Lezioni d’Arte – Egon Schiele, la forma come voce dell’interiorità

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Lezioni d’Arte – Egon Schiele, la forma come voce dell’interiorità

Fu la passione a rapire le anime di questi due individui: una volta congelata la razionalità, l’istinto aveva raggiunto e coinvolto ogni singolo momento. L’attimo era infinito, come la sensazione che i due amanti provavano, l’uno accanto all’altro, uniti dall’armonia amorosa.

Egon Schiele (Tulln an der Donau, 12 giugno 1890Vienna, 31 ottobre 1918) pittore austriaco fra i protagonisti del Secessionismo Viennese prima e del panorama espressionista poi, attraverso la forza della pittura ci immerge e ci comunica la forza dei sentimenti che l’essere umano prova nelle situazioni della vita. L’opera intitolata L’abbraccio, datata 1917 e conservata presso l’Oesterreichische Gallerie di Vienna, ne è la prova.

Due innamorati si abbracciano e Schiele unisce i due volti dell’eros: nella composizione la più alta forma del sentimento è unita alla carnalità passionale. I due protagonisti dell’opera, distesi a terra, si stringono quasi unendosi, come a comporre un unica figura. L’uomo, di spalle, cinge a sé la donna e salta agli occhi l’irruenza racchiusa nel gesto dell’unione, il quale sottolinea e pone in risalto la forza dello spirito amoroso. La donna si abbandona e accarezzando il volto dell’uomo, rimarca la piena unità.
L’azione è esente da ogni comodità e in una semplice coperta di colore bianco distesa per terra risiede il loro nido d’amore.

Il pittore ci conduce attraverso la sua singolare visione dell’eros, gli strumenti di comunicazione sono le forme e il colore, la pittura di Schiele si rifugia nella tendenza espressionista. Le nudità raccontano la sfera intima dell’artista, i corpi realizzati da linee ondulate e marcate raccontano la conflittualità interiore nell’animo del pittore.
Di primo impatto potremmo definire l’opera un inno all’amore carnale, ma osservando attentamente noteremo la drammaticità che lega ed unisce i due soggetti del quadro.

Egon Schiele nel ’17 ha già superato l’influenza di Gustav Klimt e alla preziosità regale ha preferito un disegno veloce e forte, spregevole e provocante: l’osservatore non potrà mai ignorare il tono malinconico e teso presente nelle sue opere.
Altro aspetto fondamentale è quello del colore, infatti le tinte nell’opera L’abbraccio, ma anche negli altri quadri di Schiele, risultano contrastanti, il bianco della coperta pone in risalto i due nudi, per i quali l’artista usa delle tinte più scure; anche la tonalità del colore è il filtro della sua parte nascosta.

L’abbraccio è una vera e propria allegoria: il pittore si è servito dell’atto erotico per narrare la conflittualità interiore. Schiele attraverso l’uomo, la sua spontaneità e la sua veridicità veicola il suo messaggio: ecco perché la scelta della nudità e dell’abbraccio, diretti e istintuali.

Egon Schiele ci ricorda il peso dell’allontanamento e il senso di nostalgia: il primo accenno della mancanza ci tormenta e in quegli istanti di conflittualità pensiamo solo al non volerci staccare mai.

Domenico Ble per MIfacciodiCultura

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