La Scapigliata – Alessandro. Il Grande

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La Scapigliata – Alessandro. Il Grande

La terra si ridusse al silenzio davanti a lui.

1,3 Primo libro dei Maccabei, Antico Testamento

Lisippo, Erma di Alessandro (copia antica), 65 cm, Louvre
Lisippo, Erma di Alessandro (copia antica), 65 cm, Louvre

Alessandro Magno è un mito che non ha mai smesso di appassionare, dai ritratti di Lisippo al film di Oliver Stone (2004). Quando muore si attua una sorta di rigetto collettivo alla triste notizia, e l’uomo viene elevato a dio. La sua tomba, fino alla misteriosa scomparsa nel IV secolo d.C., fu venerata tanto quanto, e forse più, del Santo Sepolcro. La data della sua morte, 323 a.C., coincide nella storia dell’arte con l’inizio dell’ellenismo, difatti Apelle, il più grande pittore greco del tempo, e Lisippo, il più grande scultore, furono suoi ritrattisti.

Nasce il 20 luglio 356 a.C. e vive esattamente 33 anni, come Cristo, predestinazione? Dopotutto è un semidio: la madre Olimpiade, dedita ai misteri dionisiaci, cornifica re Filippo II con Zeus-Ammone, incarnato nei serpentoni che la notte le tengono compagnia.

Giulio Romano - Zeus seduce Olimpiade, assunta la forma di un serpente - Mantova, Palazzo Te
Giulio Romano – Zeus seduce Olimpiade, assunta la forma di un serpente – Mantova, Palazzo Te

Il ragazzo è atletico e bellissimo, con la particolarità di avere un occhio blu e uno marrone – come il suo imponente cavallo, Bucefalo – vive con la madre ed è educato da Aristotele. Impara a memoria l’Iliade e Achille è il suo eroe preferito, è sentimentale e superstizioso, casto e astemio, suona l’arpa e disdegna le marce militari; ma a diciotto anni conquista gli onori sul campo nella battaglia di Cheronea. Morto Filippo, è acclamato re dall’esercito che lo idolatra.

Nel 334 a.C. comincia la lunga marcia per detronizzare Dario e conquistare il suo vasto impero: trentacinque mila soldati contro un milione. Questo sogno, o forse allucinazione, lo inebria per undici anni, durante i quali libera la Jonia, fonda Alessandria, conquista Babilonia, distrugge Persepoli e quando Dario viene vilmente assassinato, egli caccia il suo assassino e l’uccide nel modo più truce: legandolo a due tronchi d’albero ravvicinati con corde che quando vengono recise provocano un colpo di frusta che dilania il corpo del colpevole.

Alessandro Magno come dio Elio - copia romana - Musei Capitolini
Alessandro Magno come dio Elio – copia romana – Musei Capitolini

Prosegue verso l’India, vuole vedere il Gange, ma il malumore fra i soldati a serpeggia. Così a Susa sposa la figlia di Dario e quella di Artaserse per unire definitivamente il mondo greco a quello orientale. I sacerdoti riconoscono la sua origine divina e lui, il soldato da reparto, tutto disciplina, si trasforma in un imperatore che siede su un trono d’oro, beve fiumi d’alcool e pretende ci si prostri ai suoi piedi, che naturalmente devono essere baciati. Vede nemici ovunque, uccide e tortura i suoi vecchi compagni ma nonostante questo mantiene la presa sulle truppe. Nulla sembra poter arrestare i suoi ingordi sogni di gloria.

Nel 226 a.C. all’età di vent’anni muore Bucefalo, fedele compagno di tutte le battaglie, portandolo alla vittoria durante la battaglia dell’Idaspe. Alessandro lo fa seppellire con gli onori militari e fonda una città per il suo ricordo, Alessandria Bucefala. È l’inizio della fine. Due anni dopo perde Efestione, il suo Patroclo: folle di dolore Alessandro trucida il medico, digiuna quattro giorni, spende un capitale per la sepoltura, ottiene dall’oracolo di Ammone che l’amico sia venerato come un dio e offre in sacrificio una tribù persiana. L’anno seguente, 323 a.C., insonne e alcolista, muore Alessandro il più grande condottiero di tutti i tempi.

Battaglia di Gaugamela - avorio - XVIII sec. - Museo Archeologico nazionale di Spagna
Battaglia di Gaugamela – avorio – XVIII sec. – Museo Archeologico nazionale di Spagna

Sulla sua morte sono state spesi fiumi di parole diversificati in varie teorie: entra in delirio febbrile dopo aver ingurgitato quattro litri di passito; subisce una ricaduta di malaria; è avvelenato dal luogotenente Antipatro o dalla moglie Rossane. Comunque sia andata, l’agonia si protrae per ben undici giorni, davanti al suo letto di morte sfila l’intero esercito e quando gli viene chiesto a chi spettasse la successione risponde “al migliore” porgendo il proprio anello a Perdicca – che sarà reggente dell’impero per due anni.

Alessandro non ha nessuna idea politica, Alessandro insegue una chimera. Come scrisse Montanelli

Quello che ci colpisce in lui è una forza vitale così dirompente e sfrenata da tramutarsi in difetto. Fu una meteora che, come tutte le meteore, abbagliò il cielo e si dissolse nel vuoto, senza lasciare dietro di sé nulla di costruttivo.

Storia dei Greci, Indro Montanelli (ed. RSC Quotidiani, Milano 2004, pg. 282-283)

Veronica Benetello per MIfacciodiCultura

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