La sostanziale differenza tra Arte e Design

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La sostanziale differenza tra Arte e Design

Una torta di -Tortik Annuchka- (1)
Una torta di Tortik Annuchka

Navigando in Internet, l’altro giorno mi sono imbattuto in un breve articolo di Elisa Poli, giornalista di D – Repubblica, che riguardava una pasticceria russa molto particolare. Infatti Tortik Annuchka, situata a Mosca, ha la caratteristica peculiare di produrre torte-sculture, imitando, con un grande lavoro di gruppo, stili pittorici o architettonici del passato remoto e prossimo, come l’Art Déco o l’Informale.

Una scelta artigianale che porta a svariati interrogativi, tutti assimilabili ad una tematica prettamente moderna: il rapporto tra Arte e Design, oppure che dir si voglia tra Belle Arti ed Arti Applicate. Due campi di gioco che hanno cominciato ad interagire veramente dopo i grandi mutamenti economici della fine dell’Ottocento. Infatti la grande industrializzazione di quegli anni, accompagnata dalla massificazione urbana, ha portato all’incremento esponenziale della produzione in serie di oggetti per la vita quotidiana, guardando però unicamente all’aspetto funzionale. Alcuni artisti britannici, tra cui i preraffaelliti e William Morris, vollero ribellarsi a questa tendenza tramite la fondazione del movimento Arts and Crafts: la sua linea programmatica consisteva nella volontà di coniugare l’artigianalità medievale (evocata dal nome stesso del gruppo artistico, la cui traduzione in italiano è “Arti e Mestieri”) con la ripetitività del lavoro moderno, tramite l’istituzione di società che promuovessero attività produttive creative nel segno della collaborazione. Il tutto era motivato da una sorta di estetismo del benessere, per cui il proletario come il borghese potevano uscire dall’alienazione connaturata al Capitalismo tramite l’uso di strumenti  con qualità decorative migliori.

Un mobile della -Arts and Crafts- (1)
Un mobile della Arts and Crafts

Tale estetica fu a dir poco rivoluzionaria, perché attestò l’inizio di una nuova Arte di massa contro la “bruttezza” delle architetture urbane e degli oggetti industriali del tardo Ottocento: nacque così l’Art NouveauUna sorta di compromesso tra due mondi alquanto distanti, simbolo di una nuova epoca in cui si abbattevano le barriere di accesso a beni più pregiati tramite il miglioramento delle caratteristiche di quelli di qualità bassa. Si ebbe a che fare così con un vero e proprio processo che continuò poi anche con altri gruppi, come il Bauhaus: l’obiettivo era di minimizzare sempre più i costi di produzione ed al contempo massimizzare l’utilità (nel senso generale di piacere) che si poteva trarre da queste opere industriali ed artigianali al contempo.  Un trend che si può trovare anche oggi, persino nell’ambito gastronomico come accade con le torte di Tortik Annuchka.

Rimane però a tal proposito una domanda cruciale: queste torte si possono definire come “opere d’arte”? A costo di rischiare di finire nel linguaggio dei giudizi di valore, dico di no.

Un'opera del Bauhaus ed una Dada - Arte e Design
Un’opera del Bauhaus ed una Dada

Dico così perché, nonostante l’intreccio moderno tra Belle Arti e Arti applicate, vi è una sostanziale differenza tra i due famigerati campi di gioco. Innanzitutto il Design è disegno industriale per definizione, che è finalizzato in ogni caso a rendere piacevole per i sensi un oggetto prodotto meccanicamente e rivenduto in serie. Pertanto preleva le qualità decorative dell’Arte; però, come la Storia ci insegna, quest’ultima non ha l’aspetto decorativo tra i propri obiettivi principali. Infatti soprattutto nel contesto moderno e contemporaneo, l’Arte si è mostrata per ciò che è essenzialmente: la messa in opera della verità, senza alcuna utilità alla base.  Non a caso l’evoluzione della creatività si è spostata poi verso l’anti-decorativo ed il concettuale, come accaduto con l’anarchia metodica del Dada. Dada che peraltro prendeva oggetti industriali proprio per ironizzare sulla massificazione dell’Arte stessa ed offrire semplicemente spazi di riflessione sull’essere e l’ente.

Filippo Villani per MIfacciodiCultura                   

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