Dopo vent’anni “Wannabe” ci dice cosa vogliono davvero le ragazze

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Dopo vent’anni Wannabe ci dice cosa vogliono davvero le ragazze

Esattamente 20 anni fa le radio inglesi, e poi quelle di tutto il mondo, venivano invase da quella che diventerà la hit più famosa delle Spice Girls, nonché una delle canzoni più famose della musica pop. Era l’8 luglio 1996 quando ovunque tu andassi, ovunque tu ti trovassi, alla radio partiva quel «I know what I really really want, so tell me what you want, want you really really want». Wannabe era entrata nelle nostre vite per non lasciarci mai più.

Dopo vent'anni Wannabe ci dice cosa vogliono davvero le ragazze
Le Spice Girls

Canzone iconica, ha innalzato le Spice nell’Olimpo della musica leggera e in quello delle girl band degli anni ’90, dando una chiara immagine del gruppo: quelle cinque giovani cantanti avevano debuttato con una canzone dal sapore testamentale, un simbolo del loro primo album, Spice. Geri Halliwell, Melanie C, Victoria Adams (futura Beckham), Melanie B e Emma Bunton avevano annunciato al mondo il loro slogan: girl power. Potere alle ragazze.

Wannabe rimase per sette settimane in vetta alla classifica britannica innalzando le Spice ad un fenomeno musicale e culturale di portata internazionale. Il critico musicale David Sinclair le paragonerà ai Beatles per fama e cambiamento, per la ventata di novità portata nel panorama musicale.

Le Spice sono cinque ragazze che ballano e cantano cosa voglia dire essere donne forti, indipendenti e affermate. Sono donne che sanno cosa vogliono, che non hanno vergogna di dirlo e ribaltano il ruolo uomo-donna: se vuoi stare con me, se vuoi essere il mio amante, devi lasciarmi libera. Felice. Devo poter uscire con i miei amici e fare festa senza problemi. Wannabe, con quel suo ritmo martellante e il suo pre-chorus ormai passato alla storia, fa dire alle donne qualcosa che non sembra così scontato: anche una ragazza può dire di volere del sesso, una storia leggera, amore e libertà senza troppi pensieri.

I wanna, (ha) I wanna, (ha) I wanna, (ha) I wanna, (ha)

I wanna really, really, really wanna zigazig ah

If you wanna be my lover, you gotta get with my friends

Make it last forever, friendship never ends

If you wanna be my lover, you have got to give

Taking is too easy, but that’s the way it is

So, here’s a story from A to Z

You wanna get with me, you gotta listen carefully

We got Em in the place who likes it in your face

You got G like MC who likes it on a

Easy V doesn’t come for free, she’s a real lady

And as for me, ha you’ll see

Slam your body down and wind it all around

Wannabe, Spice Girls

Dopo vent'anni Wannabe ci dice cosa vogliono davvero le ragazzeLe Spice non erano le uniche ragazze girl power in quegli anni Novanta di pance scoperte, pantaloni a zampa di elefante a vita bassa e make up metallizzato: c’erano le Destiny’s Child, capitanate da Beyoncé che dichiaravano di essere delle sopravvissute, di essere donne indipendenti. Di non avere bisogno degli uomini. Se le Spice e le Destiny erano i due gruppi capostipite di questa rivoluzione in fieri, ci sono anche gruppi che hanno subito il passare del tempo come le TLC che portavano avanti lo slogan del girl power: erano gruppi di sole donne che insegnavano alle giovani ragazze a essere indipendenti, uniche. Erano gli anni in cui Britney Spears poteva permettersi di dedicare una canzone ad un uomo che le aveva proposto di sposarla ma che lei aveva rifiutato. Oh, non avresti dovuto, scusami, l’ho fatto di nuovo, ho giocato con il tuo cuore.. ma non sembro per niente dispiaciuta di averti fatto credere di essere qualcosa di più di amici, di essere seria.

