La mostra del “Fumetto Italiano” vista da un inesperto

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La mostra del Fumetto Italiano vista da un inesperto

Corto Maltese
Corto Maltese

Per puro caso il 24 giugno ho partecipato, per conto di ArtSpecialDay, alla mostra Fumetto Italiano. Cinquant’anni di romanzi disegnati presso il Palazzo della Permanente a Milano. In questa esposizione, reduce dal successo romano, vengono presentati quaranta romanzi grafici e 300 tavole originali degli autori che hanno scritto, o meglio disegnato, pagine e pagine della storia del fumetto nel Bel Paese.

Premetto che la mia conoscenza sulla “nona arte” è insufficiente, essendomi limitato (chiedo scusa ai veri esperti) negli anni ad amare soltanto Topolino in ogni sua forma, da Paperinik alla rivisitazione dei classici della letteratura. Dei tantissimi artisti presenti alla mostra del Fumetto Italiano solo i più importanti accendevano in me la scintilla “ah si, questo l’ho già sentito”. Inutile dire che ero parecchio scettico mentre sotto il sole cocente mi incamminavo verso l’esposizione dopo un esame in università.

Invece, devo dire che ho amato l’esposizione. Innanzitutto per la perfetta organizzazione, ma anche per lo spazio, un salone ampio, e per l’efficace spiegazione vicino alle tavole. Dal 1967 al 2016, esse raccontano non solo storie ma anche le epoche in cui sono state prodotte.

Carnera La montagna che cammina- ToffoloIl visitatore si imbatte subito nel capolavoro Una Ballata del Mare Salato (1967), primo autentico romanzo a fumetti con il leggendario personaggio di Corto Maltese, disegnato da Hugo Pratt. Una avventura marinara, che colpisce subito lo spettatore per il tocco dell’autore che sembra voler trasmettere a prima vista le emozioni dei suoi inarrivabili personaggi.
Gli anni ’80, gli scontri universitari, la desolazione e le proprie emozioni, Bologna. Queste sono le ambientazioni di Andrea Pazienza ne Le straordinarie avventure di Pentothal. Una sincerità schietta, desiderosa di raccontare ciò che lo circonda, con uno stile totalmente personale.
Sul versante del thriller ho apprezzato la storia La Dalia Azzurra di Filippo Scozzari: ambientata nel 1945 (ma pubblicata nel 1980), è la storia del commilitone Johnny che scopre del tradimento della moglie con il proprietario del night “La Dalia Azzurra”. Durante la notte girovaga pensieroso per la città ma viene a sapere successivamente dell’omicidio dell’amata e da questo momento inizia a indagare. Sempre nell’ottica thriller mi ha colpito molto anche Max Fridman, no pasaràn di Vittorio Giardino (2000), ambientato negli anni della Guerra Civile in Spagna.

Dimentica il mio nome- ZerocalcareNon sono solo fumettisti a tempo pieno: Davide Toffolo (autore del romanzo-fumetto incentrato sulla storia del pugile Carnera) è il cantante della band indie/rock de I Tre Allegri Ragazzi Morti e ci racconta una storia di sport, di viaggio (Carnera è un migrante), della formazione di un ragazzo che diventerà uomo partendo dalla periferia fino ad arrivare al centro del mondo. Molto surrealista è invece Obliquomo di Sergio Ponchione (2005): inconsueto, strano e bizzarro, Obliquomo è la storia di una entità che vive nella fantasia umana col lavoro di stimolare idee. Il professor Hackensack lo scopre ma dovrà difenderlo dal suo collega Schwump, fanatico della razionalità. Non surreale ma metafisico (visto anche il protagonista) è Interno metafisico con biscotti (2009) di Sebastiano Vilella. Racconto immaginario di un giovane Giorgio de Chirico il quale viene perseguitato da un detective che vede nei suoi quadri segni premonitori di delitti. Come la pittura metafisica questo racconto è all’insegna del mistero e dell’enigma che permette di analizzare le opere del maestro di Volos.

Ironico, graffiante, semplicemente Leo Ortolani. In Non di questo mondo (2009) protagonisti sono lo stesso autore (il quale disintossicarsi dal mondo della fantasia e dei fumetti) e Rat-Man (epico supereroe alle prese con un vecchio personaggio creato da Leo Ortolani e deciso a riprendersi la scena). Sono anni che mi devo convincere a leggere le avventure di Rat-Man e questa mostra mi ha dato l’input giusto (commento personale ad alta voce). Del 2011 segnalo La coda di Lupo di Marino Neri: ambientato nell’Italia di inizio secolo, mischia con un tratto noir, fede e superstizione, infanzia e adolescenza. Per gli amanti dei Nirvana molto bello e originale è Nevermind (2014) di Tuono Pettinato, incentrato sulla vita e disagi adolescenziali di Kurt Cobain. Come ultima storia voglio segnalare l’autore del momento nell’ambito del fumetto italiano: Zerocalcare. Dimentica il mio nome è una presa di coscienza (in chiave ironica ma con importanti riflessioni) sulla sua esistenza, sulla paura e sulle origini della sua famiglia, dopo un lutto famigliare.

Ho raccontato molto perché voglio invogliare il pubblico di appassionati e non del fumetto italiano, a recarsi a questa favolosa mostra. Racconta dell’Italia, di ciò che ci circonda, di noi stessi. La vita racchiusa in disegni.

Marco Gobbi per MIfacciodiCultura

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