Katia Dilella: segni liberi del pensiero o silenziosi voli pindarici nel cielo?

0 807

Katia Dilella: segni liberi del pensiero o silenziosi voli pindarici nel cielo?

20160608_203805Katia Dilella è una giovane pittrice milanese molto interessante e di grande talento. Ciò che più affascina delle sue opere è la voluta assenza dell’elemento umano in ambienti abbandonati a se stessi, dove il colore è l’unica traccia di emozione e quindi di vita.

Opere inedite, espressioni di una nuova ricerca poetica sono visibili sino al 8 luglio presso la piccola e preziosa galleria milanese Gli eroici furori, diretta dalla brillante Silvia Agliotti. Nella mostra Segni e Racconti tele bianche con poche macchie di colore timidamente coprono le pareti. Nessun presenza umana o traccia metropolitana, ma visioni atmosferiche che si addensano e si distendono creando ombre o varchi, con voluta casualità. Sono grovigli di lettere, una scrittura scomposta che come note musicali o granelli di sabbia vagano nell’aria senza sosta.

La bellezza di queste opere, come di tutte quelle precedenti di Katia Dilella, è in tutto ciò che rievocano nella nostra mente. Sono pensieri che si allontanano dal quotidiano e vagano nel cielo, portati via da lettere l’una accanto all’altra. Liberamente questi fragili segni conquistano il loro spazio, come un turbine di pensieri così l’alfabeto si muove sul fondo bianco, trovando energia nelle meditate macchie di colore.

La mostra ci impone una riflessione sugli esiti anche inattesi che il percorso artistico di ognuno può avere. Inoltre è evidente che si riesce a conquistare un proprio autonomo linguaggio non solo attraverso il talento, è la ricerca e la continua espressione di se stessi a spingerci verso nuove mete. Di certo nel 2009, nelle opere esposte durante la mostra Tracce urbane, non vi era alcun presagio del nuovo codice espressivo elaborato in questi mesi!

Katia DilellaTrovo la bellezza e l’importanza di queste opere non nelle lettere caotiche su tela, già viste e proposte da altri, ma nella delicatezza con la quale l’artista le dispone piccolissime e fragili, come minuscoli corpi celesti. Nel dittico La città nuda intravediamo un luogo lontano e il colore rimanda ai riferimenti cromatici delle mappe geografiche, diversa emozione attraversa i segni  di Incontro dove la macchia di colore rosso in alto è il focus di tutta la tela, come il cuore da cui parte e ritorna la spinta interiore che muove ogni nostro pensiero.

C’è Apollinaire e Tzara ma ci siamo anche noi in questa mostra: l’esigenza di non gridare, di sussurrare parole senza senso eppur piene di significato. I segni che abbiamo imparato a decodificare vengono da Dilella volutamente sollevati da ogni  peso, sono voce del silenzio. Sono essenza, verità e conquista di un equilibrio a cui tendere, come un soffio di vento, uccelli in volo o nuvole vaganti che ci portano lontano dalla caotica vita quotidiana.

Anche in questa occasione un’illustrazione della pittrice è stata pubblicata e arricchita da poetiche parole della gallerista Silvia Agliotti, pubblicate in limited edition dalle Edizioni del Pulcino Elefante.

La più emozionante è l’opera Sacro e Profano, il vero protagonista è l’azzurro che travolto dalle lettere si anima, allude ad un movimento lento e inarrestabile che sembra invadere la candida superficie della tela. L’uomo è assente perché superato dalla forza più grande, segretamente racchiusa in  ciò che muove, spinge e conquista lo spazio: il pensiero libero che ci permette di superare ogni limite.

Felicia Guida per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.