La rivoluzione di Aldo Manuzio celebrata a Venezia

0 1.589

La rivoluzione di Aldo Manuzio celebrata a Venezia

Aldo ManuzioNel 1553 avviene una rivoluzione. Non politica, non sociale, ma della comunicazione. Aldo Manuzio inventa la stampa a caratteri mobili, rivoluzionando il modo di stampare e concepire il libro. Venezia, sua città, lo celebra nella mostra a cura di Guido Beltramini, Davide Gasparotto e Giulio Manieri Elia. Le Gallerie dell’Accademia ospiteranno fino al 19 giugno il percorso espositivo che vedrà in mostra alcune tra le maggiori opere che hanno rivoluzionato il modo dell’editoria.

Non si tratta solo di una raccolta di settore. Come lo stesso titolo lascia intuire, Aldo Manuzio: il Rinascimento a Venezia, la mostra spiega come la modifica di un processo tecnico abbia influenzato non solo un settore ma l’intera cultura del tempo. E quale modo migliore per celebrare la sua arte se non tramite l’esposizione del prezioso testo dell’Hypnerotomachia Poliphili? Esempio, questo, del cambiamento artistico avvenuto grazie alla nuova possibilità di imprimere disegni contemporaneamente al testo.

Se prima, infatti, ogni edizione illustrata necessitava di grande abilità nella composizione, limitando molto il lavoro artistico degli incisori, con l’avvento della stampa tutto questo cambia. Così artisti quali Dürer si cimentano in opere editoriali dalla grande difficoltà e minuziosità incisoria. Con lui Bellini, Cima da Conegliano, Tiziano, Giorgione, tutti influenzati da quella rivoluzione umanistica che la stampa aveva apportato.

image2
Giorgione – La Tempesta (1502/1503)

Cambiamento culturale in ogni direzione allora, è ciò che la rivoluzione di Manuzio ha portato. Dal pensiero umanista, da quel momento diffondibile tramite la rivoluzione tipografica. Quali tra i maggiori autori ne hanno giovato? Erasmo da Rotterdam, uno tra i massimi esponenti della cultura umanista, a cui è dedicata un’intera sezione della mostra, ha saputo sfruttare questo strumento per la diffusione del proprio pensiero.

Rivoluzione nelle arti, nella letteratura, nell’economia stessa della stampa, l’opera dello stampatore veneziano si presenta come un passo fondamentale per lo sviluppo della cultura del tempo, grazie alla diffusione di testi classici (da Omero a Virgiglio insieme a tutti i greci e latini) e di nuovi pensieri divulgati  a partire da quella che è stata una città “cerniera” tra oriente e occidente, come molte delle opere esposte fanno vedere.

Manuzio è allora l’esempio per poter celebrare un secolo di cultura che dalla riscoperta dei classici, resi disponibili grazie alla nuova tecnica, ha generato un flusso culturale in tutta Europa tanto da aver influenzato l’intero pensiero occidentale.

Sara Cusaro per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.