Lampedusa riparte dal Museo della Fiducia e del Dialogo per il Mediterraneo

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Lampedusa riparte dal Museo della Fiducia e del Dialogo per il Mediterraneo

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Sergio Mattarella

Il 3 giugno il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Ministro Dario Franceschini hanno inaugurato la mostra di apertura di un importante nuovo museo collocato sull’isola di Lampedusa: Verso il Museo della Fiducia e del Dialogo per il Mediterraneo sarà visitabile fino ale 3 ottobre. Il nuovo museo è collocato presso il Museo Archeologico delle Pelagie, anch’esso inaugurato il 3 giugno, e la scelta di concludere la mostra il 3 ottobre non è casuale, infatti in quella data nel 2013 avvenne uno dei più gravi naufragi di sempre: a poche miglia dall’Isola dei conigli, morirono 368 migranti europei. In ricordo di queste e di tutte le altre vittime che hanno trovato la morte tra i flutti del mare in cerca di una vita migliore, l’intenzione è di intitolare il 3 ottobre la Giornata della Memoria e dell’Accoglienza. Il progetto è stato voluto e realizzato dal Comune di Lampedusa e Linosa e dal Comitato 3 ottobre, in collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali, la Regione Siciliana, la Soprintendenza di Agrigento, il Ministero della Cultura della Tunisia, l’Istituto Nazionale del Patrimonio della Tunisia e con l’Istituto Italiano di Cultura di Tunisi. Anche la RAI ha voluto dare il proprio contributo, mettendo a disposizione materiale fotografico, audio e video raccolto dai suoi inviati nei luoghi dove si consumano le migrazioni ma anche testimonianze di quei paesi dove una realtà politica insopportabile costringe intere popolazioni alla fuga, spesso andando incontro ad un destino di morte e miseria.

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Caravaggio, Amorino dormiente

Il Museo della Fiducia e del Dialogo per il Mediterraneo raccoglie opere in prestito da svariati musei europei e non (il Mucem di Marsiglia, il Museo Correr di Venezia, il Museo del Bardo di Tunisi, quest’ultimo colpito dal terrorismo da cui molti migranti scappano, il Getty Museum di Malibù), ed in particolare spicca un’opera, un capolavoro: in mostra ci sarà anche l’Amorino dormiente del Caravaggio, in prestito dagli Uffizi. Dipinto a Malta nel 1608 e conservato nel museo fiorentino dal 1967, il quadro «ritorna nel suo ambito geografico d’origine, un’isola al centro del Mediterraneo, non lontano da Lampedusa: quella Malta da dove l’artista fuggì di nuovo verso la Sicilia» ha dichiarato il direttore degli Uffizi Eike Schmidt. Un bambino dormiente che ricorda le tante giovani vittime di questa strage, dipinto da uno due massimi artisti della storia umana, profugo a Malta: un quadro che racchiude in sé tanti simboli e analogie, divenendo ancor di più spunto di riflessione, con un pensiero ad Aylan, il bambino morto sulle spiagge turche simbolo della strage del mare. Tutte le alte opere in mostra saranno legate dal filo conduttore della tragica sorte di chi scappa da guerre e scontri: l’obiettivo non è solo di ricordare le tante vittime del mare, ma è anche quello di far riflettere in un’ottica di speranza per trovare la forza di bloccare questo circolo vizioso cercando soluzioni virtuose. Utopia? Forse, ma anche i monumenti eretti a ricordo possono essere l’inizio di un cambiamento.

Museo della Fiducia e del Dialogo per il MediterraneoOltre al Caravaggio, in mostra in Verso il Museo della Fiducia e del Dialogo per il Mediterraneo ci saranno opere e reperti che vanno dalla Storia antica fino all’Arte contemporanea, quasi a voler coprire tutta la storia dell’umanità, costellata da ingiuste morti: ci sono quadri di Mario Schifano ma anche la Testa di Ade di Morgantina (in provincia di Enna), quest’ultimo sito archeologico letteralmente depredato negli anni ’70-’80, gli scatti del fotoreporter e fotogiornalista Federico Patellani e arredi religiosi, musulmani e cristiani. A chiudere l’esposizione i reperti del naufragio del 3 ottobre 2013, ripresi anche nella pluripremiata pellicola di Gianfranco Rosi Fuocoammare.

Quanti bimbi arrivano qui da soli, da ultimo la piccola di 9 mesi, Favour, ormai necessariamente italiana. Quante persone sono morte nel Mediterraneo, ma quante, la stragrande maggioranza sono state salvate dall’abnegazione dei lampedusani e dai servitori dello Stato, evitando che il nostro mare si trasformasse in un enorme cimitero? Per questo l’Italia è orgogliosa di Lampedusa. Il livello di civiltà della vostra gente è straordinariamente ammirevole. L’Italia e l’Europa tutta sono debitrici di riconoscenza per le vite salvate, per l’assistenza e per l’ospitalità che Lampedusa ha offerto a queste persone mostrando il volto migliore dell’Europa.

Sergio Mattarella

porta-di-lampedusa (1)L’arte ancora una volta si conferma vettore di un solenne ricordo e pensiero oltre che portatrice di speranza: non ci stancheremo mai di ripeterlo, ma la Cultura è davvero l’unico mezzo attraverso il quale poter cambiare, poter tendere a una società migliore. E che la Storia sia da maestra: non lasciare che le testimonianze del passato ci scivolino addosso convinti che quelle situazioni siano lontane da noi, perché purtroppo non è così. Le situazioni più drammatiche si consumano sempre più vicino a noi ed è tempo che la coscienza collettiva ne prenda davvero atto: grazie al Museo della Fiducia e del Dialogo per il Mediterraneo questo forse sarà finalmente possibile.

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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