Abel Ferrara, il re del noir

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Abel Ferrara, il re del noir

Trascorsa l’infanzia nel quartiere del Bronx, Abel Ferrara ha incominciato dalle zone malfamate per raggiungere l’Olimpo della cinematografia mondiale. Le sue storie raccontano appunto di questo, della redenzione di personaggi malvagi, propensi ad allontanarsi dal passato e volgere il loro sguardo alla beatitudine futura.

Thana, protagonista de "L'angelo della vendetta"
Thana (Zoë Lund), protagonista de “L’angelo della vendetta”

Nato il 19 luglio 1951, i suoi genitori hanno origini italiane (come si intuisce dal cognome) e irlandesi. Durante l’età adolescenziale stringe una forte amicizia con Nicholas St. John che in futuro si dimostrerà molto più di un semplice amico. Egli sarà lo sceneggiatore per eccellenza dei film più importanti di Abel Ferrara, oltre che, in misura nettamente minore, suo compagno in un rock band. Nonostante il noir e il thriller siano i generi preferiti dal regista, il suo primo film è un porno (nonostante Ferrara fosse anche attore, non si sa se ha contribuito anche lui alle scene erotiche).

The Driller Killer (1979) è l’inizio nel mondo del thriller per il regista: una pellicola splatter dove un pittore, pieno di debiti e con visioni sanguinarie, uccidi i barboni sotto casa a colpi di trapano. Ne L’angelo della vendetta (1981) Abel Ferrara diminuisce la violenza ma fa affiorare la critica sociale, rendendo il film il suo primo cult movie. Protagonista è una ragazza sordomuta che abita in un quartiere difficile di periferia, la quale, dopo essere uscita dal lavoro, viene violentata. Famosa è la scena finale del film che conclude il cammino di vendetta della giovane, oppressa dall’ambiente circostante oltre che da se stessa.

Dopo essersi occupato nella direzione di due episodi della serie Miami Vice, Abel Ferrara lavora assieme a Nicholas St. John alla sceneggiatura del film simbolo del regista. È il 1980 ed esce King of New York, un film incentrato sulle vicende del boss della droga Frank White (Christopher Walken) dopo la sua uscita dal carcere. È un eccellente thriller, capace di “inchiodare” lo spettatore allo schermo, grazie alle tensioni voltasi a creare e alle sparatorie. I due attori principali sono Christopher Walken, attore resosi famoso ne Il cacciatore (film di Cimino con cui vinse l’Oscar come miglior attore non protagonista) e David Caruso, il leggendario Horatio Caine di CSI Miami. The Notorious B.I.G, famoso rapper americano, rimase talmente affascinato dalla storia che si fece chiamare per un periodo di tempo Frank White.

Una scena di "King of New York"
Una scena di “King of New York”

La Trilogia del peccato, girata dal 1992 al 1995, sono tre film incentrati sui concetti di peccato e redenzione, molto cari ad Abel Ferrara. Il cattivo tenente (1992, interpretato da Harvey Keitel, Mr. Wolf in Pulp Fiction) racconta la vicenda di questo poliziotto, grande peccatore, che decide di redimersi e risolvere il caso di una suora stuprata. In Occhi di serpente (1993) la trama è sempre simile, solo che il difficile cammino verso la luce è intrapreso da un regista (nel film compare anche la cantante Madonna). The Addiction (1995), film dalle sfumature horror, è incentrato sulle vicende di una studentessa di filosofia che non riesce ad abbandonare la via del peccato (la pellicola è piena di richiami filosofici alla religione cristiana e a Nietzsche). Nel 1996 con il film Fratelli vede la fine la collaborazione con lo sceneggiatore Nicholas St. John: l’ultima parte della carriera del regista non lo ha visto alle prese con grandi progetti, anche per via di questa divisione.

La malavita, il disagio e la redenzione, persone umili che riescono a intraprendere un cammino, uscendo dalle loro drammatiche situazioni: questi sono gli ingredienti del cinema del regista americano. Non sempre il finale è positivo, spesso i personaggi si accorgono che il loro destino non si può cambiare, mentre altri riescono nell’impresa, credendo in loro stessi. È questa una delle grandi lezioni di Abel Ferrara.

Marco Gobbi per MIfacciodiCultura

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