Italia nascosta – Grand Hotel San Pellegrino

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Italia nascosta – Grand Hotel San Pellegrino

Un incanto, un sogno di sontuosità, di luce elettrica, di gaiezza e di eleganza; inquadrato da montagne e rupi, da un fiume spumeggiante. Una cosa fantastica, indimenticabile. E che banchetti al Grand Hotel! Fiori, piatti scelti, champagne, poi il Casinò e il Kursaal. Francamente, noi non abbiamo niente di simile in Inghilterra!

Giornalista inglese, 1909

Facciata nei primi anni '30
Facciata nei primi anni ’30

Torniamo a parlare di art nouveau, ma questa volta ci spostiamo nel comune di San Pellegrino Terme in provincia di Bergamo.
Quando il liberty iniziò a diffondersi in Italia si manifestò da subito come una moda elitaria e privo di quei risvolti sociali che invece avevano animato molte altre nazioni, era la volontà ad una nuova mondanità a spingere verso il gusto europeo in quegli anni fatto di linee sinuose e motivi floreali.

Il benessere, la cura del corpo e del proprio tempo libero diventarono il centro degli interessi del ceto più abbiente con il risultato che con l’inizio del secolo l’Italia si popolò di Grand Hotel sfarzosi e dotati di tutti i comfort che la modernità metteva a disposizione. Le piccole cittadine termali italiane divennero centri internazionali pronte con le loro nuove strutture ad accogliere i propri ricchi ospiti.

Nel 1899 venne fondata a San Pellegrino terme l’azienda per la produzione dell’acqua San Pellegrino ed attorno ad essa nacquero un impianto termale, un casino e il Grand Hotel oltre a numerose abitazioni private che assecondarono il nuovo stile proveniente da oltralpe.
La fama della cittadina e con essa del marchio crebbe sempre più finché un piccolo comune italiano divenne un rinomato centro turistico per la ricca aristocrazia in cerca di riposo e relax.

Dettagli facciata
Dettagli facciata

Nel 1902, anno tra le altre cose anche dell’Esposizione Universale di Torino che portò una ventata di modernità dal resto dell’Europa, iniziarono i lavori per la costruzione del Gran Hotel che si conclusero nel 1904, anno di apertura della struttura. L’albergo venne concepito dai progettisti Luigi Mazzocchi e Romolo Squadrelli come un complesso monumentale assimilabile ai modelli europei con una grande corpo centrale aggettante coperto da una immensa cupola e affiancato da due ali altrettanto imponenti e anch’esse concluse con blocchi sporgenti cupolati.

L’effetto finale fu maestoso, si scelse infatti una struttura che potesse allo stesso tempo comunicare con la tradizione architettonica italiana – vedi la scansione con lesene a tutta altezza delle parti sporgenti e le teorie regolari di finestre incorniciate – e stupire per l’uso del ferro battuto declinato in forme fluide e naturali e di motivi decorativi floreali e leggeri.
Non da meno le delicate decorazioni pittoriche che rivestono l’intera facciata a che riprendono quel gusto fitomorfo che dai preraffaelliti in poi non smise mai di declinarsi in mille forme sempre nuove per tutta l’Europa. Statue, cariatidi, putti e festoni completano la colossale facciata lunga ben 128 metri.

Interni
Interni

L’interno si articola simmetricamente dalla scalinata monumentale centrale secondo lo stesso gusto raffinato, ma la cosa che ai tempi destò maggiore stupore fu la grande modernità delle sue 250 stanze, ognuna munita di corrente elettrica, acqua potabile e telefono.
Non c’è dubbio su quali potessero essere gli ospiti di questa prestigiosa struttura, dalla regina Margherita di Savoia nel 1905, ai nobili della famiglia dello zar di Russia fino ai premi Nobel Eugenio Montale e Salvatore Quasimodo.

Purtroppo il mantenimento di una struttura così sfarzosa e che faceva dell’essere al passo coi tempi il proprio punto forte si dimostrò ben presto troppo oneroso e con gli anni smise di essere ammodernata e di conseguenza i clienti iniziarono a preferire nuove destinazioni.
Il cambio del gusto e i mutamenti che le due guerre mondiali avevano imposto alla società della prima metà del XX secolo diedero il colpo di grazia al Grand Hotel San Pellegrino che chiuse definitivamente nel 1979 dopo un lungo periodo di crescenti difficoltà.

Marchio San Pellegrino con Casinò
Marchio San Pellegrino con il Casinò

Data l’importante testimonianza di un gusto e di un modo di vivere ormai passato che porta con sé questo edificio venne imposto il vincolo nel 1984, ma questo non fu sufficiente per impedirne l’abbandono e il lento degrado a cui è stato posto un freno solo nel 2008.
Gli ingenti restauri della parte esterna della struttura si sono conclusi nel 2013, ma nemmeno questo ha fatto sì che l’albergo trovasse una nuova funzione. All’inizio dell’anno scorso la Regione e il gruppo Percassi hanno stanziato dei fondi in modo che il Grand Hotel potesse nuovamente riaprire nel 2019 come albergo di lusso, forse unico modo per far sì che non venisse nuovamente dimenticato.

Ora non c’è che da aspettare l’apertura del nuovo Grand Hotel, ma per visitarlo probabilmente sarà necessario sborsare non poco e degli interni d’epoca rimarranno solo poche tracce.

Elisa Pizzamiglio per MIfacciodiCultura

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