Francis Picabia: retrospettiva al Kunsthaus Zürich

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Francis Picabia: retrospettiva al Kunsthaus Zürich

Francis PicabiaSono circa 200 le opere protagoniste di questa retrospettiva dedicata a Francis Picabia (Parigi, 22 gennaio 1879 – Parigi, 30 novembre 1953) in scena al Kunsthaus Zürich di Zurigo dal 3 giugno al 23 settembre 2016.

La mostra è stata realizzata in collaborazione con il MoMA (Museum of Modern Art) di New York e del Festspiele Zürich (festival di Zurigo che uniscono arte, teatro e musica), della Fondazione Ernst Göhner e della Fondazione Truus e Gerrit van Riemsdijk.
Non è certamente un caso se oggi Zurigo ospita questa mostra dedicata a questo famoso pittore che proprio qui cento anni fa, nel 1916, insieme ad altri artisti fondò il movimento Dada.

Picabia è stato sempre un’artista molto controverso, ampiamente discusso, sfuggente e imprendibile. Non si riesce a racchiuderlo in una formula a causa dei suoi rocamboleschi cambi di stile che spaziano dal dadaismo (che abbandonò nel 1921 per alcuni dissapori interni al gruppo dadaista), al Post-Impressionismo, all’Astrattismo nonché al macchinismo di cui viene spesso indicato come l’inventore. Tuttavia Picabia ha sempre seguito queste correnti artistiche in modo acritico e personale discostandosi sempre dalle regole  e basando la sua arte su un continuo sperimentare. Un mix di stili e tecniche pittoriche che gli sono valse la fama di artista provocatorio.

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Udnie, 1913

Le opere d’arte selezionate dalla curatrice Cathérine Hug (Kunsthaus Zürich) insieme alla curatrice del MoMA di New York Anne Umland danno riscontro di tale personalità multipla. Un lavoro davvero particolare che, nonostante le mille sfaccettature dell’artista, riesce a dare un senso di continuità e di ordine.  I quadri, che sono in tutto 100, sono infatti disposti secondo un ordine cronologico che vanno dai primi anni di Picabia fino alle ultime produzioni, cercando anche di rispettare tutte le fasi alterne di interruzioni e cambio di stile della sua carriera artistica. Oltre ai quadri sono disponibili ben 100 documenti tra riviste,opere su carta ed esempi delle sue opere cinematografiche e teatrali che regalano non poche sorprese.
Picabia è stato soprattutto famoso per le sue opere dadaiste ma questa mostra va oltre. L’intento principale è quello di far saltare all’occhio tutte le diverse tecniche pittoriche: opere di impianto impressionistico, stereotipate donne spagnole, astrazioni di tipo tecnico-meccanico o ancora, nudi scandalistici (che destarono a quei tempi molto scalpore).

Ci sono infatti i collage creati tra il 1923 e il 1926 come La Femme aux allumettes (collezione privata) e Pailles et cure-dents (Kunsthaus Zürich), cui si aggiunsero i Mostri, opera di critica sociale (dal 1924), e Transparences (dal 1927), delicato nell’impianto e classicista di ispirazione. Grazie alle diverse testimonianze che la mostra offre è possibile catapultarsi in questo mix di stili e contenuti che si manifestano anche con varie tecniche sperimentali, come ad esempio  le opere realizzate con la vernice ripolin, normalmente utilizzata per le barche.
La retrospettiva comprende anche tutti i lavori del 1924 di Francis Picabia in qualità di sceneggiatore per i balletti Relâche e Ciné-sketch nonché per il film Entr’acte, in cui erano coinvolti anche René Clair, Erik Satie, Man Ray e Marcel Duchamp. Nella sua produzione degli anni Trenta e Quaranta ritroviamo invece notevoli esperimenti stilistici: le apertamente erotiche e politicamente contestate Pin-up, nate da fusioni di diversi soggetti fotografici della cultura di massa e in quanto tali possibili antesignane della pop art; e ancora, i cosiddetti punti, che rivelano l’ossessione di Picabia per la pastosità dei colori ad olio in un’estrema riduzione formale.

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Woman with a Dog, 1926

Tra i fiori all’occhiello dell’esposizione ci sono i tre Edtaonisl (ecclésiastique) di grandi dimensioni (The Art Institute of Chicago) nonché Udnie (Musée national d’art moderne, Parigi), realizzato nello stesso anno che per la prima volta arrivano a Zurigo e dopo quasi 70 anni sono nuovamente visibili in accostamento.
Ma c’è di più. Per coinvolgere meglio i fruitori della mostra sono state messe a disposizione delle audio guide multilingua ma anche delle visite guidate in tedesco, inglese e francese. Sono state organizzate diverse conferenze volte a migliorare la comprensione dei quadri esposti come ad esempio quella che il Dr. Aurélie Verdier (Parigi/Berlino) terrà sul tema dell’identità multipla nell’opera e nella carriera di Francis Picabia  , in programma per il 16 giugno.
Sarà anche pubblicato entro il mese di giugno un catalogo riccamente illustrato (368 pagine, circa 300 illustrazioni) con nuovi contributi scientifici di Cathérine Hug, che si può trovare in libreria e nello shop del Kunsthaus. Dal 20 novembre al 19 marzo 2017 la mostra si sposterà a al Museum of Modern Art di New York.

 

Erika Castorina per MIfacciodiCultura

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