Stefano Arienti omaggia Mantova, Capitale italiana della Cultura 2016

0 1.150

Stefano Arienti omaggia Mantova, Capitale italiana della Cultura 2016

AllestimentoUna straordinaria mostra è nata da un’idea di Giovanni Agosti, come omaggio alla città di Mantova, capitale italiana della Cultura 2016. La mostra: Quadri da un’esposizione è a cura di Stefano Arienti, uno tra i più importanti artisti contemporanei, che per questa esposizione ha interpretato l’arte a Mantova nel Novecento. Il lavoro del curatore dialoga con un nucleo di opere della collezione novecentesca, scelte da Stefano Benetti con Augusto Morari, in un gioco di rimandi teso a sottolineare la creatività e la fecondità della città e della sua cultura.

Fino al 26 giugno, per la prima volta sono state esposte al pubblico, nelle Fruttiere del meraviglioso Palazzo Te, circa 300 opere di artisti locali o attivi a Mantova, finora conservate nei depositi del Museo Civico. La mostra si presenta dunque come occasione unica per riscoprire lo spirito civico che ha generato la collezione nel suo insieme e ripercorre il profilo dell’arte mantovana a partire dalla fine dell’Ottocento ad oggi. Si annoverano diversi dipinti e sculture realizzate da 147 artisti, da Guindani a Lomini, da Defendi Semeghini a Nodari Pesenti, Giorgi e Bergonzoni.

Palazzo TePalazzo Te, alle porte di Mantova è uno scrigno di tesori rinascimentali unici come la Sala dei Giganti di Giulio Romano. La dimora è nata come luogo di svago e di campagna dei Gonzaga. I progetti di arte contemporanea sembrano innestarsi perfettamente nella natura stessa di questo ambiente. Ad aprire il nuovo ciclo di mostre è stato chiamato, come già detto, Stefano Arienti, artista mantovano che si è lasciato ispirare proprio da questo luogo magico e ricco di storia.

Il progetto nasce dalla suggestione delle antiche quadrerie che diventano il punto di partenza per un’unica grande installazione artistica. I quadri appesi alle pareti sono tessere di un gioco, che prolifera sui muri in forme che crescono e mutano, costruendo una sorta di pittura murale fatta di quadri e cornici.

L’allestimento della mostra è di fatto un’installazione artistica creata da Arienti che ha disposto sulle pareti, con soluzioni giocose, a volte dall’equilibrio instabile, numerosi quadri di diverse tipologie e periodi. Guidato dal suo abituale approccio poetico, ha realizzato un percorso espositivo in cui le opere sono sistemate su linee inusuali e costringono lo sguardo del visitatore a cogliere come corpi unici insiemi separati. L’artista, ha creato come dei collage, che richiamano alla mente Mnemosyne atlante figurativo (Bilderatlas) del celebre storico e critico d’arte tedesco, Aby Warburg.

Sale mostraL’artista in questa mostra ha progettato composizioni seriali raccontando la quotidianità che è da sempre la sua principale fonte d’ispirazione, da cui prende spunti e opportunità. Importante elemento della mostra è stato la creazione di una guida, in cui il visitatore può trovare di ogni opera l’autore, l’anno e la tecnica. Le pagine sono state disegnate da Arienti che ha schematicamente riprodotto le opere per come le ha disposte sulle pareti. L’esposizione inoltre, è affiancata da una ricerca svolta dal Teatro Magro, che raccoglie e presenta racconti della trasformazione conosciuta da Mantova nel Novecento e da concerti organizzati e offerti dal Conservatorio durante i fine settimana.

L’evento quindi non si riduce solo all’esposizione ma prevede diversi strumenti, ad esempio performance, con l’obiettivo di coinvolgere i visitatori, rendendo la visita della mostra e gli eventi correlati ad essa indimenticabili e incisivi per chiunque si reca in questa splendida città ricca di storia e cultura.

Laura Cometa  per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.