Il Grattacielo Pirelli compie 60 anni, una mostra lo celebra

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Il Grattacielo Pirelli compie 60 anni, una mostra lo celebra

rsz_1pirelli-599x36012 luglio 1956: iniziano i lavori per la costruzione del Grattacielo Pirelli, detto anche il “Pirellone”, quello che diventerà per un periodo uno dei più alti edifici al mondo in cemento armato, nonché simbolo di Milano. Per celebrare i suoi primi 60 anni, per altro in concomitanza con la XXI Esposizione Internazionale della Triennale di Milano, il grattacielo ospita la mostra Le età del Grattacielo. Il “Pirelli” a sessant’anni dalla posa della prima pietra.

Simbolo della Milano industriale del Dopoguerra, l’edificio fu progettato da Giò Ponti, Giuseppe Valtolina, Pier Luigi Nervi, Antonio Fornaroli, Alberto Rosselli, Giuseppe Rinardi e Egidio Dell’Orto, e dopo essere stato per decenni di proprietà della famosa industria di pneumatici, passò nelle mani della Regione Lombardia, di cui oggi ospita solo il Consiglio mentre tutti gli uffici amministrativi sono stati spostati al Palazzo Lombardia.

Sorto vicino alla Stazione Centrale in un’area dismessa, la mostra ha l’intento, attraverso le fotografie, di raccontare non solo la storia del Grattacielo Pirelli, ma anche quella di Milano e dell’Italia, la crescita in verticale di un intero paese. Esempio di architettura moderna, di eccellenza ma anche di bellezza, il Pirellone ha affascinato e ispirato anche altri edifici per la sua avanguardia architettonica.

49223-2016-PIRELLONEClaudio De Albertis, presidente della Triennale di Milano, ha così sottolineato l’importanza e l’attualità del progetto del grattacielo firmato Giò Ponti:

Io trovo che questo sia dal punto di vista della distribuzione interna uno degli spazi assolutamente più vivibili. Questo è il genio di quel gruppo di lavoro guidato da Giò Ponti. In quel momento l’esaltazione del lavoro umano, delle persone, della loro creatività, della capacità di lavorare in pool, è stata esaltata e credo che questo sia uno degli esempi più fulgidi.

Per celebrare questo importante anniversario, per tutta la giornata di oggi si susseguiranno eventi e manifestazioni: alle ore 9.30, in collaborazione con la Fondazione Pirelli, si potrà partecipare al convegno internazionale sulla storia architettonica della costruzione di Palazzo Pirelli e sull’opera di alcuni dei suoi ideatori, ovvero Giò Ponti, Pier Luigi Nervi e Carlo Valtolina; sempre in mattinata, il presidente del Consiglio Regionale, Raffaele Cattaneo, consegnerà un riconoscimento a chi assistette o lavorò alla costruzione del Grattacielo, e fino alle 14 nel foyer di via Filzi 22 saranno disponibili cartoline dedicate al Pirellone con un timbro speciale e annullo filatelico. Infine all’Auditorium Giorgio Gaber, alle 20.30 si terrà il concerto della Ex_novo orchestra, al termine del quali si potrà salire al Belvedere Jannacci al 31° piano.

Ma non solo elogi e ricordi di un passato glorioso, questo anniversario e la mostra Le età del Grattacielo. Il “Pirelli” a sessant’anni dalla posa della prima pietra sono occasione anche per ricordare momenti dolorosi, come il tragico episodio consumatosi nell’aprile del 2002, quando il piccolo velivolo di Luigi Fasulo si schiantò contro il 26° piano del grattacielo, piano che oggi ospita la mostra oltre che un memoriale delle vittime che furono in tutto 3: oltre al pilota, persero la vita due dipendenti della Regione Lombardia. L’evento scatenò emozione in tutto il mondo, d’altronde erano passati pochissimi mesi da quel 11 settembre e l’allerta era massima.

Grattacielo PirelliMa subito dopo il terribile evento, il grattacielo rinacque nel pieno dell’operosità e dell’efficienza, stereotipi che da sempre accompagnano il capoluogo meneghino: il Grattacielo Pirelli subì un restauro decisamente all’avanguardia, volto a riportare la struttura alla normalità oltre che a sistemarla al meglio, rendendosi protagonista di un processo di ristrutturazione “moderno” unico nel suo genere.

127 metri di creatività e abilità costruttiva compiono 60 anni tra pubblico e privato, tra ferite e ricostruzioni, un simbolo forse casuale della storia di Milano, raccontata dalle linee rigorose di uno dei grattacieli più famosi d’Italia.

Può un edificio essere tutto questo? Può un “ammasso” di cemento e metallo racchiudere in sé valori umanistici e umani? Può un grattacielo di soli 60 anni d’età poterci raccontare tanto? Decisamente sì, in un mondo che corre e va sempre più veloce, il Grattacielo Pirelli, ben saldo a terra, osserva dall’altro la sua città e ne è protagonista, accompagnandola nel suo continuo divenire.

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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