Italia nascosta – Villa Zanelli

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Italia nascosta – Villa Zanelli

Villa Zanelli, foto d'epoca (1)
Villa Zanelli, foto d’epoca

A Savona affacciata direttamente sul mare si trova uno dei grandi esempi liberty italiani, Villa Zanelli.

L’edificio, ora dall’aspetto decadente, è in realtà nato all’insegna dello splendore e dello sfarzo nel lontano 1907 per volontà appunto della famiglia Zanelli. Il liberty o art nouveau o come lo si voglia chiamare arrivò in Italia con circa 20 anni di ritardo rispetto al resto delle altre nazioni europee che già dal 1880 popolavano le proprie città con quella linea fluida e vitale che una volta approdata da noi si sviluppò all’insegna del floreale e dell’organicistico. Questo stile così leggero e voluttuoso nato nelle grandi capitali europee trovò nell’ancora acerba Italia un fertile terreno in cui germogliare e produrre esempi unici e altrettanto sfarzosi in cui la modernità potesse dialogare con le nostre salde e antiche tradizioni artistiche e artigianali.

Villa Zanelli si presenta come una fusione di più volumi sui cui si sviluppa un sinuoso paramento decorativo che pare generarsi dalla struttura stessa, l’elemento fitomorfico si dispiega in ogni angolo dai capitelli, alle cornici delle finestre fino alle balaustre in ferro battuto e ai coronamenti della terrazza. Le vetrate e le maioliche policrome completano l’insieme che un tempo comunicava vitalità ed energia, mentre ora per lo stato di abbandono sembra più conferire all’intorno un’atmosfera lugubre e da romanzo noir.

Villa Zanelli e il capannone industriale (1)
Villa Zanelli e il capannone industriale

Del curato giardino che un tempo circondava la villa ora resta solo lo spettro e il capannone industriale, pure quello in stato di abbandono, costruito a pochi metri di distanza non fa altro che peggiorare la situazione.

La realizzazione della villa viene attribuita all’architetto Gottardo Gussoni, allievo di Pietro Fenoglio progettista, tra i molti edifici, anche di Casa Florio a Torino, altro grande esempio di liberty italiano.

Le sorti della villa sono state poco fortunate, dopo la vendita da parte della famiglia Zanelli al comune di Milano nel 1933 per farne una colonia internazionale infatti venne utilizzata come campo ospedaliero durante la seconda guerra mondiale per poi mantenere la funzione di ospedale a conflitto concluso fino al 1998.

Interno in rovina (1)
Interno in rovina

Quando iniziarono i primi problemi strutturali e si resero necessari dei restauri l’edificio venne abbandonato forse per mancanza di fondi da destinargli o forse perché si temeva che il mantenimento con gli anni sarebbe diventato sempre più oneroso.
Indipendentemente da quelle che furono le ragioni che portarono all’abbandono della villa, ora la situazione è solo peggiorata e quelli che prima erano piccoli problemi risolvibili con cifre relativamente contenute sono diventati ostacoli praticamente insormontabili.
Il 19 e il 20 marzo 2016 la villa è infatti stata aperta dal FAI, ma gli interni non sono stati visitabili proprio per la mancanza delle condizioni di sicurezza necessarie. Le poche foto degli interni che trapelano tra le maglie di internet documentano uno scenario di grande tristezza che ci sbatte in primo piano la nostra incapacità di intervenire in modo capillare nella tutela dell’immenso patrimonio di cui dovremmo essere protettori.

Ogni anno brevi momenti di celebrità illuminano Villa Zanelli e si fanno avanti compratori e vengono pensati progetti di riqualifica, ma purtroppo appena le luci della ribalta si spengo le proposte scompaiono e la villa torna nel dimenticatoio.

Elisa Pizzamiglio per MIfacciodiCultura

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