“Sketch”, coloratissima mostra alla Pisacane Arte

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Sketch,  coloratissima mostra alla Pisacane Arte

Alla Galleria Pisacane Arte di Milano è appena stata inaugurata una mostra coloratissima e allegra che porta i colori dell’estate in una città solo dall’apparenza grigia e fredda.

Leonard Combier
Leonard Combier

L’esposizione, dall’emblematico titolo Sketch, schizzo, presenta tre artisti con storie molto diverse alle spalle, ma che sono accomunati dalla stessa passione per le nuove forme espressive.
In un panorama artistico che non sempre riesce a raggiungere il pubblico e che spesso mette la comunicazione in secondo piano fa piacere fare l’incontro con opere d’arte che, anche se in modi diversi, hanno come centro proprio l’interazione con gli spettatori.

Léonard Combier, giovane pittore e illustratore parigino, espone tele popolate da una infinità di piccoli dettagli che si incrociano e sovrappongono tra loro in modo da creare labirinti dalle cromie accese e gioiose. Vedo in queste opere una forte componente riconducibile a motivi pre colombiani in cui arte e decorazione non avevano una vera distinzione, lo spettatore è invogliato ad entrare in questi intricati intrecci e scoprire passo dopo passo gli infiniti personaggi che li popolano.
I volti che si vengono a creare dalla somma dei mille dettagli ricordano maschere tribali e allo stesso tempo quella street art colorata e confusionaria che invade molte pareti.
La stessa tecnica di Léonard Combier è estremamente contemporanea siccome all’uso dell’acrilico abbina quello dell’uni posca che gli permette di realizzare le sue oniriche composizioni!

Stessa componente di allegria e coinvolgimento caratterizza le opere di Iabo, artista partenopeo classe 1980 che ha iniziato come writer per poi approdare dopo un tradizionale percorso accademico ad opere che si dividono tra il mondo della street art, della pubblicità e dell’icona artistica senza tempo. Le sue particolari tele aggettanti di almeno 15 centimetri dalla parete sono effigiate con volti di profilo stilizzati che strizzano l’occhio alla pop art di Andy Warhol e alle formulazioni di questa corrente più contemporanee.

Fondamentale la scelta dei titoli e la necessaria ironia dei fruitori. Divertenti giochi di parole connettono impensabili personaggi della storia dell’arte e della nostra vita quotidiana in modo spiritoso e a tratti critico.

Nabo
Nabo

Un esempio, Homer Simpson con davanti alla bocca il logo della Brillo e Andy Warhol abbinato al simbolo della Duff che significato può avere? Non era mica il contrario? Dipende tutto dall’accezione che dai alla parola brillo!

Ultimo e più giovane tra gli artisti in mostra è Nabo, studente dell’Accademia di Belle Arti di Brera immerso in una ricerca per un’arte più libera che dialoga con la street arte e con la poetica del riuso. Il lato selvaggio, folle e per questo gioioso della vita viene riproposto nell’ambiente urbano con disegni di fiori tropicali e di animali come orsi, scimpanzé e pellicani. Il tratto fluido e libero fa pensare a disegni veloci e un po’ abbozzati, ma non per questo meno dettagliati. Interessante vedere come l’approccio cambi in base al supporto che può essere tanto la portiera di una vecchia auto quanto una tela, in entrambi i casi quello che ne emerge è il confronto con la ruvidità delle superfici della città ricreate con l’utilizzo del gesso acrilico.

La mostra durerà fino al 30 giugno e se le vacanze sono ancora lontane e vi serve un po’ di allegria per sopportare la calura cittadina, allora questa esposizione è l’ideale.

Elisa Pizzamiglio per MIfacciodiCultura

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