Salute e Cultura: il potere curativo dell’arte

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Le abitudini alimentari, il fumo, i cibi spazzatura, l’inquinamento, lo stress, il patrimonio genetico, il livello di reddito, l’ambiente in cui viviamo: questi sono solo alcuni dei molteplici fattori che influenzano il nostro tenore di vita e la nostra salute, fisica e mentale, nel suo complesso.

Ma se vi dicessero che un ruolo centrale lo svolgono anche la cultura e l’arte, ci credereste?

Recenti studi scientifici hanno dimostrato esattamente questo: l’arte influenza la nostra salute più di quanto immaginiamo, ovviamente in positivo.
L’esperimento si è svolto in Piemonte, nel Santuario di Vicoforte, famoso per possedere la cupola ellittica più grande al mondo, ed è stato diretto dal professor Enzo Grossi, che da anni studia le particolari relazioni che si vanno ad instaurare tra cultura e salute. Prima e dopo la visita al Santuario è stato prelevato un campione di saliva a un centinaio di volontari e sono stati poi confrontati i livelli di cortisolo (o ormone dello stress), risultati nettamente inferiori dopo la visita alla cupola.

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Cupola del Santuario di Vicoforte

L’arte, quindi, ha una valenza anche terapeutica, in modo diverso a seconda delle forme in cui la consideriamo. Da un lato il grande mondo della pittura e delle immagini (fotografie, stampe, ritratti e molto altro), che sembrano contribuire notevolmente alla creazione di un ambiente favorevole alla guarigione. Dall’altro l’universo della musica, da cui negli ultimi decenni si è sviluppata la cosiddetta musicoterapia: in realtà le sue origini sono molto antiche, ma è solo nell’Ottocento che nasce il concetto di musicoterapia a livello scientifico.

Un ruolo chiave sembra poi essere svolto dalla natura e dai paesaggi naturali, sia che vengano riprodotti attraverso il mezzo artistico sia che facciano fisicamente da cornice a case di cura e di guarigione. Tra i vari benefici riscontrati, gli studi attuali si stanno concentrando sul parametro che potremmo chiamare “della fiducia o speranza nella guarigione”. I pazienti circondati da un ambiente armonioso e colorato, ad esempio, acquisirebbero una maggior fiducia in se stessi e nelle loro possibilità di guarigione, rispetto a coloro che si trovano nel classico ambiente ospedaliero freddo e asettico.

Partendo da questo presupposto e dal famoso “prevenire è meglio che curare“, sarebbe interessante che ognuno di noi si fermasse per un attimo a riflettere. Quali sono gli ambienti in cui passiamo più tempo? E soprattutto come sono strutturati? La maggior parte di noi vive a ritmi sempre più frenetici, imposti da una realtà in cui la velocità è diventata una costante e in cui ci viene richiesto di riuscire a fare sempre più cose in sempre minor tempo. Spesso quella che respiriamo non è aria, ma stress misto a rabbia, ansia e frustrazione, con una buona dose di stanchezza.

L’idea potrebbe essere quella di trovare un piccolo spazio quotidiano in cui ricreare un habitat di pace e tranquillità. Non pensate alla villa con piscina e maggiordomo che tutti sognano di avere, restiamo con i piedi per terra senza creare inutili utopie. Sarebbe sufficiente un’ora al giorno da dedicare pienamente a se stessi e a qualcosa che davvero ci appassiona, in un ambiente sano e stimolante. Leggere un libro, fare una passeggiata, visitare una mostra: a volte piccole abitudini di questo tipo possono fare molto, sia per noi che per la nostra salute. Provare per credere.

Alessia Sanzogni per MIfacciodiCultura

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