“Da Kandinsky a Pollock”: a Palazzo Strozzi l’arte dei Guggenheim

2 916

Da Kandinsky a Pollock: a Palazzo Strozzi l’arte dei Guggenheim

image
Jackson Pollock all’opera

Firenze è sempre stata capitale dell’arte ma dal 2006 lo è a maggior ragione grazie alla nascita della Fondazione Palazzo Strozzi, una fondazione autonoma pubblico-privata che ha come obiettivo quello di promuovere lo sviluppo del turismo culturale sostenibile, attraverso l’organizzazione di eventi e proposte di tipo culturale come mostre o attività che hanno l’intento di dar visibilità e peso ai beni di interesse storico artistico.

Fino al 24 luglio, Palazzo Strozzi ospiterà una mostra che porterà nella città natale di Dante oltre 100 capolavori appartenenti alle avanguardie artistiche dei primi anni del novecento.

La mostra, curata da Luca Massimo Barbero, nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Palazzo Strozzi e la Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York e si presenterà come una carrellata di opere il cui il filo conduttore sarà il dialogo, il confronto e l’unione tra l’arte europea e quella americana.

image
Kandinskij

L’intento di Da Kandinsky a Pollock. La grande arte dei Guggenheim è quello di raccontare il ritmo, la nascita e la costruzione di alcune avanguardie artistiche che hanno caratterizzato il panorama mondiale del secondo dopoguerra. I grandi dipinti, le sculture, le incisioni e le fotografie esposte in mostra saranno visibili grazie al prestito concesso dalle collezioni Guggenheim di New York (il famoso museo a spirale) e di Venezia e da altri musei internazionali.

Si potranno osservare opere di grandi artisti appartenenti alle differenti avanguardie: il surrealismo e il dadaismo di Man Ray, Duchamp ed Ernst, opere degli informali europei come Alberto Burri e Lucio Fontana, opere appartenenti al filone del cubismo di Picasso ed opere del cavaliere azzurro Kandinskij.
Questi dipinti appartenenti al palcoscenico artistico europeo saranno in dialogo ed in confronto con opere e personalità del panorama americano come Roy Lichtenstein o l’espressionista astratto Mark Rothko sino ad arrivare al rappresentante più significativo in assoluto delle avanguardie oltre oceano, Jackson Pollock.

Prendiamo ora in considerazione due dei più grandi artisti di cui saranno esposte le opere.
Vassily Kandinskij è stato il creatore della pittura astratta, nelle sue opere espone le sue teorie sull’utilizzo del colore vedendo in esso una dimensione emotiva e spirituale strettamente collegata allo spettatore.
Il colore ottiene due diversi significati: il primo, quello visivo, riguarda il modo in cui viene visto dagli occhi di chi osserva ma in un secondo momento il colore ha anche un effetto psichico che si collega ai ricordi e provoca emozioni allo spettatore.
Altro punto fondamentale della sua filosofia pittorica è l’utilizzo della linea e della superficie. Anche il movimento leggero e leggiadro della linea e del singolo punto diviene specchio dell’interiorità dello spettatore e dell’autore.

banner-boscoloTotalmente in contrasto con questo studio perfetto e preciso di Kandinskij, è l’opera pittorica di Jackson Pollock.
Il pittore americano, nato a Cody il 28 gennaio 1912, è considerato uno dei maggiori rappresentanti dell’Espressionismo astratto o Action painting.
La tecnica che ha reso famoso Pollock è il drip painting, un metodo innovativo che consiste nel versare il colore in modo casuale sulla tela. Utilizzando questo nuovo modo di dipingere, il pittore si distaccò dai cardini classici della pittura, non utilizzò più il cavalletto ma stese le tele a terra, non utilizzò più il pennello iniziando invece ad utilizzare parti di tutto il corpo.

Quando sono “nel” mio dipinto, non sono cosciente di ciò che sto facendo. È solo dopo una sorta di fase del “familiarizzare” che vedo ciò a cui mi dedicavo. Non ho alcuna paura di fare cambiamenti, di distruggere l’immagine, perché il dipinto ha una vita propria. Io provo a farla trapelare. È solo quando perdo il contatto con il dipinto che il risultato è un disastro. Altrimenti c’è pura armonia, un semplice dare e prendere, ed il dipinto viene fuori bene.

I suoi lavori non nascono come “arte studiata” ma si affidano in parte anche al caso: Pollock dipinge in modo impulsivo e istintivo, il movimento della pittura è caotico e casuale.

Andate a Palazzo Strozzi, godetevi l’esposizione Da Kandinsky a Pollock, lasciatevi trasportare dalle linee e dalla superficie elegante di Kandinskij, fate trapelare la vostra rabbia e la vostra collera davanti alla violenza poetica di Pollock, suggellate il tutto ammirando la bellezza di ciò che fu, a differenza della tecnologia, vera innovazione artistica.

Gianmaria Turco per MIfacciodiCultura

2 Commenti
  1. Marcel Cochron dice

    La Fondazione Palazzo Strozzi offre nel corso dell’anno un ricco programma di mostre di alta qualita e di livello internazionale.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.