Il dialetto milanese rivive nella poesia di Carlo Porta

0 1.530

Il dialetto milanese rivive nella poesia di Carlo Porta

Statua di Carlo Porta, a Milano (1)
Statua di Carlo Porta, a Milano

Nel 1815 a Milano un uomo di quarant’anni si accinge a scrivere il suo testamento letterario, raccogliendo in un quadernetto tutte le sue poesie e indirizzandolo al figlio Giuseppe. Si tratta di Carlo Porta, considerato oggi il maggior poeta milanese di sempre.

Milano è un perno centrale attorno al quale ruota la vita e la produzione artistica di questo insolito scrittore. Di origini meneghine, è lì che nasce il 15 giugno 1775 ed è lì che muore il 5 gennaio 1821, a soli quarantacinque anni di età per un attacco di gotta. Anche gli studi, dopo un iniziale periodo a Monza, si svolgono a Milano, presso il Seminario. L’ambiente religioso garantisce a Carlo Porta un buon livello di istruzione, ma d’altro canto instilla in lui un forte sentimento anticlericale che emerge spesso dalle sue poesie.

Carlo Porta si trova a vivere uno dei periodi più significativi e turbolenti del capoluogo lombardo, che tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento passa da una dominazione straniera all’altra, trovando brevi parentesi di autonomia solo nei famosi mesi rivoluzionari del ’48.

Nel maggio 1796 con l’arrivo di Napoleone, impegnato nella campagna d’Italia, Milano passa sotto la dominazione francese e vi resterà fino alla sua caduta. Sono anni di forte attivismo culturale e di relativo liberalismo, ma la famiglia Porta li trascorre a Venezia, essendo il padre un convinto sostenitore del regime asburgico.

Tornato a Milano, trova un impiego nella pubblica amministrazione presso l’Ufficio del debito pubblico, a cui lavorerà per tutta la vita. Tuttavia la vera attività lavorativa di Carlo Porta è quella di poeta e scrittore teatrale, sue grandi passioni che lo accompagnano costantemente nel corso degli anni.

Si accosta al teatro come attore dilettante, recitando presso il Teatro Patriottico di Milano, e nonostante il lavoro da impiegato inizia a frequentare gli ambienti intellettuali dell’epoca, stringendo amicizia con i maggiori protagonisti della scena artistica milanese: Foscolo, Manzoni, Visconti, Grossi, Berchet e Stendhal.

Poesie scelte di Carlo Porta e Tommaso Grossi (1)Quando nel 1815 con il Congresso di Vienna viene deciso il ritorno degli austriaci, su Milano cala un nuovo clima di controllo e un ritorno alla tradizione. Questo comporta anche una minor libertà di espressione per gli intellettuali, come notiamo dall’episodio che coinvolge Porta e l’amico Tommaso Grossi nel 1817: accusati di aver scritto La Prineide, una feroce satira contro il politico Giuseppe Prina (ucciso durante un linciaggio), i due vengono minacciati di arresto dalla polizia austriaca e sospendono per un periodo qualsiasi produzione poetica.

La peculiarità delle poesie di Carlo Porta è il fatto di essere state composte in dialetto milanese, impresa non facile se si considera l’alto e raffinato livello raggiunto. Fin dal 1804 i suoi versi godevano di buona popolarità in città, ma è soprattutto dal 1812 che comincia la grande stagione della poesia portiana, con Desgrazzi de Giovannin Bongee.

Tra i suoi versi più celebri, la traduzione dell’enigmatico verso preso dall’inizio del VII canto dell’Inferno dantesco Pape Satàn, pape Satàn aleppe, che nella versione milanese della Divina Commedia di Porta suona come una filastrocca per bambini: Ara, bell’ara, discesa cornara.

E daj cont sto chez-nous: ma sanguanon!

E daj cont sto chez-nous: ma sanguanon!
Subet ch’el gh’ha sta gran cuccagna in Franza,
ghe va tant a andà foeura di cojon
e a tornà a cà a godella sta bordanza?

In quant a nun, s’el ne usa st’attenzion
in contrassegn de grata redondanza
el scassem subet giò del tabellon
di balloss e di porch senza creanza.

Anzi, ch’el varda, vuj ch’el preghem fina
de no fà olter quand el riva a cà
che parlà maa de nun sira e mattina.

Inscí almanch podaravem lusingass
che paricc finalment, dandegh a trà,
barattassen el sit d’andà a seccass.

Alessia Sanzogni per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.