Fedez e la social biography nata insieme ai fan

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Fedez e la social biography nata insieme ai fan

Ogni volta che sentiamo nominare Fedez, siamo subito pronti a collegamenti istantanei con il settore musicale, social, politico, pubblicitario. Ma questa volta dobbiamo invece recarci nel campo editoriale, per non dire social-librario. E infatti, con Fedez è arrivata in Italia la prima social biography, ovvero un’innovativa idea che unisce l’annoso genere letterario della biografia e il moderno e sempre fluido contesto dei social.

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FAQ – A domanda rispondo, il libro di Fedez dal 21 giugno in libreria

Il libro, già disponibile nelle librerie edito da Mondadori, riporta il titolo FAQ – A domanda rispondo, ed è un rimando alla modalità propria con cui ha avuto origine questa iniziativa.

Che Fedez abbracci la filosofia delle startup è noto e risaputo a tutti noi; il suo essere alternativo e anticonformista non può che guardare all’emergere di nuove potenzialità tra i giovani e al ricambio di talenti nel mondo della discografia (e non solo). E questa volta Fedez si è servito della piattaforma social-editoriale eFanswer che permettere e garantisce agli utenti un’interazione con le star, riservando in tal modo uno spazio in cui poter porre domande dirette a propria discrezione. I quesiti diretti a Fedez sono stati circa 10mila, e una gran parte di questi ha trovato luogo e risposta tra le pagine della neonata biografia social.

Un libro dunque che «nasce dal basso», afferma Fedez, «insieme ai miei fan».

Già solo la firma Fedez potrebbe garantire il successo dell’iniziativa, ma sarebbe interessante anche osservare su un piano editoriale cosa rappresenti in definitiva FAQ – A domanda rispondo. Di primo impatto verrebbe da dire: che fine ha fatto il ruolo autoriale? Chi è l’autore? Siamo soliti collegare un titolo di un libro alla mano che ha inverato il pensiero di una mente, il classico genio letterario che inchiostra il proprio talento. Ma qui siamo al di fuori della letteratura tradizionalmente intesa. Questo esperimento editoriale potrebbe essere semplicemente una concretizzazione di una chiacchierata collettiva tra un personaggio famoso e i suoi innumerevoli ammiratori. Perché, come ha dichiarato Fedez: «Non sono uno scrittore. Per questo ho sempre detto ‘no’ a chi mi proponeva di fare un libro». Ecco allora che la risposta al quesito autoriale è giunta dalle stesse parole del rapper milanese. Non esiste un autore, ma esistono migliaia di autori, i fan, coloro che con le proprie domande hanno permesso la realizzazione del testo.

Fedez
Fedez

Non che siano nuove le notizie di scritti prodotti dalla collaborazione di più mani, ovviamente, ma al di là della saggistica o di imprese editoriali imponenti, ammettiamo che la questione, in tal sede, raggiunge l’inverosimile.

La figura tradizionale dell’editoria che risponde ai dettami delle linee del proprio catalogo è ormai in una continua fase di progressivo indebolimento e spegnimento. Tutti noi siamo al giorno d’oggi potenziali lettori, e proprio per questo motivo le librerie si riempiono sempre più di volumi siglati da opinionisti, blogger, youtubers, showman, persone del mondo dello spettacolo, coloro che, insomma, non avrebbero altrimenti diretto collegamento con il mondo dell’editoria libraria. Siamo tutti potenziali lettori nel senso che anche chi non apprezzerebbe la classicità letteraria, o la specialistica letteratura moderna e contemporanea, può trovare comunque un prodotto che soddisfi la propria curiosità e il proprio interesse. La verità, forse triste forse moderna, è che siamo tutti curiosi, tremendamente voraci e avidi di un avvicinamento verso un idolo che i media ci offrono costantemente. Perché loro, i media, così come i social, lo sanno: sanno che troveranno sempre gli affamati che fanno al caso loro. Avvertiamo quel fagocitante bisogno di scavare nelle vite di persone il cui quotidiano è a noi così irraggiungibile, ammaliante e, chissà perché, stregante.

Il ruolo del canale editoriale, alla fine, è quello di mediare tra chi scrive e produce il libro, da una parte, e chi lo dovrà acquistare o leggere, dall’altra (funzioni che non coincidono sempre). Nel caso fedeziano, la casa editrice Mondadori ha pienamente adempiuto al suo ruolo di garante di un’esistenza pubblica per qualcosa che altrimenti non avrebbe raggiunto un pubblico di fan sempre attenti agli spostamenti del rapper-fenomeno mediatico. Una logica, dunque, tutta imprenditoriale e commerciale.

Fedez alla presentazione del libro presso il Teatro Elfo Puccini di Milano
Fedez alla presentazione del libro presso il Teatro Elfo Puccini di Milano

Ma l’editoria – benché ciò incontri sempre il rammarico dei più conservatori – è un’industria ormai da troppo tempo, e i nostalgici avranno già dovuto fare i conti con i moderni cambiamenti da anni. Quindi, alla fine, siamo allora giunti in presenza solo dell’ennesimo esempio di una trasversalità della produzione libraria, che accoglie esperienze da ambiti culturali – e non, dato che i social non rientrano in tale categoria – differenti.

Dobbiamo abituarci sempre più a guardare al mondo editoriale come una fucina di innovazioni incalzanti che hanno bisogno di occhi moderni e criticamente malleabili, aperti e non racchiusi entro i canonici stilemi della letteratura precedente agli anni Ottanta: è, questo, un atteggiamento rassegnato, remissivo e tollerante o semplicemente all’avanguardia?

Sabrina Pessina per MIfacciodiCultura

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