_by_giovanni_boldini (1)In contemporanea a questa esposizione, sempre a Pechino ma al Museo nazionale della Cina, si sta tenendo Gloria di luce e colore, quattro secoli di pittura a Venezia, altra mostra che vuole offrire un altro scorcio di arte italiana, forse stavolta in maniera ancora più strategica per attrarre turismo, poiché ad essere protagonista è Venezia, meta top e tappa obbligatoria del tour italiano di ogni straniero giunto da lontano.

Chissà quale sarà dunque la reazione a Boldini, maestro della Belle Époque: Ferrara verrà invasa dai turisti cinesi? Finalmente Boldini entrerà a tutti gli effetti nell’olimpo degli artisti italiani e/o finalmente il mondo capirà che c’è stato moltissimo anche dopo il fondamentale Umanesimo fiorentino?

Chi lo sa, per ora c’è da essere orgogliosi dell’ennesima eccellenza italiana che conquista e ammalia anche al di fuori dei confini nazionali.

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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