Paola Barocchi: la passione per l’arte sino all’ultimo respiro

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Paola Barocchi: la passione per l’arte sino all’ultimo respiro

Paola Barocchi (2 aprile 1927 – 24 maggio 2016) è stata la storica dell’arte italiana più influente del secolo scorso.

SCRITTI-DARTE-DEL-CINQUECENTO-2-Vol-a-cura-di-Paola-Barocchi-Einaudi-1979-331845270778-500x710A lei dobbiamo gran parte di ciò che sappiamo oggi su Michelangelo e Vasari. Donna mite eppur acuta per intelligenza, intuito e umanità. Ha amato la ricerca storica, lo studio, la condivisione del sapere e l’entusiasmo per la ricostruzione meticolosa del passato, sino all’ultimo respiro.

Quando ho saputo della sua scomparsa mi è sembrato di veder volar via pagine bianche nel cielo e con esse tutte le parole che avrebbe ancora voluto scrivere.

Fiorentina, dalla sua casa sul lungarno Guicciardini vedeva Ponte Vecchio e Santa Trinità. I suoi capelli d’argento raccolti, rughe sul viso armonioso, occhi pieni di luce e mani non ancora stanche di sfogliare carteggi, prender nota di luoghi e opere, archiviare. Durante la Seconda Guerra Mondiale i tedeschi le spezzarono il cuore, mettendo a ferro e fuoco la magnifica Firenze, ma da quelle ceneri nacquero fiori magnifici. Tra i più belli c’è di sicuro quello della forte passione per Paola Barocchi di svelare al mondo tutta la grandezza del Rinascimento e del Manierismo.

Assurdo immaginarla come una donna chiusa in un archivio polveroso, basti ricordare che dal 1978 lei aveva capito l’importanza dell’informatica come strumento per rendere accessibile a tutti la conoscenza storica e artista. Proprio per l’impegno con cui ha promosso e supportato l’applicazione della tecnologia allo studio e alla conoscenza della storia dell’arte, nel 1991 ricevette il Premio Feltrinelli dell’Accademia dei Lincei.

IMG20160525181626860_900_700La sua vita ci fa riflettere sul ruolo delle donne nelle istituzioni italiane, lei docente alla Scuola Normale di Pisa si è sempre dimostrata attenta ai cambiamenti sociali ed economici del nostro Paese. Senza alcuna vanità, presunzione o voce grossa preferì che di lei parlasse il suo lavoro.  Tutto ciò che lei ricercava aveva come fine lo svelamento della realtà, documentata e ricostruita con metodo analitico e critico. Si interessò tanto anche all’Ottocento, secolo invece dimenticato dalla storia dell’arte contemporanea.

In quel corpo ottantenne, l’eleganza e  la discrezione  la rendevano incredibilmente affascinante. Trapelava da ogni suo gesto, sorriso, sguardo la sua grandezza. Percepivi che il suo sguardo scrutava nel profondo la realtà, eppure non sentivi il minimo timore pensando al  giudizio che ne potesse derivare. Per noi donne che amiamo la ricerca, resta Paola Barocchi il modello tra i più alti a cui ispirarsi, poca polemica,  molto studio e tanta fatica. Il grande insegnamento che ci lascia è che la storia –  quella vera che ci insegna dove andremo –  è scritta dagli uomini e dalle donne che in primis cercano,  leggono, ascoltano e osservano al contempo il passato e il presente.

Felicia Guida per MIfacciodicultura

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