Frank Lloyd Wright e i confini dell’architettura contemporanea

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Frank Lloyd Wright e i confini dell’architettura contemporanea

Frank Lloyd Wright
Frank Lloyd Wright

Non la si vede da lontano. Anzi, si potrebbe superare senza accorgersene, tra le strade senza fine e le imponenti conifere della Pennsylvania. Anche seguendo attentamente le indicazioni, lasciata l’auto in uno spiazzo anonimo e imboccato un vialetto discreto nel bosco, ci vuole un po’ a riconoscerla, tra il verde e le rocce della foresta. Stiamo parlando della famosa Casa sulla Cascata, come viene ormai chiamata Casa Kaufmann, il più eccentrico, polemico e affascinante manifesto architettonico di Frank Lloyd Wright.

Nato nel Wisconsin l’8 giugno 1867 e morto a Phoenix, Arizona, il 9 aprile 1959, Lloyd Wright vive il periodo di più profonda trasformazione dell’architettura contemporanea e ne è uno tra i più importanti partecipanti e interpreti. Dopo due anni di studi in Ingegneria, l’aspirante architetto inizia la sua carriera nel rinomato studio Adler & Sullivan di Chicago, che lo aiuterà a sviluppare un punto di vista critico verso gli stili classici e troppo omologati, e a cercare un nuovo stile creativo.

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Casa Kaufmann

Ben presto la sua personalità artistica prende il sopravvento e il giovane comincia un lavoro indipendente di sperimentazione, basata su una personale interpretazione dell’architettura contemporanea, della sua funzione e delle sue modalità di espressione.
Nella creazione del suo personale stile, Lloyd Wright è influenzato dall’educazione improntata su correnti religiose e ideologiche che ponevano l’individuo e la famiglia al centro dell’universo sociale e che individuavano nel contatto con una realtà a misura d’uomo e con la natura la forma più pura di espressione umana.
Le creazioni architettoniche, dunque, inizialmente sperimentate nella periferia di Chicago, pongono l’accento su complessi unifamiliari, tipicamente sviluppati in larghezza piuttosto che in altezza, con un forte tentativo di assimilazione all’ambiente circostante.

Durante il suo periodo di massima sperimentazione architettonica, che corrisponde proprio all’ideazione di Casa Kaufmann, Wright si lascia sedurre da studi sull’uso dei materiali, suggestioni di stampo orientale e composizioni in stile giapponese. Questi esperimenti ben riflettono il periodo in cui vive l’artista, la profonda interrogazione in merito al ruolo dell’architettura, alla sua espressione dell’interiorità e della profondità dei bisogni umani, ma anche alla sua necessaria integrazione con l’ambiente, che dell’uomo è comunque parte imprescindibile.
La Casa sulla cascata rappresenta, da questo punto di vista, uno dei massimi esempi della ricerca estetica ma soprattutto teorica dell’architetto. L’edificio è stato commissionato come residenza di campagna di una famiglia di importanti imprenditori che cercavano in quel luogo silenzio, pace e tranquillità, in opposizione alla frenetica vita settimanale. Wright utilizza dunque lo spazio, la natura e i materiali per cercare una tensione e al tempo stesso integrazione tra la sua opera e l’ambiente circostante. La scelta dei materiali spazia dal più moderno cemento, alle pietre, al legno e la stessa struttura della costruzione, continuamente in comunicazione tra interno ed esterno, esprime il tentativo di collegare in modo al tempo stesso armonico ma critico, la misura umana con quella della natura.

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Guggenheim Museum (NY)

La struttura si sviluppa seguendo l’andamento delle rocce scavate dall’acqua e la stessa scelta delle piante e degli arredi interni permette di individuare la cifra stilistica dell’artista, per cui armonia con l’ambiente e strutture a misura d’uomo non significano mai l’anonimato e la limitazione dell’individuo al cospetto della natura, bensì piuttosto una riconferma dell’importanza della dimensione umana proprio nel suo rapporto di dialogo e di confronto continuo e costruttivo con la natura.

La figura di Frank Lloyd Wright è sicuramente un caposaldo dell’architettura contemporanea, per le sue opere innovative e critiche: il Solomon R. Guggenheim Museum di New York, l’Imperial Hotel a Tokyo, i Midway Gardens di Chicago. Ma ancor più Wright va ricordato per l’impatto che ha dato all’architettura contemporanea, ridefinendone gli scopi, i limiti, le sfide.

Giulia Corino per MIfacciodiCultura

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