“The Floating Piers”: un’esperienza immersiva, multisensoriale e indimenticabile

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The Floating Piers: un’esperienza immersiva, multisensoriale e indimenticabile

FullSizeRender-2 (1)Milioni di persone, bambini adulti e anziani, centinai di articoli di giornale, video, foto, commenti e dibattiti: una strepitosa e singolare opera e un unico artista. Il suo nome è Christo, geniale ottantenne che, nel corso degli anni, insieme all’inseparabile moglie Jeanne Claude, scomparsa nel 2009, ha scritto alcuni capitoli essenziali della storia della Land Art e che questa volta ha attirato tutta l’attenzione su di sé e la sua originale operaThe Floating Piers.

Da tutte le parti del pianeta sono accorsi per questo evento; piedi proveniente da tutte le parti del mondo, hanno attraversato i 70.000 metri quadri di tessuto giallo cangiante percorrendo sotto un sole cocente o una pioggia battente, i 4,5 chilometri totali di passerella che collegava Sulzano a Monte Isola. Dopo aver impacchettato valli e isole, edifici e monumenti, come il Reichstag a Berlino e il Pont Neuf a Parigi, l’artista bulgaro ha scelto la superficie del Lago d’Iseo per creare una lunga linea fluttuante, sulla quale i visitatori di tutto il mondo hanno potuto camminare gratuitamente e vivere un’esperienza multisensoriale: fisica, tattile, olfattiva e uditiva riuscendo ad entrare a stretto contatto con gli elementi della natura.

La sensazione che milioni di persone hanno provato è stata unica. L’emozione di trovarsi a piedi nudi in mezzo al lago su una passerella galleggiante, barcollando e ondeggiando ha un che di magico e di impossibile. L’impossibile in questi giorni di installazione è stato anche arrivare e poter vivere questa straordinaria avventura. Perché questa azione ha creato tanto scompiglio e ha portato nel piccolo paesino di Sulzano cosi tanta gente, che magari non aveva neanche idea di chi fosse Christo o non conosceva neanche il titolo dell’opera, ma che era felice e fiera di trovarsi li a condividere questa straordinaria avventura fluttuante.

The Floating Piers è stato un evento popolare, puro marketing o può essere considerata una forma d’arte?

03981fda08679a89cab3ab206db7811e (1)Credo che la passerella di Christo sia un’espressione dell’arte contemporanea proprio perché è popolare e ha coinvolto e interessato milioni e milioni di persone appartenenti a realtà diverse che per un giorno hanno condiviso qualcosa. Forse non sono mai entrati in un museo, forse non hanno mai visto una mostra …forse adesso quando sentiranno di una mostra di arte contemporanea, di una performance riaffioreranno nella loro testa le sensazioni che quella “semplice gita al lago” aveva suscitato in loro.

L’opera dell’artista bulgaro non è stata pensata per essere vissuta in solitudine ma fin dalla sua creazione ha avuto una natura prima di tutto tattile. Il visitatore si trovava a toccare tutto: la passerella ma anche la folla. Le persone hanno vissuto una totale esperienza immersiva. Chi può affermare con certezza che le lunghe ore di attesa, il caldo e la folla non facessero parte dell’esperienza sensoriale ed emotiva?

155330277-bf642286-fb17-4b25-a30a-609ceb769810 (1)Oggi l’arte deve essere immersiva e richiamare i sensi: l’arte è questo, un’intensificazione dell’esperienza del mondo con altri mezzi. C’è stato chi ha deciso di passare una giornata tranquilla, chi ha deciso di sposarsi e di attraversare con il proprio corteo nuziale la passerella, chi si è vestito da Cristo, chi nudo ha deciso di protestare o chi ha attraversato la passerella munito di ciambella di salvataggio. Ogni persona, durante la passeggiata, ha espresso se stessa e ha creato il proprio percorso sensoriale. La cosa singolare è infatti che chiunque abbia attraversato l’opera può raccontare di un’esperienza personale, bella o brutta che sia, ma sicuramente indimenticabile.

Il prossimo passo è quello di continuare a valorizzare il  territorio evitando che questo cada nell’oblio una volta calato il sipario sul The Floating Piers. Tante infatti le critiche come quella di Vittorio Sgarbi: «Il Lago di Iseo è stato sequestrato pacificamente per soddisfare il desiderio solipsistico di una artista che forse neanche conosce quel territorio», o anche quella di Philippe Daverio che ha definito la passerella come «un’attrazione, un’alternativa alle sagre di paese». Bisogna adesso dimostrare che questo non è vero. Opere di cosi forte impatto mediatico devono essere motore di crescita e valorizzazione di territori e paesi a volte dimenticati.

Installazioni artistiche come quella di Christo riescono anche ad accendere dibattiti fra chi si schiera contro le stesse e chi, invece, ne difende l’esistenza e persino l’utilità. C’è chi in The Floating Piers vede una grande occasione per l’arte contemporanea, molto spesso oggetto di incomprensioni. Questa installazione offre infatti una sfida nuova e richiede un atteggiamento libero da preconcetti e pregiudizi

immagini.quotidiano.net (1)Queste le parole di Greta Zuccali, editor di Artspecialday con cui mi trovo pienamente d’accordo. Questa singolare opera è riuscita a dissacrare una visione elitaria dell’arte, rendendo l’installazione accessibile a tutti i visitatori che non sono stati meri fruitori ma protagonisti attivi.

È la dimostrazione che oggi tutti abbiamo bisogno di qualcosa di memorabile, qualcosa che va molto al di la dell’estetica o dello spettacolo, qualcosa che appartiene a una dimensione epica. Questa non è stata l’occasione solo per conoscere il lavoro di uno dei massimi artisti di arte contemporanea, ma è stata un’ azione di valorizzazione di un territorio italiano d’eccellenza, facendo conoscere l’Italia anche al di fuori dei soliti percorsi turistici e regalando ai tanti visitatori che si sono recati a Sulzano delle emozioni multisensoriali che difficilmente scorderanno.

Laura Cometa per MIfacciodiCultura

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