Michael Putland fotografa David Bowie: gli scatti in mostra a Mantova

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Michael Putland fotografa David Bowie: gli scatti in mostra a Mantova

David BowiePoco è passato da quel 10 gennaio in cui David Bowie ci ha lasciati e le manifestazioni in suo ricordo non si sono lasciate attendere in ogni parte del globo. Ovviamente anche l’Italia ha partecipato a questo cordoglio collettivo e tra le tante iniziative, anche Mantova, Capitale della Cultura 2016, ha voluto ricordare il musicista britannico. Fino al 17 luglio infatti si terrà presso il Mantova Outlet Village David Bowie. Il mito da Ziggy Stardust a Let’s Dance, mostra fotografica realizzata alla galleria ONO Arte di Bologna, decisamente molto attiva e attenta alle tendenze.

Esposte nel capoluogo lombardo ci saranno le fotografie del Duca Bianco realizzate da Michael Putland con il conseguente lavoro grafico di Terry Pastor che raccontano la gloriosa carriera del cantante. Gli scatti visibili saranno una trentina, in vari formati, e saranno suddivisi in quattro sezioni: nella prima troviamo le fotografie scattate ad Haddon Hall, residenza di Bowie, nel 1972, poco prima dell’uscita The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars e quindi della travolgente fama mondiale; nella seconda sezione vediamo immagini risalenti al 1976, al tour europeo del disco Station to Station appena uscito, che anticipa la cosiddetta Trilogia di Berlino, e durante il quale nascerà il personaggio The White Duke; si passa dunque alla terza parte della mostra dove veniamo catapultati negli anni ’80, quando uscì Let’s Dance e David Bowie si confermò artista davvero poliedrico; infine l’ultima sezione, che racconta il 1992 e più precisamente il concerto-tributo a Freddie Mercury allo stadio londinese di Wembley, ovvero un evento commovente durante il quale moltissimi artisti hanno reso omaggio all’intramontabile voce dei Queen.

Hy8JfJMz_land_main_image_-main- (1)David Bowie era un artista completo, sfaccettato, enigmatico, sfuggente ma estremamente affascinante: quale il vero Bowie? Quale dei suoi personaggi lo rappresentava di più? Quale invece ha colpito di più il pubblico? Non solo musicista ma anche esteta, ecco perché Bowie è considerabile un creativo a 360 gradi, un artista davvero eclettico che non lasciò nulla al caso e riuscì ad esprimersi attraverso diversi linguaggi.

Gli organizzatori di David Bowie. Il mito da Ziggy Stardust a Let’s Dance hanno spiegato:

Bowie è stato l’artista che ha saputo rivoluzionare il mondo della musica e dell’arte in generale. L’intuizione dell’importanza estetica di Bowie ha trovato riscontro già nel 2013, quando il Victoria & Albert Museum di Londra, gli ha dedicato la mostra David Bowie is, che approderà in Italia a luglio 2016.

Quest’ultima mostra citata verrà inaugurata il prossimo 14 luglio presso il Mambo di Bologna in concomitanza della settimana interamente dedicata a Bowie durante la quale per la città si terranno iniziative e tributi al cantante.

L’obiettivo di questa mostra fotografica è  quello di provare a spiegare il carisma di David Bowie, al di là del talento musicale ed artistico: egli fu camaleontico ma anche magnetico, attirò a sé le attenzioni, anche giocando sull’alone di ambiguità che lo circondava, facendo impazzire milioni di fan affascinati e sempre più incuriositi dal suo sperimentare.

image (1)Viene spontaneo domandarsi chi oggi è tanto audace e trasgressivo quanto lo fu Bowie. Chi oggi osa essere così sperimentale con la musica e l’estetica pur raggiungendo un foltissimo pubblico? Ma soprattutto oggi le case discografiche sosterrebbero e promuoverebbero un progetto musicale non “immediato”? Rischierebbero?

Molto probabilmente no: la risposta ce la danno i dischi più venduti del periodo. Ormai il ciclo musicale è molto semplice: qualcuno crea qualcosa di nuovo nell’underground / sottobosco musicale, piace a un sempre maggior numero di persone e si diffonde, arriva la major che impacchetta il tutto e lo propone al grande pubblico. Le grandi case discografiche ormai si limitano a cavalcare l’onda assicurandosi così sufficienti introiti, di certo non propongono esse stesse progetti nuovi, anche non obbligatoriamente sperimentali o di nicchia, semplicemente innovativi. Troppo faticoso, dispendioso e senza nessuna garanzia di ritorno economico: oggi forse David Bowie non troverebbe spazio nelle classifiche probabilmente, non tanto per gusto del pubblico ma per scelta discografica.

Tutto questo è un motivo in più per continuare ad ascoltare e a fare propria la musica di Bowie, a ricordare questa icona dell’arte contemporanea che ha fatto del suo personaggio una vera e propria opera,  per perseverare nel considerate David Bowie un genio e un camaleonte, che purtroppo oggi solo attraverso le fotografie possiamo osservare.

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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