Lezioni d’Arte – Giorgio de Chirico, colui che guarda dove nessuno ha visto mai

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Lezioni d’Arte – Giorgio de Chirico, colui che guarda dove nessuno ha visto mai

Una dimensione parallela alla realtà si muove fra le opere di Giorgio de Chirico (Volo, 10 luglio 1888 – Roma, 20 novembre 1978), pilastro della pittura metafisica. L’artista, prima ancor di lavorare, osserva ed immagazzina dentro di sé la realtà che lo circonda, riproponendola successivamente attraverso gli occhi della sua nuova visione.

La Metafisica è proprio questo: aprire i cancelli ad una nuova realtà, andare oltre la visione naturale attraverso un linguaggio semplice, che per certi versi ricorda i grandi maestri della pittura del XIV e XV secolo. Giorgio de Chirico riesce a trasmettere i valori e le sensazioni nascoste di un posto, di un luogo, di un’atmosfera: le sue opere hanno il potere di suscitare qualcosa nell’osservatore.

Enigmatica è l’opera intitolata Il poeta e il pittore, un olio su tela, risalente al 1975 ed oggi conservato a Roma, presso la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico.
In una stanza, che si affaccia su una delle Piazze d’Italia dei primi anni dell’esperienza metafisica del pittore, due uomini di cultura siedono a dialogare. I due sono fermi l’uno difronte l’altro, non parlano, ma si guardano: de Chirco ferma l’istante.
L’uomo, seduto di spalle all’osservatore è una vera costruzione artistica, infatti i vari pezzi assemblano la creatività artistica: forse è li seduto ad ispirare e consigliare colui che siede dall’altra parte del tavolo, ovvero l’uomo che indossa una veste di colore bianco e che ci riporta al ricordo dei poeti della classicità. Quest’ultima figura ha il braccio steso sul tavolo, proprio sopra ad un supporto cartaceo di colore bianco, ed è lì che avverrà il dialogo fra i due.
Intorno, nella stanza, altri oggetti fanno da cornice e si tratta di due manufatti classicheggianti: a sinistra la testa di una statua, a destra, al di sopra di un alto basamento di forma cilindrica, un piccolo busto; in secondo piano, rispetto ai due uomini seduti, trovano posto delle costruzioni simili a quelle che compongono l’uomo seduto di spalle, mentre spostandoci un po’ verso sinistra, a terra è posato un rettangolo decorato con motivi romboidali.

Il maestro Giorgio de Chirico ci apre al mondo dei due individui, alla realtà fatta di creatività ed ispirazione. Se pensiamo bene, un pittore non è poi così diverso da un poeta: una sottile linea separa le due figure, ma entrambe sono le portavoce di quella realtà che trova posto nella quotidianità di tutti i giorni. I due uomini, spesso confortati dalla solitudine, osservano e ascoltano la voce delle emozioni. De Chirico nelle sue produzioni opera secondo questo preciso indirizzo, riuscendo a cogliere la parte nascosta delle cose e mettendo in evidenza i sentimenti che si possono provare quando si viene a conoscenza di queste visioni.

Domenico Ble per MIfacciodiCultura

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