#MIB: quando il Design spiega la Finanza

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#MIB: quando il Design spiega la Finanza

image1(1)Un nuovo interessante progetto prende forma grazie alla nuova apertura di un temporary shop milanese per il gruppo di consulenza finanziaria Money Farm: il Money Farm Investiment Boutique consiste in uno spazio adibito ad esposizione che è stato interamente progettato e costruito dallo studio creativo Bellissimo / Luca Ballarini, nato nel 1998 e già conosciuto nel mondo del branding design, distintosi per le strategia di marca e la creazione di contenuti per clienti quali Absolut, Lavazza e Fondazione Renzo Piano.
Grazie alle strategie visive tipiche del retail design, lo studio si è messo in gioco per la creazione di contenuti altamente specifici, allo scopo di rendere fruibile ad un vasto pubblico, tramite progetti visivi e artistici, quelli che sono i meccanismi più complessi del mondo del marketing e della finanza.

L’idea consiste nel creare in questo spazio denominato #MIB un vero e proprio museo della finanza, in cui concetti quali investimento o impatto di costo, risultano essere palesi e letteralmente visibili anche a coloro che di economia non hanno esperienza.
Nove progetti in legno costellano lo spazio espositivo per andare ad indagare nove passaggi fronda entrati dell’offerta del gruppo Money Farm per l’allocazione di un corretto investimento che risulti nel breve o nel lungo periodo fruttuoso.
Barattoli e bottiglie per rappresentare diverse dispense di prodotti, piani inclinati per mostrare il concerto di impatto dei costi, un “ortofoglio” per concretizzare il portafoglio ideale. Istallazioni insomma che si collocano nell’ambito di un branding design pensato appositamente per la valorizzazione di contenuti particolari per un’azienda come Money Farm.

Il progetto può essere catalogato sotto un’idea di innovazione per la valorizzazione dell’economia e dell’impresa in un’ottica nuova, mediata dall’esperienza “a tre dimensioni” resa possibile attraverso un progetto di design, design che porta l’arte a mettere in luce tutto il proprio potenziale. Ed è sfruttando le sue caratteristiche intrinseche di unione di percezione estetica appagante e utilità che il design si fa collegamento e ponte di due discipline apparentemente differenti che possono però trovare un rapporto.
In un mondo sempre maggiormente pervaso e influenzato dai meccanismi dell’economia, un’esperienza come quella proposta nel temporary shop di Money Farm, risulta essere in linea con una nuova prospettiva dell’arte, sempre più aperta alla scoperta di nuovi temi di divulgazione e di contatto con il contemporaneo, per dare sfogo a quella sua caratteristica didattica e volontà esplicativa.

image5(1)Non è un caso che il mondo dell’arte attuale si stia sempre maggiormente muovendo nell’indagine del mondo dell’economia come sistema di relazione socio-politica che approfondisce la conoscenza del comportamento umano. Sono un esempio il tema della passata Biennale di arte di Venezia, incentrata su il testo de Il Capitale di Karl Marx, o ancora le recenti opere tanto discusse di Taryn Simon, artista che attraverso una ricostruzione storico-archivistica, ha ripercorso i principali momenti della storia economica del Novecento (seguendo il susseguirsi di firme di trattati e conferenze) attraverso i fiori presenti nei momenti scelti.
L’idea alla base è quella classica linea di pensiero che eleva arte visiva e design a mezzi per eccellenza della diffusione della conoscenza tramite la loro capacità di dettare una “direzione di senso” a quello che è l’andamento del mondo contemporaneo attraverso uno sguardo altro, un linguaggio diverso, una traduzione delle modalità di relazione umane. Rapporti che oggi più che mai si possono valutare nel loro aspetto economico invasivo e pervasivo, quale modo migliore allora che non mostrarlo esplicitando concetti finanziario tramite un linguaggio estetico e non puramente teorico?

Sara Cusaro per MIfacciodiCultura

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