Gli anni Novanta permettono alle donne di andare oltre alla richiesta di quel rispetto che Aretha Franklin aveva chiesto così a gran voce – e che certamente ora ha ottenuto -: le ragazze di quel decennio posso cominciare a capire che, proprio come gli uomini, anche loro possono essere un po’ leggere, quasi giocare con i sentimenti. Anche se non esplicitamente, inizia a profilarsi la possibilità per le donne di voler quella cosa che vogliono tanto tanto senza doversi sentire sbagliate. Sporche.

Comincia a profilarsi quella eguaglianza di genere che porta donne più famose, come Madonna, a portare avanti la crociata delle donne indipendenti. Delle donne con potere. Delle ragazze forti.

Oggi è qualcosa a cui siamo abituati e forse siamo andati anche oltre: ora non sono solo le donne a proclamarsi uguali, ma anche tutta la comunità LGBT. Sono bello come sono, perché Dio non fa errori, sono nato così, don’t be a drug just be a queen e così via.

Sono passati vent’anni esatti da quel giorno in cui le Spice spopolavano con Wannabe. Verrebbe da pensare che quel messaggio girl power ormai sia affare superato, che ormai le donne siano libere di fare ciò che desiderano, di volere quello che sai.

Succede invece che l’associazione Project Everyone prende quel messaggio quasi adolescenziale e gli dà un significato più profondo, paradossalmente più moderno. Una lettura quasi dolorosa di quella hit leggera che, ai tempi, sguarniti di un buona conoscenza dell’inglese, nemmeno capivamo bene.

Credo che questo video sia una splendida idea. È davvero favoloso che dopo vent’anni l’eredità delle Spice Girls – il “potere alle ragazze”– venga utilizzato per incoraggiare e rendere più forte una nuova generazione.

Queste le parole di Victoria Beckham -l’ex Spice che ha dichiarato di avere sempre il microfono chiuso durante le esibizioni del gruppo- che ha condiviso la nuova versione di Wannabe su Facebook. Nel filmato cantanti di Nigeria, Canada, India e Regno Unito si aggirano per i loro paesi mostrano cosa vogliono oggi le ragazze. Cosa vogliono davvero davvero. Istruzione, nessuna violenza, nessuna sposa bambina, parità di retribuzione. In poche parole, l’egualità di genere.

#WhatIReallyReallyWant diviene un hashtag che veste quel messaggio girl power di un impegno profondo. Quello dell’ONU che nel 2015 ha accettato, tra le altre cose, anche di migliorare la posizione delle donne nella società nel mondo. Né inferiore né superiore a quella degli uomini. Solo la medesima.

Dopo vent'anni Wannabe ci dice cosa vogliono davvero le ragazzeNel 2016 una delle canzoni simbolo del girl power diviene qualcosa di più. Un manifesto di quello che il femminismo vorrebbe, oggi, essere. Non si bruciano più reggiseni, non si incolpano più gli uomini del nostro dolore, né si cerca di ottenere quei diritti fondamentali come il diritto di voto. Oggi, femminismo indica semplicemente la volontà di avere uguaglianza. Per uomini, donne, gay, lesbiche, bisessuali, asessuali, transessuali. Si cerca un mondo in cui il sesso o la preferenza sessuale non sia una condizione sociale ma solo biologica.

Molte cantanti non vogliono definirsi femministe. Le stesse Spice, ai tempi, non lo erano. C’è differenza fra una canzone simbolo del girl power ed una lotta, perché ancora di questo si tratta, per l’equalità di genere. Alle volte si ha come l’impressione che il femminismo sia una scelta politica troppo forte, troppo negativamente connotata. Come se il femminismo fosse qualcosa di superato.

Eppure

Forse, vent’anni fa, credevamo bastasse solo dire ad un uomo cosa volevamo.

Forse, non è bastato.

Forse, un manifesto come Wannabe ha bisogno di una profondità maggiore. Perché. nonostante due decenni, ancora non è chiaro che quello che vogliamo, che vogliamo davvero, è essere semplici esseri umani.

And so we tell you want we want, what we really want, again.

Marta Merigo per MIfacciodiCultura

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