Come il Surrealismo vedrebbe la contemporaneità? Ce lo spiega Igor Morski

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Come il Surrealismo vedrebbe la contemporaneità? Ce lo spiega Igor Morski

Come il Surrealismo vedrebbe la contemporaneità? Ce lo spiega Igor Morski Seppure non nato intenzionalmente, l’accostamento tra le opere dell’artista polacco Igor Morski e il Surrealismo che ben conosciamo nasce spontaneo.

Già, perché l’illustratore, evidentemente  influenzato da artisti come Dalí e Magritte, elabora attraverso la grafica digitale immagini tra lo spaventoso e l’onirico che esasperano e analizzano la società contemporanea, fornendone un quadro tanto crudo quanto veritiero.

Smartphone che attaccano il viso di chi li sta utilizzando come fossero delle terribili e letali tarantole, un groviglio di strade a forma di cervello umano, un bambino intrappolato in una gabbia a forma di adulto. La dipendenza dai cellulari che ci si rivolta contro, la continua e selvaggia costruzione di strade senza una logica, la distruzione o l’occultamento della nostra parte rimasta legata all’infanzia e quindi in un certo senso a innocenza e leggerezza, sono solo alcuni dei temi che Morski ha interpretato nelle sue opere, dove è sempre molto forte le componente del sogno.

Il mio surrealismo è apparso un po’ per caso: il semplice fatto di rappresentare tutto sottosopra mi ha reso un surrealista!

È comprensibile che un artista non gioisca all’idea di essere paragonato a qualcosa che è già esistito e che già magari si è esaurito, cercando invece, per esigenza ed istinto, di essere unico e nuovo, eppure l’influenza dei pittori più noti della corrente surreale è palese oltre che ben riuscita.

Come il Surrealismo vedrebbe la contemporaneità? Ce lo spiega Igor MorskiIgor Morski grazie ad elementi fantastici è assurdi, ci restituisce il quadro di una società consumista e inquinatrice, figlia del denaro e degli oggetti che produce. Elementi più che del sogno, dell’incubo ci comunicano in maniera diretta un messaggio terribile che invita alla riflessione. Oltre all’ossessione per i soldi e al maltrattamento del pianeta, vediamo anche raccontate le psicosi dell’uomo moderno, la sua difficoltà a trovare un equilibrio in una società sempre più respingente ed individualista.

Un quadro più realistico, un’opera totalmente concettuale, un film più o meno sperimentale sarebbero stati in grado di comunicare in maniera così diretta lo straniamento e l’egoismo contemporanei? Probabilmente no, magari ci si sarebbe persi nel comprendere il perché di certe scelte stilistiche oscure, oppure si sarebbe bollato il film come “noioso” e “pesante”, senza magari arrivarne alla fine. Invece un uomo seduto al tavolo ha mangia denaro è evocativo quanto basta per mettere in discussione il nostro pensiero e il nostro comportamento.

Quando l’ultimo albero sarà stato abbattuto, l’ultimo fiume avvelenato, l’ultimo pesce pescato, vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.

Come il Surrealismo vedrebbe la contemporaneità? Ce lo spiega Igor MorskiDiceva il saggio capo indiano e l’ambiente è uno dei temi cari a Morski, che a più riprese rappresenta la natura come essenza di tutte le cose.

Insomma, passano i secoli e le “cattive abitudini”, se così si possono definire, sembrano non passare all’uomo occidentale, perciò che qualcosa ricordi che non si vive di solo denaro, che la natura è fondamentale per la nostra vita e che forse il disagio psicologico di molte persone è dovuto a una società incapace di comprendere, non può che essere lodevole oltre che necessario.

Poco importa che si ispiri a Dalí e ad altri artisti geniali del surrealismo, l’importante è che il messaggio arrivi forte e chiaro, ed è proprio ciò che Igor Morski è riuscito a fare.

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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