JR sulla Piramide del Louvre, alla (ri)scoperta del normale attraverso l’eccezionale

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JR sulla Piramide del Louvre, alla (ri)scoperta del normale attraverso l’eccezionale

JR-louvre-museum-installation-paris-designboom-03(1)Il Louvre si trasforma, di nuovo. Dopo ventisette anni dall’installazione della Piramide di Ieoh Ming Pei e grazie all’intervento dell’artista e fotografo francese JR, l’aspetto del museo torna ad essere quello originale, con la piazza completamente aperta, ad enfatizzare l’imponenza dell’edificio. Il progetto è stato finanziato dall’autore ed è stato pensato per un anno.

Un pannello in materiale plastico è stato apposto alla piramide: rappresenta la facciata retrostante, a dimensione naturale, in bianco e nero – come tutte le fotografie di JR. L’artificio è visibile solo da un punto specifico della piazza, che l’artista si è riservato di non rivelare. In questo modo, le persone devono girare attorno alla struttura, annullando il percorso e il punto di vista turistici, con l’edificio alle spalle per poter scattare la foto ricordo, e trovare una nuova angolazione. L’opera è nelle mani di chi la osserva, che decide se mantenere la coerenza dell’immagine intera, facendo sparire il solido, oppure stravolgendola ulteriormente, deformandola con una visione di scorcio. Il ritorno all’origine dell’immagine potrebbe diventare, così, creazione di un momento ancora più nuovo ed inaspettato.

JR non è nuovo a sperimentazioni di questo genere: sono celebri il suo intervento sul Panthéon, sempre a Parigi ma nel 2014, sul quale ha applicato fotografie di migliaia di volti (sconosciuti), e sulle favelas di Rio de Janeiro, toccate dallo stesso metodo e dall’effetto stravolgente, oltre che il progetto InsideOut, al quale le persone di tutto il mondo possono partecipare attivamente, scattando e attaccando fotografie in bianco e nero nei luoghi prescelti delle proprie città, documentando l’azione e contribuendo alla formazione di un archivio.

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Invader

Ciò che più è sconvolgente di questi interventi è la normalità dei soggetti che, accostate ai posti in cui si trovano, si caricano di una straordinaria forza comunicatrice.
JR non si proclama uno street artist e non rivela mai neanche la sua identità, presentandosi sempre con la sigla del suo nome, Jean-René, e indossando occhiali da sole e cappello. Il concetto del suo lavoro accomuna molti degli autori che operano sulla strada e che puntano a fare aprire gli occhi a chi li osserva. Tra i più famosi c’è Blu, artista di Senigallia che ha operato in tutto il mondo dipingendo i suoi puppets su muri e angoli urbani, trasmettendo anche forti significati politici.
Le città si riempiono di nuovi punti di vista, come vuole anche Invader, l’artista francese che ha portato il celebre videogioco Space Invaders tra le strade parigine  prima e di tutto il mondo poi. Le persone notano i suoi mosaici e, insieme, scorci di città che abitualmente non avrebbero guardato. Ludo, sempre parigino, permette che questo accada incollando sagome ritagliate in punti degradati, imponendo una sorta di rinnovata bellezza della città.

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Aakash Nihalani

La lista di autori sarebbe lunga: da Slinkachu, con le sue installazioni millimetriche che si ripropongono di far capire il mondo nascosto dietro le cose casuali – la buccia di un frutto, una lattina vuota abbandonata a terra, a Fauxreel, simile a Banksy nella scelta dei soggetti e dei messaggi, fino a Aakash Nihalani, creatore di forme geometriche solide illusorie con il nastro fluo, visibili da un unico punto, come la Piramide di JR.
Chi passa è costretto a fermarsi, a stupirsi, a passare oltre e ragionare per qualche momento su quello che ha visto, permettendo all’arte di agire anche al di fuori del museo, dove nessuno si aspetterebbe di trovarla. Chi osserva, come di fronte alla Piramide nascosta di JR, è partecipe, autore dell’opera e del proprio pensiero ed attua, forse, la più grande rivoluzione museografica, la conquista dello straordinario comune.

Ambra Goffredo per MIfacciodiCultura

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