Milano Off Isola Festival: in città è tutta un’altra musica!

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Milano Off Isola Festival: in città è tutta un’altra musica!

Milano Off Isola FestivalDopo la tre giorni Piano Milano City del 20, 21 e 22 maggio, che da alcuni anni oramai vede mobilitarsi l’intera città tra corti, giardini, palazzi e cortili per ospitare concerti di pianoforte (quest’anno favorita dal bel tempo), il capoluogo meneghino torna all’attacco con un altro importante appuntamento dedicato alle arti: il Milano Off Isola Festival, che inaugurato il 30 maggio si terrà fino al 12 giugno. Come già il nome anticipa, anche qui avremo performance e incontri esclusivi, circoscritti però al quartiere di Isola. Al centro dell’attenzione vi sarà il teatro, che Milano storicamente accoglie come arte a livelli di pregio e qualità entro location di fama mondiale.

L’apertura del festival prevede tre grandi nomi, tra cui spicca senz’altro quello di Stefano Bollani, che già tre anni fa avevamo potuto ascoltare in un’atmosfera davvero magica in piazza Duomo. Questa volta il musicista nostrano celebre in tutto il mondo ha aperto in piazza Gae Aulenti, raccontando il suo nuovo disco Napoli Trip.

Per quanto riguarda il teatro, che normalmente viene semplicemente guardato dagli spettatori in maniera passiva, durante il Milano Off Isola Festival viene fatto vivere attraverso una nuova avventura esperienziale: attraverso la comicità, la magia, la riflessione e tanti ambiti che parallelamente possono raccontare qualcosa dei motivi e delle storie anche molto note, annullando del tutto il rischio della banalità o di non guadagnare nulla di nuovo dall’essere spettatore e osservatore.

Dopo un ponte del 2 giugno ricco di spettacoli musicali, si succedono in questi giorni iniziative che oltre alla musica vedranno come protagonisti il divertimento, la multiculturalità e multidisciplinarietà presso varie sedi commerciali del quartiere ed altri spazi che hanno dato la loro disponibilità.

foto-1294La chiusura è prevista per il 12 giugno: una durata consistente dunque per un piccolo festival, però sapientemente concentrato in un pugno di vie strategiche collocate tra la Milano che cresce verso il cielo e quella delle corti e dei cortili della tradizione popolare. La cornice merita almeno quanto il contenuto: un piccolo sforzo richiesto è semplicemente quello di cercare le stesse iniziative e di buttarcisi a capofitto.

Tutto l’aspetto aggregativo e sociale, oltre che artistico, del teatro, della musica e dell’arte viene sprigionato in pochi giorni indirizzato alle persone che vorranno accoglierlo, così, come una sfida, come un incoraggiamento a spaziare con la fantasia, come una semplice valvola di sfogo o come un arricchimento culturale (del resto arte e teatro è tutto questo e molto altro).

Anche la clownerie ha un posto in questo performing festival: con la sua antica magia e potenza non smetterà neanche stavolta di stupire e di certo non deluderà.

Gaia Boldorini per MIfacciodiCultura

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